proserpina
Gian Lorenzo Bernini, Ratto di Proserpina, particolare, 1621 - 1622, marmo, h. 255 cm. Roma, Galleria Borghese

“Ratto di Proserpina” è il gruppo scultoreo realizzato tra il 1621 e il 1622 da Gian Lorenzo Bernini per il cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo V.

Oltre al gruppo scultoreo “Ratto di Proserpina” Bernini realizza per la villa suburbana del cardinale anche i gruppi scultorei: Enea e Anchise (1618-1619); David che scaglia il sasso (1623-1624); Apollo e Dafne (1622-1625).

Nelle sue opere Bernini fu sempre molto attento agli effetti di luce e ombra.
Nel linguaggio visivo luce e ombra sono elementi fondamentali perché danno rilievo alle figure, definiscono forme e volumi e comunicano emozioni.
Luce e ombra sono propri di tutte le forme artistiche: architettura, scultura, pittura, grafica e fotografia, con effetti diversi tra loro.
Nella pittura e nel disegno luce e ombra sono fisse e sono attentamente studiate dall’artista attraverso il colore e il chiaroscuro.
Nella scultura e nell’architettura esse possono variare a seconda della stagione, del luogo o del momento della giornata.

Nel gruppo scultoreo raffigurante il Ratto di Proserpina è la luce che mette in risalto la tensione drammatica del soggetto.

Il tema scelto da Bernini è tratto dalle Metamorfosi di Ovidio.

Bernini sceglie di rappresentare il momento in cui Plutone, dio degli Inferi (Ade presso i Greci), afferra con forza Proserpina (Persefone presso i Greci), figlia di Giove e di Cerere (dea della fertilità e delle messi, chiamata Demetra presso i Greci), per trascinarla nel suo regno sotterraneo e farne la sua sposa, mentre la fanciulla tenta disperatamente di liberarsi (Leggi sul sito Studia Rapido il mito Ade, Persefone e Demetra)

Plutone, possente e muscoloso, affonda le sue dita nella coscia e nel fianco della fanciulla, mentre ella, con il volto rigato da una lacrima e rivolto all’indietro, con tutte le sue forze e la sua disperazione, cerca invano di respingere il dio ponendogli la sua mano sul volto.

bernini ratto di proserpina

Il contrasto chiaroscurale si concentra soprattutto sugli atteggiamenti e sulle espressioni dei personaggi, sottolineando la complessa torsione dei corpi che si avvitano. Il movimento procede dal basso verso l’alto, generando un suggestivo effetto a spirale, per esprimere al meglio un senso di moto e di dinamica all’interno di un’opera che, ovviamente, è caratterizzata dalla staticità.

Il gruppo scultoreo “Ratto di Proserpina” è tra i capolavori della scultura barocca.

Sul sito di Studia Rapido trovi di Gian Lorenzo Bernini anche Basilica di San Pietro, Piazza San Pietro,  il Baldacchino di San Pietro, Apollo e Dafne, Estasi di Santa Teresa.