battaglia di ponte milvio
Piero della Francesca, La Battaglia di Costantino contro Massenzio, part., 1460, Chiesa di San Francesco, Arezzo

Come e perché si arrivò alla Battaglia di Ponte Milvio?

L’antefatto – Nel 305, in base a quanto stabilito dall’ordinamento tetrarchico, Diocleziano abdicò, costringendo il suo collega Massimiano a fare lo stesso. L’impero passò nelle mani dei due cesari Costanzo Cloro (305-306) e Galerio (305-311), che assunsero il titolo di augusto rispettivamente di Occidente e di Oriente dell’Impero romano. A loro volta, i nuovi augusti scelsero e nominarono i nuovi cesari, rispettivamente Flavio Valerio Severo e Massimino Daia.

Dopo solo un anno, nel 306, Costanzo Cloro, l’augusto d’Occidente, morì mentre era impegnato in una campagna militare in Britannia, pertanto il cesare d’Occidente, Flavio Valerio Severo, venne nominato augusto di Occidente; però, contemporaneamente, le legioni proclamarono augusto d’Occidente, Costantino il figlio di Costanzo Cloro. Per evitare la guerra civile, intervenne l’augusto d’Oriente Galerio: nell’estate del 306, Costantino rinunciò al titolo di augusto e accettò di essere nominato cesare dell’augusto Flavio Valerio Severo.

Nell’autunno del 306, i pretoriani e il senato romano nominarono Massenzio, il figlio di Massimiano, augusto di Occidente. Nel 307 Flavio Valerio Severo mosse guerra a Massenzio, ma fu costretto ad arrendersi a causa della diserzione in massa dei propri legionari, molti dei quali fedeli a Massenzio. Fatto prigioniero, Flavio Valerio Severo venne condannato a morte da Massenzio.

Morto Flavio Valerio Severo, nel 308 Galerio nominò come nuovo augusto d’Occidente Licinio, mentre Costantino mantenne il titolo di cesare di Occidente al fianco di Licinio.
Negli anni che seguirono, Massenzio accusò via via una rapida fase di decadenza: perse gli appoggi politici interni e molti ufficiali militari, fino allora schierati dalla sua parte, passarono dalla parte di Costantino. La svolta decisiva si verificò nel maggio del 311 con la morte di Galerio, l’augusto d’Oriente. Lo scontro tra Costantino e Massenzio divenne inevitabile.

La Battaglia di Ponte Milvio – La battaglia decisiva si svolse il 28 ottobre del 312 a Roma, presso ponte Milvio: i contendenti erano Massenzio, figlio di Massimiano e Costantino, figlio di Costanzo Cloro.
La tradizione storiografica cristiana racconta che la notte prima della battaglia, Costantino vide in sogno Gesù Cristo che lo invitava a combattere sotto l’insegna del simbolo cristiano: le lettere greche chi (X) e rho (P), iniziali del nome di Cristo (Chr). Le lettere furono dipinte sullo scudo dei soldati e il trionfo di Costantino fu completo: le truppe avversarie furono annientate e lo stesso Massenzio morì annegato nel Tevere.

L’impero si trovava ora a essere governato da due augusti: Costantino, che era di gran lunga il più autorevole, e Licinio, che era stato suo alleato nella contesa dinastica. Il primo regnava sull’Occidente, il secondo sull’Oriente. Nel 313 i due sovrani, riunitisi a Milano, emanarono il cosiddetto editto di Milano, con il quale il cristianesimo fu dichiarato religione lecita, al pari di tutti gli altri culti che venivano liberamente praticati nell’impero. Si apriva una nuova epoca nella storia dell’umanità: dopo circa tre secoli di persecuzioni e discriminazioni, i Cristiani ora potevano venerare apertamente il loro Dio.

Il cristianesimo sarà riconosciuto religione di Stato solo nel 380 con l’editto di Tessalonica dell’imperatore Teodosio.

Nota. Mentre Licinio era a Milano a stringere l’alleanza con Costantino (e a sposarne la sorella, Costanza), Massimino Daia, proclamato augusto d’Oriente dalle proprie truppe, mosse guerra a Licinio per il dominio della parte orientale dell’impero. Massimino Daia venne sconfitto nella battaglia di Tzirallum (nei pressi di Adrianopoli, in Grecia), il 30 aprile del 313. Si ritirò a Tarso e si suicidò.