Pietro apostolo, primo papa della Chiesa cattolica
Michelangelo, Crocifissione di San Pietro, 1499, Città del Vaticano, Musei Vaticani

Pietro è uno dei dodici apostoli («inviato») di Gesù. Era un pescatore originario della città di Cafarnao, in Galilea.

Gesù mutò il suo nome originario, Simone, in Kefa, che in aramaico significa “pietra” e in greco si dice Petros. Infatti, nel Vangelo di Matteo (16, 18-19) Cristo si rivolge a lui dicendogli: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e la parte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Secondo gli Atti degli Apostoli, dopo l’ascensione di Gesù al cielo e la discesa dello Spirito Santo a Pentecoste, Pietro si rivolse agli uomini di Giudea e agli Ebrei presenti in quel momento a Gerusalemme con un discorso che voleva dimostrare come l’attesa messianica si fosse compiuta nella vicenda di Gesù di Nazaret, morto e risorto. Qualche giorno più tardi, dopo la guarigione dello storpio presso il Tempio, parlò nuovamente agli uomini d’Israele e affermò che l’autore del miracolo era stato quel Gesù che loro avevano consegnato alle autorità, accusato di fronte a Pilato e dunque fatto mettere a morte, così da indurli al pentimento, alla conversione e al battesimo. Molti tra coloro che ascoltarono la sua predicazione si fecero battezzare e si unirono alla comunità dei credenti, suscitando la preoccupazione delle autorità.

Si deve a Pietro, come a Paolo di Tarso, il grande impulso alla evangelizzazione e alla diffusione del cristianesimo tra i pagani. Gli Atti attribuiscono proprio a lui, infatti, il merito della conversione del centurione romano Cornelio. Questi aveva avuto una visione: l’angelo di Dio lo invitava a far venire presso di sé Pietro per ascoltare la sua parola. Pietro si recò in casa di Cornelio, e a lui e alla gente che lì si era radunata, raccontò la vicenda di Gesù, proclamandolo come salvatore. Mentre Pietro stava ancora parlando, lo Spirito Santo venne su tutti quelli che lo ascoltavano. Visto questo, Pietro convenne che anche ai pagani non si poteva negare il dono del battesimo.

Pietro continuò a predicare la parola di Gesù. Si indirizzò verso la zona costiera del Mediterraneo, poi si diresse in Siria, raggiungendo Antiochia (Prima lettera ai Corinti 9, 5), a Corinto (Prima lettera ai Corinti 1,12). Secondo la tradizione, alla fine Pietro si stabilì a Roma, dove morì da martire, crocifisso a testa in giù per punirsi del fatto di aver rinnegato il Signore al momento dell’arresto, come Egli stesso aveva predetto, intorno al 64 o 67 d.C. durante le persecuzioni dell’imperatore Nerone contro i cristiani.

Durante l’impero di Costantino, sulla sua tomba venne edificata la basilica a lui intitolata, interamente ricostruita nel Cinquecento.

Pietro e Paolo sono considerati i fondatori della Chiesa cristiana; per questo la solennità di San Pietro si celebra con San Paolo il 29 giugno di ogni anno.