studia ingegneria

Perché si studia ingegneria? per imparare a risolvere i problemi in modo sistematico, con un approccio scientifico, ma anche creativo

Quando arriva il momento di dover scegliere la facoltà universitaria, spesso si cade nel panico. Scegliamo la più semplice? Quella con le stessa materie che abbiamo studiato alle superiori? La facoltà che ci garantisce un lavoro? Quella che hanno fatto i nostri genitori?

La scelta della facoltà universitaria dovrebbe sempre partire da motivazioni profonde: è la prima vera decisione che facciamo da adulti, che determinerà (anche solo in parte) il nostro futuro professionale e personale.

Con questo articolo non pretendiamo di dare una risposta esaustiva, ma cercheremo di chiarire alcuni concetti generali di una facoltà che, a torto o a ragione, viene spesso mitizzata e definita in modo non corretto: Ingegneria.

L’ingegneria è la scienza che risolve i problemi. Mentre le scienze pure (matematica, fisica, chimica, ecc.) studiano i fenomeni e ne cercano la spiegazione, le scienze applicate come Ingegneria sfruttano le conoscenze tecniche e scientifiche per risolvere i problemi che nascono ogni giorno in ogni campo.

Le parole chiave di un ingegnere? Analisi, progettazione, realizzazione, misurazione.

Analisi

L’analisi è l’osservazione sistematica di un fenomeno per individuarne i meccanismi di funzionamento.

Qualche esempio? Chi progetta automobili deve capire come diminuire la resistenza all’attrito dell’aria della carrozzeria, come impedire l’emissione di inquinanti dal motore ed altro ancora. Solo analizzando i fenomeni (con dei simulatori o in laboratorio) sarà in grado di capire dove intervenire e quali azioni compiere.

Progettazione

La progettazione è la fase più creativa del lavoro di un ingegnere: consiste nell’individuare e disegnare la soluzione ad un problema o un’esigenza.

Non solo palazzi o ponti: si progetta il software (pensiamo cosa sono riusciti a progettare Bill Gates, fondatore di Microsoft, o Steve Jobs quando ha creato la Apple) o anche una centrale elettrica.

La progettazione richiede di avere solide conoscenze tecniche, di aver analizzato a fondo il problema, ma anche una dose di creatività e inventiva per trovare soluzioni nuove e mai immaginate prima.

Realizzazione

Sia che stiamo costruendo un impianto industriale o realizzando una strada, sviluppando un sito web o un’auto elettrica, la gestione di un progetto richiede capacità di visione generale, saper coordinare persone e strutture complesse, riuscire ad affrontare e risolvere gli imprevisti.

Misurazione

La misurazione è forse l’attività più noiosa, ma non meno importante, in un progetto. Capire cosa misurare, saper leggere i dati e rappresentarli in modo da produrre informazioni sono capacità richieste non solo nelle discipline tecniche, ma in quelle economiche, nel marketing e nella medicina. Anche in campi non strettamente ingegneristici le competenze di questo tipo sono indispensabili.

Come abbiamo visto, l’approccio sistematico alla risoluzione di un problema è la competenza fondamentale di un ingegnere. Sostenere tanti esami, dalla matematica alla fisica, dalle scienze delle costruzioni alla teoria dei sistemi, è quindi necessario per avere solide basi: la preparazione universitaria permetterà all’ingegnere di affrontare ogni giorno nuovi problemi trovando soluzioni originali. E la fatica che s’incontrerà nello studio sarà ripagata dalla soddisfazione di aver creato qualcosa con il proprio ingegno, di aver soddisfatto i bisogni di qualcuno, di aver migliorato la vita delle persone.

I laboratori della Facoltà di Ingegneria dell'Università Niccolò Cusano
I laboratori della Facoltà di Ingegneria dell’Università Niccolò Cusano

Tra i tanti atenei italiani, La facoltà di Ingegneria della Università degli studi Niccolò Cusano si è guadagnata il sesto posto nella speciale classifica Vqr (Valutazione della qualità della ricerca), stilata dall’Anvur, l’Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e la ricerca. Un risultato importante raggiunto grazie all’impegno dei docenti e agli investimenti che l’ateneo ha fatto in questi anni, come ha sottolineato il professore Gino Di Bella, coordinatore della facoltà di Ingegneria: «un risultato di grandissimo prestigio che premia 4 anni di duro lavoro che è stato fatto dalla struttura, che ha fatto investimenti significativi consentendoci di avere in tempi estremamente rapidi dei laboratori e ci ha consentito di acquisire personale di alto livello da altri atenei. Durante questo periodo c’è stato un grande impegno anche da parte dei professori e dei ricercatori nella messa a punto della parte didattica che, essendo telematica, ha richiesto tempo e impegno notevoli. Questi risultati hanno trovato riscontro anche da parte degli studenti che hanno riconosciuto in questo ateneo una struttura di grande valore visto che in tre anni l’Università è passata da 20 a circa 1.000 matricole».

La facoltà di Ingegneria dell’Università degli studi Niccolò Cusano ha infatti un laboratorio che ha vinto due progetti Prin (Progetti di rilevante interesse nazionale), banditi dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Uno dei progetti vincitori sta progettando dei rivestimenti per chiglie di barche e navi che siano antivegetativi (cioè che evitano la formazione di alghe e vegetazione varia sullo scafo della barca) con l’obiettivo di ridurre l’attrito dello scafo (ottenendo quindi un minor consumo energetico) e di evitare il diffondersi di specie vegetative da un territorio ad un altro. Il progetto è sviluppato in collaborazione con aziende del settore, come la Azimut Benetti che produce navi e yacht di alto profilo.

Chi volesse maggiori informazioni sugli indirizzi, sia di laurea triennale che specialistica, disponibili presso la facoltà di Ingegneria dell’Università degli studi Niccolò Cusano, può seguire questo link.



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