la civiltà degli hittiti

La civiltà degli Hittiti: riassunto di Storia

Verso il 2000 a.C., la popolazione indoeuropea degli Hittiti, provenienti dal Caucaso, si stanziò in Anatolia (l’odierna Turchia), subentrando a una popolazione non indoeuropea, gli Hatti.

Al vertice della società c’era il re. Questi era affiancato da un’aristocrazia guerriera riunita in un’assemblea chiamata panku.

La loro economia si basava sull’agricoltura e sullo sfruttamento delle risorse minerarie della regione, ricca in particolare d’argento.
La terra era lavorata sia da contadini liberi sia da servi-schiavi. Ma il nome degli Hittiti resta legato all’abile lavorazione del ferro, di cui essi riuscirono a mantenere a lungo il segreto, facendone la loro forza.

Dall’Anatolia, gli Hittiti iniziarono un movimento di espansione che li portò a costruire un vasto dominio grazie all’impiego in battaglia di carri da combattimento a due ruote a raggi, trainati da cavalli addomesticati, e all’uso di armi di ferro.
Con una scelta politica inusuale per i tempi, gli Hittiti anziché ridurre in schiavitù le popolazioni vinte, ne facevano loro alleate, attraverso trattati di subordinazione, che obbligavano i sovrani locali a giurare fedeltà al re hittita.

Nel 1595 a.C. gli Hittiti raggiunsero e saccheggiarono la lontana e ricca Babilonia. L’apice della potenza Hittita venne raggiunto intorno al 1350 a.C. quando essa assunse, sotto il regno di Shuppiluliuma, il controllo di gran parte dell’area siriana, fino a Kadesh. Poco oltre aveva inizio l’area d’influenza della potenza egizia, che era ancora nel periodo di massima espansione sotto le dinastie del Nuovo Regno. Gli Egizi, che volevano riprendere il controllo sulla Siria, nel 1275 a.C., guidati dal faraone Ramses II si scontrarono con gli Hittiti – guidati dal re Muwatalli – proprio a Kadesh: non ci furono né vinti né vincitori.

Verso il 1200 a.C. i Frigi attaccarono l’Anatolia e gli Hittiti non riuscirono ad opporsi: la capitale Hattusa venne distrutta e l’Impero hittita crollò.