Fustigazione di San Valentino e simboli del suo martirio" - acrilico su tela, dipinto realizzato da Fabrizio Ceriola

La festa di San Valentino fu istituita nel 496 d.C., un paio di secoli dopo la morte di Valentino, vescovo e martire di Terni. A volerla fu papa Gelasio I, che aveva deciso di sopprimere l’antica festività pagana romana dedicata alla fertilità: i Lupercalia dedicati al dio Luperco.

Diverse sono le storie e le leggende che si intrecciano su episodi riguardanti la vita di San Valentino. Una di queste racconta che all’epoca delle persecuzioni nell’Impero Romano pagano e politeista, Valentino commise l’errore di sposare una coppia di giovani innamorati: una fanciulla di nome Serapia con un centurione romano di nome Sabino. Fu un errore, perché era vietato il matrimonio tra i soldati dell’esercito romano e le fedeli cristiane.

Valentino fu allora imprigionato, torturato e condannato alla decapitazione. L’esecuzione avvenne il 15 febbraio del 273 (nello stesso giorno in cui si teneva la festa dei lupercalia). Però il giorno prima di essere giustiziato (il 14 febbraio), Valentino fece un miracolo: lasciò un bigliettino alla figlia non vedente del suo carceriere, della quale si era innamorato, su cui era scritto “dal tuo Valentino”. Ella lo lesse ritrovando la vista e da ciò sembra anche derivare l’usanza di scambiarsi messaggini d’amore nel giorno di San Valentino.