Angoscia: origine del termine e significato
Edvard Munch, Il grido. Olio, tempera e pastello su cartone, 83,5x66 cm, 1893. Oslo, Galleria Nazionale.

Angoscia: origine del termine e significato

Angoscia: origine del termine

Il latino angustia significa letteralmente “passaggio stretto” e in senso figurato “difficoltà”. Derivato da angere (stringere), ha la medesima radice del tedesco Angst e del provenzale angoissa, da cui l’italiano “angoscia”.

Angoscia: significato

L’angoscia è uno stato di malessere fisico e morale caratterizzato da senso di minaccia incombente privo di cause riconoscibili e di possibilità di rimedio.

Psicologia, antropologia, e psicoanalisi hanno studiato a lungo, a fini terapeutici, sintomi e cause dell’angoscia. Essa si distingue dalla paura, che è giustificata perché prodotta dalla consapevolezza di un pericolo determinato e oggettivo, e dall’ansia, legata a rappresentazioni mentali e a fantasie ossessive.

Particolarmente interessante è la tesi psicoanalitica secondo cui l’emozione dell’angoscia è generata già nel neonato dal trauma della nascita, che comporta la separazione dalla madre dopo una prima originaria simbiosi. Su questa base l’ambiente familiare pone le condizioni per la vita psicologica dell’adulto: l’esperienza dell’abbandono, reale o simbolico, e l’assenza di amore, sicurezza e protezione sono all’origine di sofferenza, insicurezza e ostilità verso l’ambiente sociale.