L'Estetica di Croce e l'autonomia dell'arte

L’Estetica di Croce e l’autonomia dell’arte. Riassunto di Filosofia

L’Estetica è la riflessione teorica sull’arte. L’Estetica è una disciplina filosofica: anzi, dice Benedetto Croce, l’Estetica ingloba tutta la filosofia, sebbene si concentri in particolar modo sull’arte.

Alla domanda “Che cos’è l’arte?”, Croce risponde che “l’arte è ciò che tutti sanno cosa sia”. La filosofia stessa per Croce non fa altro che esplicitare concetti che tutti, in maniera diretta o indiretta, possiedono.

L’arte è la prima forma dello spirito teoretico e nello specifico si definisce come intuizione dell’individuale, cioè conoscenza a-logica, che ha per oggetto entità singole anziché concetti, e produce immagini.

Tesi fondamentale dell’Estetica crociana è l’autonomia dell’arte che fonda l’autonomia dell’Estetica e del Bello.
L’arte non è subordinata al piacere o all’utile né al vero né al bene. Ne deriva che l’Estetica non è né utilitaristica né concettuale né moralistica.
L’unico scopo dell’arte è l’arte stessa, ossia la bellezza. La bellezza si definisce come espressione riuscita e il valore dell’esperienza estetica sta proprio nel piacere della bellezza, che ha un carattere contemplativo e disinteressato e viene fuori dalla sintesi a priori tra forma e contenuto: l’arte è, infatti, intuizione pura (priva di riferimenti storici o critici alla realtà o alla irrealtà di cui si interessa) e intuizione lirica (contemplazione del sentimento) e, quindi, sintesi a priori estetica di sentimento (contenuto) e immagine (forma); accoglie dal sentimento il contenuto e lo trasforma in pura forma; è liberazione dall’immediatezza e catarsi dalla passionalità.

Benedetto Croce supera anche quel conflitto tra arte classica e arte romantica, affermando che l’arte autentica è classica e romantica allo stesso tempo.

Se l’artista è sempre estraneo alla distinzione tra realtà e irrealtà, indifferente all’utile e moralmente autonomo (l’artista non opera e non ragiona, ma poeteggia, dipinge, canta), il bello naturale non esiste più: esiste solo in relazione alla mente o alla fantasia che lo produce. Benedetto Croce radicalizzando l’idealismo estetico di Immanuel Kant sostiene che il bello esiste nel momento in cui avviene l’incontro tra il soggetto che percepisce e l’oggetto che viene percepito.

L’arte è, poi, intuizione ed espressione: una fantasia musicale non è, se non in quanto si concretizza nei suoni; un’immagine pittorica non è, senza una qualche colorazione.

Se i verba (parole) non ci sono, non c’è nemmeno la res (concetto).

Il rifiuto di tale identità deriva, secondo Croce, da una cattiva comprensione della tecnica: la tecnica non è insita nell’arte. L’arte è pura teoria, intuizione; la tecnica è costituita da atti pratici ed è guidata da conoscenze.

Ma soprattuto, Benedetto Croce non fa distinzione tra linguaggio e poesia. Il linguaggio è la prima fondamentale forma di espressione: il poeta esprime se stesso, le proprie emozioni, le proprie impressioni. E l’uomo con il linguaggio fa altrettanto. Il linguaggio non è un segno convenzionale delle cose, ma un’immagine significante, spontaneamente prodotta dall’umana fantasia, un segno mediante cui l’uomo comunica con l’altro uomo, supponendo già un’immagine: il linguaggio è creazione originaria dello Spirito.