Surrealismo: caratteristiche e maggiori esponenti, riassunto

Surrealismo: caratteristiche e maggiori esponenti (Paul Eluard, Louis Aragon, Robert Desnos, Max Ernst, Joan Mirò, Salvador Dalì, René Magritte), riassunto.

L’epoca tra le due guerre è caratterizzata dalle cosiddette Avanguardie Storiche: l’Espressionismo, il Futurismo, il Dadaismo e il Surrealismo.

Il Surrealismo nasce in Francia nel 1924 a opera di André Breton (1896-1966) che ne teorizza i principi in tre Manifesti.

Il Surrealismo eredita alcuni aspetti del precedente movimento dadaista – il rifiuto della società, la libertà individuale schiacciata dalla logica borghese, la provocatoria negazione dell’Arte e della Letteratura – stemperandone però la carica provocatoria e aprendosi sulla dimensione del sogno e dell’inconscio, della fantasia e dell’irrazionalità:

  • i surrealisti cercano di uscire dai rigidi schemi della ragione e dell’osservazione puramente esterna dei fatti per cogliere nella realtà significati nuovi e inediti: a questo scopo, sulla base delle teorie di Freud, si avvalgono dell’analisi dell’inconscio e dei sogni e si interessano di stati come la follia, l’ipnosi e l’automatismo psichico;

 

  • in polemica con i movimenti idealisti e con quelli religiosi in genere, i surrealisti sono del parere che il pensiero debba essere lasciato libero di esprimersi senza che ci si debba preoccupare di rispettare regole estetiche o principi morali;

 

  • contro ogni regola e ogni norma volte a strutturare in modo organico e conveniente il linguaggio, i surrealisti sostengono che il linguaggio, come forma di espressione, deve essere assolutamente libero, spontaneo, immediato e sempre provocatorio rispetto alla banalità del linguaggio comune, fondato su accostamenti convenzionali e sempre uguali. Di fatto, solo l’immediatezza e la spontaneità rendono veramente significativa un’espressione linguistica;

 

  • per Breton e i surrealisti l’elaborazione del pensiero avviene preliminarmente nell’inconscio, mentre la sua espressione altro non è che un processo automatico a partire dal quale si può risalire indietro al pensiero;

 

  • gli oggetti – le cose, gli oggetti d’uso – devono essere rivalutati, secondo i surrealisti, e solo un lungo e attento esame può portare ad avere di essi una vera conoscenza, una «coscienza poetica» che darà di essi un’idea mai avuta prima.

Pur con polemiche interne e defezioni il movimento raggiunge il suo periodo di maggiore intensità tra il 1934 e il 1938: segue poi il declino.

Entro i confini del Surrealismo sono da ricondurre poeti come Paul Eluard (1895-1952), Louis Aragon (1897-1982), Robert Desnos (1900-45) e una nutrita schiera di pittori: Max Ernst (1891-1976, introduce il frottage, la decalcomania e il dripping); Joan Mirò (1893-1983, si dedica a una ricerca più astratta, che esalta la linea, il colore e le forme); Salvador Dalì (1904-1989, indaga l’inconscio, la memoria e il tempo con grande virtuosismo tecnico); René Magritte (1898-1967, interessato al paradosso).