maieutica - metodo socratico di far partorire la verità

La parola maieutica deriva dal greco máia (levatrice) e téchne (arte, tecnica) e indica l’arte o la tecnica della levatrice, a cui Socrate fa riferimento per alludere al momento positivo-costruttivo del proprio metodo dialogico.

Il filosofo, infatti, per mezzo di opportune domande, aiuta il proprio interlocutore a “partorire” le verità che egli custodisce dentro di sé e aspettano solo di essere rivelate.

Platone, in un celebre passo del Teeteto, fa dire a Socrate che egli ha ereditato il mestiere dalla madre ostetrica e che il suo insegnamento è in effetti simile all’arte della levatrice, nel senso che come le levatrici, anche Socrate aiuta a partorire, con la differenza che egli non si occupa di donne ma di uomini, né di corpi ma di anime.

La mia arte di maieutico in tutto è simile a quello delle levatrici, ma ne differisce in questo, che essa aiuta a far partorire uomini e non donne, e provvede alle anime generanti e non ai corpi. […] E proprio questo io ho in comune colle levatrici: anche io sono sterile, sterile in sapienza; e il rimprovero che già molti mi hanno fatto che io interrogo gli altri, ma non manifesto mai, su nulla, il mio pensiero, è verissimo rimprovero. Io stesso, dunque, non sono affatto sapiente né si è generata in me alcuna scoperta che sia frutto dell’anima mia. Quelli, invece, che entrano in relazione con me, anche se da principio alcuni d’essi si rivelano assolutamente ignoranti, tutti, poi, seguitando a vivere in intima relazione con me, purché il dio lo permetta loro, meravigliosamente progrediscono, com’essi stessi e gli altri ritengono. Ed è chiaro che da me non hanno mai appreso nulla, ma che essi, da sé, molte e belle cose hanno trovato e generato.

(Platone, Teeteto, 151d)

Socrate non ha idee proprie da proporre o da imporre e sono nel giusto quelli che gli rimproverano di non offrire mai una soluzione delle questioni: egli formula solo le domande opportune, contesta le risposte erronee (ironia socratica) e aspetta che la mente così sollecitata e liberata partorisca la verità come conquista personale. Il discepolo viene quindi aiutato dal maestro a maturare e a formarsi in maniera del tutto autonoma.