le festività ebraiche

Le festività ebraiche che scandiscono l’intero ciclo annuale della comunità ebraica: ti spieghiamo in modo semplice quali sono e come si svolgono.

L’ebraismo prescrive numerose festività. Alcune festività ebraiche ricordano ricorrenze felici, altre momenti tragici o luttuosi del popolo ebraico.

  • Rosk hashanah. Significa Capo dell’anno ed è il capodanno ebraico. Si celebra nel mese di Tishri del calendario ebraico. Ricorda la creazione e il giudizio del mondo da parte di Dio. Si inizia con due giorni di preghiera, seguiti da dieci giorni di penitenza che si concludono con il giorno dell’espiazione (Yom Kippur). La festa è aperta con il suono dello shofar, un piccolo corno di montone.
  • Yom Kippur. È il giorno dell’espiazione. È considerato il giorno più sacro dell’anno. Prevede un rigoroso digiuno per 24 ore, accompagnato da un profondo esame di coscienza. Nelle sinagoghe è giorno di preghiera ininterrotta.
  • Sukkot o Festa dei tabernacoli. Si celebra tra il 15 e il 21 del mese di Tishri del calendario ebraico e dura una settimana. Il popolo ebraico ricorda quando per 40 anni fu pellegrino nel deserto e come Dio fu provvido nei suoi confronti. Poiché allora Israele viveva in capanne, vengono costruite delle capanne nel giardino o nella terrazza di casa propria e lì si consumano i pasti: per questo è anche detta Festa delle capanne. L’ultimo giorno è chiamato Giorno della gioia della Legge.
  • Hanukkah. È nota anche come Festa delle luci. Si celebra in dicembre, dura 8 giorni e ricorda la liberazione di Israele dagli occupanti ellenici nel II secolo a.C. Molte famiglie accendono il candelabro a otto bracci più un lume ausiliario o hannukkah.
  • Purim o Festa delle sorti. È celebrata fra febbraio e marzo. Si ricorda la storia della regina ebrea Ester (le cui gesta sono narrate nell’omonimo libro della Bibbia). La regina Ester liberò gli ebrei dalla minaccia di sterminio sotto il re di Persia Assuero. È usanza passare la festa in atmosfera carnevalesca: i più giovani si mascherano e si mangiano dolci.
  • Pesach o Festa di Pasqua. È la più nota tra le feste ebraiche. È celebrata dal 15 al 22 del mese di Nissan del calendario ebraico. Ricorda la liberazione di Israele dall’Egitto. Si apre con la cena pasquale, detta seder, nella quale si mangiano pane azzimo (matzah), cioè non lievitato, delle erbe amare e del charosset, una miscela di miele e noci. Durante il seder viene letta l’Haggadah che ricorda la liberazione dalla schiavitù egizia. È usanza lasciare sulla tavola un posto vuoto e un bicchiere per il profeta Elia perché festeggi con loro la liberazione.
  • Shavuot o Festa delle settimane o Pentecoste. Si celebra 7 settimane dopo la Pasqua. Ricorda quando Mosé salì sul monte Sinai e ricevette le Tavole della Legge.

Le festività ebraiche di Pesach, Sukkot e Shavuot sono dette Feste dei pellegrinaggi, perché nell’antichità la popolazione si recava in pellegrinaggio al Tempio di Gerusalemme.

Nel moderno Stato d’Israele esistono anche due feste civili:

  • lo Yom Hashoa. Ricorda lo sterminio degli ebrei durante il nazismo