olympia di manet e confronto con venere di urbino di tiziano
Edouard Manet, Olympia, 1863, olio su tavola, 130x190 cm, Musée d'Orsay, Parigi

L’esposizione nel 1865 al Salon di Parigi di Olympia di Edouard Manet (1832-1883) suscita scandalo e ancor più accese e violente polemiche di quelle suscitate due anni prima da Colazione sull’erba. Da questi due dipinti di Manet si è soliti far iniziare la pittura moderna.

Olympia ha i tratti di Victorine Meuret. La ragazza posa anche in Colazione sull’erba e altri famosi dipinti di Manet. Il pittore la conosce nel 1862 ed ella poserà per lui fino al 1875.

Il modello a cui Edouard Manet si ispirò per la sua Olympia è la Venere di Urbino di Tiziano, che Manet aveva copiato nel 1856 durante un soggiorno a Firenze.

confronto Olympia di Manet e Venere di Urbino di Tiziano
A sinistra l’Olympia di Edouard Manet, a destra la Venere di Urbino di Tiziano Vecellio

Olympia guarda direttamente lo spettatore con un atteggiamento provocante, di sfida. Al posto delle due ancelle sullo sfondo Manet ha messo una donna di colore. La donna ha in mano un mazzo di fiori, interpretato come il dono dello spasimante, in attesa dietro la tela verde dell’anticamera.

Anche la sostituzione del cagnolino, ai piedi della Venere di Tiziano, con un gatto nero, viene vista come un ulteriore simbolo erotico.

Fin dal suo apparire al Salon del 1865 l’Olympia di Edouard Manet suscita un enorme scandalo tra i critici che, pur accettando i nudi mitologici, non tollerano quella che ai loro occhi non è altro che una prostituta (aspetto sottolineato dal fiore fra i capelli e dal nastrino di raso nero al collo) in attesa del cliente.

Lo scrittore Émile Zola (il maggior rappresentante del Naturalismo francese) scrisse a difesa dell’Olympia di Edouard Manet un pamphlet intitolato Una nuova maniera di dipingere. Edouard Manet, pubblicato il 1° gennaio 1867 sulla “Revue du XIXème siécle”.

In segno di gratitudine per averlo difeso, Manet esegue il ritratto dello scrittore Zola.

Olympia di Edouard Manet
Ritratto di Emile Zola di Edouard Manet, 1868, olio su tela, Parigi, Museo d’Orsay

A destra, sul tavolo, dietro alla penna dello scrittore, si vede l’opuscolo che il critico gli ha dedicato nel 1867. In alto a destra, accanto a una ripoduzione dei Bevitori di Velazquez e a una stampa giapponese di Utagawa Kuniyaki II, raffigurante Il lottatore Onaruto Nadaemon dalla provincia di Awa, si vede una riproduzione fotografica dell’Olympia di Edouard Manet.

Lo scrittore tiene sulle ginocchia un volume illustrato del poeta e critico d’arte francese Charles Blanc (1813-1822) che ripercorre la storia dei pittori di tutte le scuole.