Iceberg: cosa sono e perché galleggiano

Gli iceberg sono grandi masse di ghiaccio che si staccano dai ghiacciai dell’Artico o dalla banchisa dell’Antartico, a seguito del riscaldamento delle zone polari.

Il nome deriva dall’unione di due parole ice (“ghiaccio”), di origine inglese, e berg (“montagna”), di origne tedesca. Iceberg significa dunque letteralmente “montagna di ghiaccio”.

Le correnti di superficie trascinano l’enorme massa galleggiante di ghiaccio lontano dal punto di origine, verso l’oceano aperto, dove lentamente si scioglie nelle acque più calde.

Possono assumere le più diverse e strane forme, a seconda del modo in cui avviene il distacco dal ghiacciaio e di come procede la loro lenta erosione a opera di vari fattori climatici (in particolare il vento, la pioggia e le correnti più calde).

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Poiché la densità del ghiaccio di acqua dolce è di circa 920 kg/m³ e l’acqua di mare ha densità di circa 1025 kg/m³, il ghiaccio galleggia e circa il 90% del volume di un iceberg rimane sotto la superficie marina. Quelli più grandi possono arrivare a una altezza di 60 metri sul pelo dell’acqua e sprofondare per oltre 300 metri sott’acqua.

Gli iceberg costituiscono un grave pericolo per la navigazione. Il caso più clamoroso fu l’affondamento del transatlantico Titanic il 14 aprile 1912, a seguito di una collisione notturna con un iceberg, proprio durante il suo viaggio inaugurale.

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Nei mari polari operano le navi rompighiaccio (nella foto), costruite con particolari accorgimenti di rinforzo e di protezione dello scafo e dei motori. Le rompighiaccio svolgono spesso anche missioni scientifiche di osservazione e monitoraggio degli iceberg più importanti e controllano se si verificano variazioni significative nell’assetto della banchisa.