La crisi di Cuba: missili puntati contro gli Stati Uniti

La crisi di Cuba del 1962 scoppiò a soli 180 chilometri dalle coste degli Stati Uniti. Per tredici drammatici giorni (15-28 ottobre) tenne il mondo con il fiato sospeso perché per la prima volta lo spettro della guerra atomica rischiò seriamente di diventare realtà.

L’isola di Cuba dalla fine dell’Ottocento in poi era stata sottoposta al dominio economico degli Stati Uniti, che ne sfruttavano le immense piantagioni di canna da zucchero e sostenevano una serie di dittatori corrotti che garantivano la tranquillità ai loro affari.

Nel 1959, dopo anni di guerriglia, Fidel Castro nazionalizzò le piantagioni, per cui gli Stati Uniti, colpiti nei loro interessi, tentarono di invadere l’isola e bloccarono le importazioni di zucchero cubano impedendo al leader cubano di intraprendere qualsiasi tentativo di rinascita economica.

Fidel Castro, sentendosi minacciato militarmente e rovinato economicamente, stabilì allora un trattato economico-militare con l’Urss e concordò con il leader sovietico Kruscëv l’installazione sull’isola di missili nucleari puntati contro gli Stati Uniti.

Aerei-spia americani fornirono al presidente Kennedy le prove dell’esistenza di rampe di lancio già pronte e dell’arrivo di un convoglio di navi sovietiche dirette a Cuba con un carico di missili.

Kennedy annunciò all’Urss che la marina statunitense avrebbe bloccato il convoglio con la forza; da parte di Kruscëv non vi fu nessuna risposta. Per tredici drammatici giorni (15-28 ottobre 1962), mentre la la flotta russa si avvicinava sempre di più ai Caraibi, fu sfiorata la Terza guerra mondiale.

Alla fine però Kruscëv cedette, le navi da guerra sovietiche invertirono la rotta e le rampe di lancio furono smantellate. In cambio gli Usa si impegnarono a non tentare più di attaccare l’isola.

La crisi di Cuba deterrminò conseguenze molto negative:

  • Fidel Castro dichiarò lo stato di emergenza, accentuò il carattere socialista dello Stato cubano e vi stabilì un regime dittatoriale: tutte le attività economiche furono statalizzate, le libertà vennero soppresse, la stampa fu censurata;
  • gli Stati Uniti cominicarono a intervenire ancora più pesantemente di prima negli affari dell’America Latina, finanziando ovunque colpi di Stato e dittature di destra che garantissero l’eliminazione di qualsiasi movimento socialista o anche semplicemente liberale.