castrum, disegno ricostruttivo di un accampamento romano
Disegno ricostruttivo di un accampamento romano (castrum)

Il castrum (plurale castra) era l’accampamento dell’esercito romano costruito in poche ore alla fine di una giornata di marcia; spesso veniva smontato la mattina seguente o comunque dopo pochi giorni.

Al suo allestimento vi partecipavano tutti: dal primo degli ufficiali all’ultimo dei soldati, ciascuno aveva un compito ben preciso, e ciascuno agiva in perfetto sincronismo con gli altri.

La scelta del luogo doveva rispondere ad alcuni requisiti indispensabili: disponibilità d’acqua e di legna, abbondanza di foraggio per i cavalli, elementi del paesaggio che rafforzavano le difese.

Le prime operazioni erano lo spianamento del terreno, lo scavo di un fossato e, immediatamente a ridosso, l’erezione di una palizzata che poteva essere dotata di torri e di bastioni. Davanti alla palizzata venivano talvolta scavate buche profonde con pali acuminati per ostacolare un eventuale assalto.

Il castrum, solitamente di forma quadrata o rettangolare, disponeva di quattro porte di accesso, una per ogni lato. Lo spazio interno era suddiviso da vie formanti un reticolo.

Ogni zona del campo aveva una sua destinazione, che veniva ripetuta in modo rigoroso: il quartiere del comandante, il recinto destinato agli auspici religiosi, la tribuna da dove il comandante amministrava la giustizia e parlava all’esercito, gli alloggi delle truppe scelte e dei soldati semplici, i recinti dei cavalli, le latrine: ogni elemento andava collocato al posto giusto.

Oltre a quelli che venivano montati e smontati rapidamente, esistevano gli accampamenti militari permanenti, che avevano la funzione di presidiare i territori conquistati dai Romani, ma non del tutto pacificati.

Questi campi avevano ovviamente dimensioni ben più grandi ed erano spesso costruiti con largo ricorso a opere in muratura. Al centro c’era il quartier generale, dove si trovavano le armi, le insegne del reparto militare e una statua dell’imperatore regnante.

I soldati dimoravano in baracche in legno, mentre il comandante del campo viveva nel praetorium, un edificio più confortevole. Vi erano poi i magazzini dei viveri, una prigione, l’infermeria per gli uomini e quella per i cavalli, l’officina per la riparazione delle armi, la mensa degli ufficiali e, talvolta, delle terme.

I soldati di frontiera avevano il compito di impedire sconfinamenti e scorrerie da parte delle gentes externae; svolgevano azioni di “spionaggio” e di controllo per raccogliere notizie sui nemici esterni e impedire i contatti fra loro ed eventuali ribelli interni; riscuotevano dazi doganali.

Nelle vicinanze degli accampamenti militari permanenti nascevano spesso villaggi e mercati. I mercati erano gestiti dalle popolazioni locali o da ex soldati romani congedati che si erano formati una famiglia con donne del posto. Questo spiega come mai dagli accampamenti militari sorgessero talvolta vere e proprie città. Per un approfondimento leggi Dal castrum militare alla città romana