Forme di Stato: definizione e classificazione

Per forme di Stato si intende il rapporto che si instaura tra la società civile e le istituzioni che esercitano la sovranità.

Forme di Stato: Stati nazionali e plurinazionali

Gli Stati nazionali prevedono la totale presenza di un’etnia comune per tradizione, cultura e lingua.
Gli Stati plurinazionali prevedono una pluralità di etnie che mantengono tradizioni, cultura e lingua.

Si tratta di una distinzione quasi superata: è difficile trovare Stati che non siano multietnici, poiché ciò che unisce i cittadini in uno Stato sono la libertà, i diritti e i doveri.

Forme di Stato: Stati centralisti e autonomie territoriali, regionali e federali

Nello Stato centralista il potere è dello Stato che può devolverlo alle autonomie locali, che rimangono sotto il controllo del potere centrale.

Lo Stato federale è una pluralità di Stati ognuno indipendente, che rinunciano a parte della sovranità. Gli Stati Uniti d’America sono un esempio. I pilastri dello Stato federale sono: la politica economica, la politica estera e la Difesa.

Nello Stato unitario composto a base regionale l’entità regionale è parte integrante dello Stato che delega alcune funzioni dello Stato centrale alle regioni; il potere discende sempre dallo Stato centrale che può scegliere di avvalersi di diversi livelli di autonomia.
Un esempio è l’Italia: in quanto Stato a base regionale, rimane uno Stato centralista che può eliminare le autonomie locali in qualsiasi momento.

Nello Stato confederale, gli Stati che ne fanno parte assegnano alla confederazione meno poteri di quanti ne vengano concessi, ad esempio, alla Federazione. Non prevede né l’unità economica né il Fondo di perequazione; hanno in comune, invece, gli Esteri e la Difesa. Un esempi di Stato Confederale è la Confederazione elvetica.

Forme di Stato: monarchia e repubblica

La Monarchia è tradizionalmente una forma di organizzazione del potere politico in cui  questo è attribuito a un sovrano. Questi deriva la carica e ne è legittimato da una discendenza ereditaria, per l’appartenenza a un casato, oppure in virtù di un’elezione. Può essere assoluta o costituzionale.
La Monarchia ereditaria si è ridotta a un’istituzione dotata di un simulacro di potere politico, manifestandosi il monarca, in quanto capo di Stato, come figura rappresentativa della tradizione e della unitarietà dello Stato. Ad esempio, in merito alla Monarchia spagnola e britannica, si dice che il sovrano regna ma non governa: ha infatti meno poteri del Presidente della Repubblica italiana.

La Repubblica è una forma di organizzazione del potere politico in cui le cariche politiche sono istituzionalmente conferite temporaneamente, per periodi predeterminati, indipendentemente da eventuali rinnovi delle stesse.
Oggi la distinzione tra Repubblica e Monarchia è residuale e riguarda solamente l’attribuzione della carica di Capo dello Stato a vita o per un tempo predeterminato.

Forme di Stato: Stati laici e Stati confessionali

Nello Stato laico è prevista una netta separazione della sfera politica da quella religiosa (come in Italia); nello Stato confessionale, la religione diventa Stato: ad esempio, in Iran, le leggi dello Stato sono integrate con le prescrizioni del Corano. Così l’autorità religiosa ha un potere assoluto.