i vari tipi di rima

La rima è la ripetizione di suoni uguali in due o più parole a fine verso, a partire dall’ultima vocale accentata.

Ad esempio c’è rima tra prigiòni e intenziòni, tra génte e sènte, ma non tra pòvere e dòvere.

La rima non è sempre presente, soprattutto nella poesia moderna.

I tipi di rima più frequenti sono:

Tipo di rima Caratteristiche Esempi
baciata quando rimano due versi consecutivi. Lo schema metrico è AA, BB, CC Una donna s’alza e canta
La segue il vento e l’incanta
Sulla terra la stende
Il sogno vero la prende (Giuseppe Ungaretti, Canto beduino, vv. 1-2)
alternata quando il primo verso rima con il terzo e il secondo con il quarto. Lo schema metrico è ABAB, CDCD Lo stagno risplende. Si tace la rana. Ma guizza un bagliore
d’acceso smeraldo, di brace
azzurra: il martin pescatoreE non sono triste, ma sono
stupito se guardo il mio giardino
Stupito di che? non mi sono
sentito mai tanto bambino.
(Guido Gozzano, L’assenza, vv. 21-28)
incrociata quando il primo verso rima con il quarto e il secondo con il terzo. Lo schema metrico è ABBA, CDDC Non pianger più. Torna il diletto figlio
a la tua casa. È stanco di mentire.
Vieni; usciamo. Tempo è di rifiorire.
Troppo sei bianca: il volto è quasi un giglio.Vieni; usciamo. Il giardino è abbandonato
serba ancora per noi qualche sentiero.
Ti dirò come sia dolce il mistero
che vela certe cose del passato.
(Gabriele D’Annunzio, Consolazione, vv. 1-8)
incatenata quando in una serie di terzine il primo verso della prima terzina rima con il terzo, mentre il secondo verso della prima terzina rima con il primo verso della seconda terzina, formando tra loro come una catena. Lo schema metrico è ABA, BCB, CDC Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la dritta via era smarrita.Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!Tant’è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte.
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, Canto I, vv. 1-9)

 

La rima, oltre che a fine verso, può trovarsi anche all’interno di un verso. Avremo allora:

  • la rima interna, quando rimano tra loro l’ultima parola del verso e un’altra che si trova all’interno del medesimo verso:

lo sciabordare delle lavandare

Giovanni Pascoli, Lavandare

  • la rima al mezzo, quando rimano tra loro l’ultima parola del verso e un’altra che si trova all’interno del verso seguente o precedente:

Odi greggi belar, muggire armenti;
gli altri augelli contenti, a gara insieme
per lo libero ciel fan mille giri

Giacomo Leopardi, Il passero solitario

Esistono anche rime imperfette:

  • assonanza, quando le sillabe finali di due parole presentano vocali uguali ma consonanti differenti: trotta / galoppa
  • consonanza, quando le sillabe finali di due parole presentano consonanti uguali ma vocali differenti: nostra / finestra.

Quando i versi non sono legati fra loro dalla rima, prendono il nome di versi sciolti.