Promessi Sposi capitolo 25 Riassunto

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i promessi sposi capitolo 25 riassunto

Promessi Sposi capitolo 25 Riassunto dettagliato, analisi e commento degli avvenimenti, luoghi e personaggi del celebre romanzo di Alessandro Manzoni

Promessi Sposi Capitolo 25 Riassunto: nel paese di Lucia si diffonde la notizia del suo rapimento e della conversione dell’Innominato. Intanto don Rodrigo, prevedendo l’arrivo del cardinale al paese, decide di partire per Milano

La notizia del rapimento di Lucia e della conversione dell’Innominato si diffonde rapidamente «nel paesetto di Lucia e in tutto il territorio di Lecco».

Nel paese il sincero sollievo per la salvezza della ragazza si mescola a soddisfatta rivalsa nei confronti di don Rodrigo, del podestà, di Azzeccagarbugli, «di maniera che, per qualche tempo, stimaron bene di non farsi vedere per le strade».

Don Rodrigo, poi, pensa bene di riparare a Milano: al paese, infatti, proseguendo le sue visite pastorali, sta per arrivare il cardinale Borromeo e il conte zio gli ingiungerebbe di rendergli omaggio. Sarebbe davvero imbarazzante disobbedire al capofamiglia! Se ne parte, quindi, «sbuffando, e giurando di tornar ben presto, in altra comparsa, a far le sue vendette».

Promessi Sposi capitolo 25 Riassunto: il cardinale Borromeo giunge in visita al paese di Lucia

Al paesello di Lucia fervono i lavori per accogliere il cardinale: si allestisce persino una specie di arco trionfale adorno di frasche e di agrifoglio, mentre la facciata della chiesa, le finestre, i balconi sono impreziositi da coperte e festoni ricavati dalle fasce dei neonati.

Unico «uggioso in mezzo a tanta festa» è don Abbondio, preoccupato per la lavata di capo che potrebbe ricevere dal cardinale se Agnese e Lucia avessero rivelato la verità!

Il primo formale incontro con il cardinale toglie dalle angustie don Abbondio, poiché non viene fatto cenno alla mancata realizzazione del matrimonio dei promessi sposi e il parroco, tutto gongolante, riprende a respirare («Agnese è stata zitta: miracolo! È vero che s’hanno a tornare a vedere; ma le daremo un’altra istruzione, le daremo») e si rallegra fra sé.

Infatti, Lucia e Agnese sono aspettate al paesello dove si fermeranno qualche giorno in attesa di trovare una più sicura sistemazione per la fanciulla, che non può certamente ritornare a dimorare così vicino al suo persecutore.

Ora la narrazione ritorna indietro di qualche giorno, nella casa del sarto: Lucia, ritornata al suo contegno raccolto, di femminile operosità «… aveva chiesto subito da lavorare… cuciva, cuciva, ritirata in una stanzina, lontano dagli occhi della gente».

Intanto i discorsi di Agnese le risultano molto dolorosi: sia in rapporto alla madre, per la separazione imminente, sia in rapporto a Renzo, a cui Agnese (ignara del voto della figlia) rivolge il pensiero, perché Agnese non può neppure immaginare che il giovane non voglia mantenere la promessa matrimoniale. Così, mentre Agnese nutre profondo ottimismo e fiducia riguardo il futuro, Lucia si affida alla Provvidenza.

Promessi Sposi capitolo 25 Riassunto: Donna Prassede si offre di ospitare Lucia e, tramite una lettera scritta dal marito don Ferrante, comunica la sua intenzione al cardinale

Mentre il cardinale vaglia le possibili collocazioni della ragazza, una gran dama, incuriosita dalle peripezie di Lucia, si offre di ospitarla in casa sua: si tratta di donna Prassede, moglie di don Ferrante, il cui casato rimane sconosciuto, trattandosi di una illustre famiglia di Milano.

Donna Prassede si crede pia e devota, mentre in realtà è una bigotta impenitente, che vive la religione in maniera superficiale ed esteriore, senza alcun ripensamento o dubbio; nella gonfia convinzione di non sbagliare proprio mai, attribuisce a Dio le sue personali intenzioni e convinzioni. Questa “pia signora” si è proposta di redimere Lucia a tutti costi, soprattutto deve dimenticare Renzo, su cui pende una taglia, perché implicato nei tumulti di Milano: è quindi un disonesto, un ribelle, un delinquente. Donna Prassede è pertanto decisissima a raddrizzare la fanciulla suo malgrado e, naturalmente, a sua stessa insaputa.

Attraverso tante espressioni umili, premure, delicatezze, donna Prassede conquista prima Agnese e poi Lucia, che accetta di buon grado la sua offerta di ospitalità.

Intanto Agnese e Lucia ritornano al paese in occasione della visita del cardinale, dal quale sono accolte benevolmente. Subito Agnese consegna a Federigo la lettera di donna Prassede, che egli conosce e giudica una sicura protezione per Lucia.

I compaesani festeggiano trionfalmente la fanciulla, in una generosa dimostrazione di affetto, solidarietà, premura: ognuno gareggia nell’offrirle ogni genere di aiuto, proprio quando ormai… non ce n’è più bisogno.

Promessi Sposi capitolo 25 Riassunto: comincia il colloquio tra il cardinale e don Abbondio

Terminate le funzioni, il cardinale chiama a colloquio don Abbondio e gli chiede senza mezzi termini, se è vero che si è rifiutato di sposare i due promessi: la domanda viene posta per tre volte, finché don Abbondio è costretto a raccontare come si sono svolte le cose (ovviamente dal suo punto di vista).

Il cardinale richiama don Abbondio al significato profondo della sua vocazione; gli parla di spirito di sacrificio, dell’amore che un parroco deve nutrire per le anime affidategli, del dovere di proteggerle, anche a costo della vita, del coraggio che Dio infonde a chi gli si affida.

Don Abbondio, però, non è scalfito da queste argomentazioni. Sappiamo che egli ha optato per il sacerdozio solo per mettersi «in una classe riverita e forte», non certo per correre rischi e così l’umiliante ammissione della sua pochezza («il coraggio, uno non se lo può dare»), gli pare il male minore. Risulta chiaro, allora, che la gretta dimensione in cui insiste a voler vivere è una sua consapevole scelta e, dunque, a lui pienamente imputabile.

Il capitolo 25 si chiude con un’ultima domanda del cardinale a don Abbondio: è mai stato capace di amore verso i suoi fedeli? E poi tace in attesa di risposta.