Espressionismo in Arte e Letteratura, riassunto

Espressionismo in Arte e Letteratura, riassunto schematico e completo per conoscere e memorizzare rapidamente.

Per l’Europa il primo Novecento è il periodo delle Avanguardie Storiche: Espressionismo, Futurismo, Dadaismo e Surrealismo.

L’Espressionismo non costituisce una scuola unitaria. È una corrente che attraversa, in modo sempre autonomo, scrittori e artisti diversi di paesi diversi.

Espressionismo in Arte

Il termine Espressionismo nasce nel 1901 nell’ambito della pittura, quando un gruppo di artisti, allestendo a Parigi una mostra alternativa, lo conia in opposizione all’Impressionismo.

L’Espressionismo si oppone all’Impressionismo, puntando su un linguaggio fatto di immagini drammatiche dai colori particolarmente accesi, vistose deformazioni di volti, figure, pose concitate e perfino violente.

Nell’Espressionismo il singolo dettaglio è sciolto dall’insieme; le gerarchie e le proporzioni non sono più rispettate; un particolare minimo può occupare tutto il quadro e diventare gigantesco.

Non interessa tanto la bellezza della forma, quanto la sua capacità di comunicare uno stato d’animo, di turbare e scuotere le coscienze.

La realtà oggettiva non esiste più; esiste solo il modo soggettivo, esaltato, visionario con cui è vista. Tale tendenza corrisponde, d’altronde, alla provenienza sociale degli espressionisti: si tratta, infatti, di piccolo-borghesi sovversivi, inquieti e sbandati, che cercano un nuovo ruolo sociale oscillando fra le due classi principali in conflitto, il grande padronato e il proletariato.

Vari gruppi fanno parte dell’Espressionismo:

  • Die Brücke («Il ponte», con l’intenzione di gettare il ponte verso una nuova arte), formato a Dresda nel 1905 da Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Karl Schmidt-Rottluff e Fritz Bleyl, legati dal culto di Gauguin, Van Gogh e Matisse; si uniscono al gruppo Max Pechstein ed Emil Nolde;
  • Der Blaue Reiter (Il cavaliere azzurro), costituitosi a Monaco nel 1911 attorno alle iniziative espositive ed editoriali di Vasilij Kandinskij e Franz Marc, e connotato da dimensioni e aspirazioni spirituali. Al movimento aderiscono anche Alexej von Jawlensky e Paul Klee;
  • Espressionisti austriaci: Richard Gerstl, Egon Schiele e Oskar Koschka.

Espressionismo in Letteratura

In letteratura l’Espressionismo ha il proprio epicentro in Germania e da lì si diffonde in Austria. È localizzabile fra il 1910 e il 1925, ma è soprattutto negli anni immediatamente posteriori alla fine della prima guerra mondiale che trova il suo periodo più intenso.

Sul piano filosofico gli espressionisti si oppongono al Positivismo, mentre su quello letterario rifiutano il Naturalismo.

I temi dominanti sono quelli della città mostruosa e tentacolare, della civiltà delle macchine sentita come caos convulso, dell’angoscia che si esprime direttamente nel “grido” espressionista.

Il personaggio espressionista è un uomo degradato in un mondo degradato. In polemica con il Simbolismo e il Decadentismo viene rifiutata qualunque concezione estetizzante ed elitaria. L’arte è vista invece in rapporto con la vita, come espressione diretta di un impegno totale e vitale. Da Baudelaire gli espressionisti riprendono la convinzione della fine del carattere sacrale dell’arte. Anche la figura del poeta subisce un mutamento: il poeta non è più il genio isolato ed eccezionale caro a D’Annunzio, ma un uomo della folla, un piccolo-borghese come tanti.

Riguardo le forme e lo stile, nell’Espressionismo predomina la paratassi, i versi secchi ed essenziali, il registro linguistico spazia dall’alto al basso, con prevalenza di quest’ultimo, dei modi gergali e dialettali per una impietosa dimistificazione della società borghese. In poesia si opta per il verso libero, che rompe con la metrica tradizionale. Il ricorso all’allegoria è tipica di questo periodo e determina, anch’essa, l’estraneità dell’Espressionismo al Simbolismo.