Emergenza acqua: qual è lo scenario futuro?

Emergenza acqua: qual è lo scenario futuro? Tema svolto di Italiano

L’acqua può essere considerata, insieme all’aria che respiriamo, la più importante delle risorse del pianeta, ma a chi vive in Paesi ricchi può forse sfuggire il valore dell’acqua nella vita quotidiana di ogni persona.

Invece, l’analisi delle risorse disponibili e dei crescenti fabbisogni degli utenti indica che in molte aree di questi Paesi l’emergenza acqua sarà sempre più frequente e crescerà il conflitto tra i vari settori di utenza: domestico, industriale e agricolo.

In tempi recenti le limitazioni all’uso dell’acqua, imposte da pubbliche amministrazioni a seguito di periodi di siccità, hanno iniziato a sensibilizzare i cittadini verso il problema dell’approvvigionamento idrico. Ma la preoccupazione dei cittadini aumenta e diminuisce come aumentano e diminuiscono i periodi di siccità e quelli di pioggia molto abbondante, e le pubbliche amministrazioni ancora non mettono in atto soluzioni di lungo periodo che il problema “emergenza acqua” necessita.

Gli sprechi d’acqua, poi, sono spaventosi, sia nei Paesi economicamente sviluppati sia nei Paesi in via di sviluppo. In Italia sono ancora utilizzati vecchi acquedotti ormai diventati «colabrodo», che disperdono preziosa acqua lungo il tragitto dalle fonti ai rubinetti di casa, costringendo molte zone, durante i mesi più caldi, a un drastico razionamento della fornitura.

Ecco alcuni fatti su cui meditare:

  • acqua effettivamente utilizzabile ce n’è poca, ormai ne abbiamo preso tutti coscienza e siamo consapevoli che l’acqua è un bene essenziale per la vita;
  • l’incremento demografico, l’alta urbanizzazione e lo sviluppo industriale hanno portato a un aumento di domanda dell’acqua che diventa impossibile soddisfare senza danneggiare gli habitat delle altre specie animali o vegetali e la vita stessa dell’uomo;
  • il deficit mondiale dell’acqua è grave: un miliardo e mezzo di persone non ha acqua a sufficienza per vivere e due miliardi circa non hanno i mezzi per renderla potabile;
  • le principali fonti di approvvigionamento di acqua sono i fiumi, i laghi e le falde acquifere sotterranee. Da essi l’uomo trae l’acqua per bere, per l’agricoltura e per l’industria. Ma le acque dolci sono inquinate, anche le acque sotterranee sono inquinate (per un approfondimento leggi Inquinamento dell’acqua o inquinamento idrico). In questo caso il danno è ancora più grave: si  calcola infatti che occorrano circa 1400 anni perché ci sia il ricambio d’acqua nei bacini sotterranei: la loro contaminazione potrebbe quindi essere irreversibile.

Molti Paesi hanno adottato iniziative per contenere l’inquinamento e l’eccessivo consumo di acqua. Nei Paesi più sviluppati sono stati imposti rigidi controlli sugli scarichi; sono stati costruiti grandi impianti di depurazione; è stata avviata la costruzione di bacini di riserva a cui attingere in periodi di siccità; è stata aumentata l’efficienza del sistema di distribuzione evitando le frequenti perdite; in molti casi è stato aumentato il costo dell’acqua per incentivare consumi più consapevoli.

A livello mondiale la mancanza o l’insufficienza di acqua comporta seri problemi sul piano politico. Siamo infatti portati a pensare che la risorsa naturale che più facilmente può scatenare conflitti sia il petrolio, ma già attualmente e ancora di più in un futuro prossimo l’emergenza acqua potrebbe sostituirlo come causa di guerre. In alcune regioni del mondo la scarsità di acqua potrebbe generare instabilità economica e politica.

Circa il 40% della popolazione mondiale dipende da sistemi fluviali comuni a due o più Paesi. Ad esempio:

  • l’india e il Bangladesh si contendono lo sfruttamento del Gange;
  • il Messico e gli Stati Uniti lo sfruttamento del Colorado;
  • la Slovacchia e l’Ungheria quello del Danubio;
  • l’Egitto attinge la sua acqua dal Nilo, le cui origini non si trovano all’interno dei confini del Paese. L’85% della massa d’acqua del Nilo, infatti, deriva dalle piogge sull’Etiopia e scorre con il nome di Nilo Azzurro nel territorio del Sudan prima di entrare in Egitto. La parte restante dipende dal bacino del Nilo Bianco, che ha origine in Tanzania, dal lago Vittoria, e si congiunge al Nilo Azzurro nei pressi di Khartoum (capitale del Sudan). Il Nilo rifornisce in tutto nove nazioni, e l’Egitto si trova ultimo sul suo percorso.

Sulla base di un accordo firmato nel 1959 con il Sudan, l’Egitto ha diritto ogni anno a 55,5 miliardi di m³ d’acqua del Nilo. Tale quantità è insufficiente e l’Egitto deve integrare l’acqua del Nilo con piccole quantità di acque freatiche, con l’acqua del drenaggio agricolo e con acque di scolo municipali trattate. Il problema è che, data la forte crescita demografica, il fabbisogno idrico dell’Egitto è destinato ad aumentare e a rendere sempre più inadeguata la percentuale di acque del Nilo concordate con il Sudan.

L’acqua è ormai una risorsa strategica al pari del petrolio. Il rischio è dunque che il suo crescente valore porti a conflitti internazionali a larga scala.