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Primati nella Preistoria ed evoluzione

Primati nella Preistoria ed evoluzione

I primati comparvero circa 65 milioni di anni fa, verso la fine dell’Era terziaria.

Chi sono i primati?

Si trattava di piccoli mammiferi che vivevano sugli alberi delle foreste dell’Africa orientale. Molto probabilmente, almeno all’inizio, il primate non aveva le fattezze di una scimmia, ma assomigliava più a un animale di piccola taglia, per esempio uno scoiattolo.

Le caratteristiche comuni dei primati sono: le 5 dita su ogni arto; il pollice opponibile, il che li rendeva capaci di prendere gli oggetti; una dentatura adatta a una dieta onnivora; gli occhi posti parallelamente e rivolti in avanti così da consentire una visione tridimensionale e divennero capaci di distinguere le varie tonalità di colori; vivevano prevalentemente sugli alberi.

Come si sono evoluti?

Con il passar del tempo, tra i primati comparvero le scimmie antropomorfe, cioè con caratteristiche e comportamenti simili all’uomo.

Poi, 35 milioni di anni fa in Africa si formò la Rift Valley, una spaccatura del terreno che divise in due il territorio dove vivevano i primati.

A ovest della Rift Valley si stabilirono i primati, mentre a est le foreste, dove vivevano le scimmie antropomorfe, scomparvero piano piano a causa della siccità e al loro posto si formarono le savane, un ambiente con ampi spazi erbosi e pochi alberi.

Così le scimmie antropomorfe dovettero imparare a vivere a terra e divennero bipedi. Gli studiosi chiamano ominidi, cioè quasi uomini, questa specie di scimmie dal cervello più sviluppato degli altri primates.