code talkers
Il caporale Henry Bake Jr. (a sinistra) e il soldato di prima classe Geroge H. Kirk usano il codice navajo in una denza macchia di palme, nel 1943

I code talkers, che letteralmente si può tradurre “parla-codice”, furono la soluzione americana sul fronte del Pacifico durante la Seconda Guerra Mondiale. Gli Americani utilizzavano già delle macchine da cifratura, chiamate Typex e SIGABA, ancora più complesse del sistema tedesco Enigma o giapponese Porpora, ma che avevano il grande difetto della lentezza nella fase di cifratura e decifratura del messaggio che, in terreni di guerra difficili come le isole del Pacifico, ne rendevano impossibile l’uso.

Philip Johnston nel 1942 ebbe l’intuizione di sfruttare come codice una lingua “straniera” incomprensibile a tutti. La scelta cadde sulla lingua navajo: la tribù Navajo era la più numerosa ma anche la più chiusa a contatti con l’esterno; la lingua navajo non è scritta, ma tramandata solo oralmente, le strutture verbali della lingua non seguono le regole grammaticali classiche (es. la desinenza verbale dipende oltre che dal soggetto anche dall’oggetto).

Al vocabolario navajo, che comprendeva solo 274 termini, aggiunse un lessico ad-hoc per tradurre le parole di uso comune in ambito militare.

Termine militare Termine in codice Traduzione in navajo
Caccia Colibrì Da-he-tih-hi
Aereo Spia Gufo Ne-as-jah
Cacciabombardiere Sparviero Gini
Sottomarino Pesce ferro Besh-lo

I termini non inclusi in questo vocabolario venivano scanditi lettera per lettera secondo il codice alfabetico navajo associato all’alfabeto inglese.

A Ant (formica) Wol-la-chee N Nut (noce) Nesh-chee
B Bear (orso) Shush O Owl (gufo) Ne-ash-jsh
C Cat (gatto) Moasi P Pig (maiale) Bi-sodih
D Deer (cervo) Be Q Quiver (faretra) Ca-yeilth
E Elk (alce) Dzeh R Rabbit (coniglio) Gah
F Fox (volpe) Ma-e S Sheep (pecora) Dibeh
G Goat (capra) Klizzie T Turkey (tacchino) Than-zie
H Horse (cavallo) Lin U Ute (indiani Ute) No-da-ih
I Ice (ghiaccio) Tkin V Victor (vincitore) A-keh-di-glini
J Jackass (asino) Tkele-cho-gi W Weasel (donnola) Gloe-ih
K Kid (capretto) Klizzie-yazzi X Cross (croce) Al-an-as-dzoh
L Lamb (agnello) Dibeh-yazzi Y Yucca (yucca) Tsah-as-zih
M Mouse (topo) Na-as-tso-si Z Zinc (zinco) Besh-do-gliz

Ad esempio, la parola Pacific (Pacifico) era scandita da: bi-sodih, wol-la-chee, moasi, tkin, ma-e, tkin, moasi.

Quattro mesi dopo Pearl Harbor (il porto del Pacifico attaccato dai giapponesi il 7 dicembre 1941) 29 navajo, alcuni dei quali appena quindicenni, frequentarono un corso di comunicazioni di otto settimane, organizzato dal Corpo dei marines, per imparare il lessico e l’alfabeto. Altri code talkers seguirono l’addestramento nei mesi successivi.

I Navajo furono impiegati in tutti i teatri di guerra del sud del Pacifico fino alla conquista di Iwo Jima, il cui successo è da molti attribuito all’efficienza e all’inviolabilità delle comunicazioni in codice navajo.

Come per Turing e i crittoanalisti di Bletchley Park, anche l’eroismo dei code talkers rimase un segreto militare fino al 1968.

Il film Windtalkers del 2002, protagonista Nicolas Cage, racconta l’epopea di questi soldati.

Windtalkers
La locandina del film Windtalkers, ispirata alla storia dei code talkers navajo