Guerra di Algeria o guerra d'indipendenza algerina, 1954-1962

La guerra di Algeria e la conquista dell’indipendenza, 1954-1962: qui il riassunto di storia

Nell’Ottocento l’Algeria era stata un po’ alla volta conquistata dai francesi, fino a diventare una colonia a tutti gli effetti.

Dopo la Seconda guerra mondiale, come nelle altre colonie dell’Africa e dell’Asia, anche in Algeria le esigenze nazionalistiche si fanno sempre più forti. Tra il 1954 e il 1955 si sviluppa un forte movimento indipendentista: il Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) guidato da Mahammed Ben Bella.

La rivoluzione algerina si trascina per molti anni tra odi, violenze, terrore, soprattutto perché i coloni francesi non sono disposti a nessun compromesso, a nessun dialogo con gli algerini. La Francia reagisce con perquisizioni a tappeto, arresti e torture.

La repressione delle truppe francesi raggiunge il culmine tra il 1956 e il 1957. Nel maggio del 1958, quando si comincia a delineare l’ipotesi di una trattativa con i ribelli, i francesi di Algeria, appoggiati dai militari, costituiscono ad Algeri un Comitato di salute pubblica e minacciano un colpo di Stato.

Il presidente della Repubblica Coty chiama il generale De Gaulle – che aveva guidato durante la guerra la resistenza contro i tedeschi – a formare un nuovo governo di coalizione.

De Gaulle si rende conto ben presto dell’impossibilità di schiacciare il movimento indipendentista. Deludendo le aspettative di molti suoi sostenitori, decide così di aprire le trattative con i ribelli. Le trattative si concludono nel 1962 con gli accordi di Evian che assicurano all’Algeria la piena indipendenza.

Seguono proteste, accuse di tradimento e anche attentati terroristici da parte degli oppositori più radicali, che danno vita a un gruppo clandestino armato: l’Oas (Organisation de l’Armée secrète). Ma i francesi stanchi di una guerra costosa quanto cruenta finiscono col rassegnarsi all’indipendenza dell’Algeria.

Il 1° luglio 1962 si tiene in Algeria un referendum, in cui votano per la prima volta anche le donne. Il 99,72% della popolazione vota per l’indipendenza del paese, che viene proclamata il 3 luglio 1962.

Ben Bella, l’eroe nazionale algerino che aveva guidato la resistenza del paese e che era stato arrestato qualche anno prima, è eletto presidente della repubblica algerina. Prima sotto la guida di Ben Bella, poi (dal ’65 al ’79) sotto quella del più «moderato» Huari Bumedien, l’Algeria si dà un ordinamento interno fortemente autoritario e centralizzato, con un’economia in buona parte statalizzata, e assume una posizione di punta nello schieramento dei paese arabi. Non rinuncia, però, alla collaborazione economica con la Francia e con gli altri Stati occidentali e riesce, anche grazie all’abbondanza di materie prime, a mettere in moto un processo di sviluppo relativamente rapido e intenso.