Il presepe origini, storia, significato

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il presepe
Il presepe di Arnolfo di Cambio, Basilica di Santa Maria Maggiore, Roma

Il presepe o presepio deriva dal latino praesaepe o praesepium, che significa recinto chiuso o mangiatoia. Dal luogo in cui fu posto il bambino, oggi è passato a indicare l’intera rappresentazione della natività in tutte le sue sfumature.

Storia del presepe

Il presepe di San Francesco

Secondo la tradizione il primo presepe fu realizzato da San Francesco d’Assisi, nel 1223, a Greccio, in provincia di Rieti (Umbria).

L’idea gli venne durante un viaggio in Palestina nel 1222; quando nell’autunno del 1223 si recò a Roma da papa Onorio III, per l’approvazione della Regola definitiva, chiese al Santo Padre il permesso di poter rappresentare la Natività.

Il presepe di Greccio

Francesco ottenne il permesso e tornò in quella Greccio che “gli ricordava Betlemme”. Si rivolse a Giovanni Velita, signore di Greccio e suo amico; gli chiese di scegliere una grotta in cui realizzare una mangiatoia e condurvi un bue e un asinello.

La tradizione racconta che durante la Messa nella grotta, nella notte di Natale del 1223, nella culla apparve un bambino in carne e ossa, che Francesco prese in braccio. Da quel momento in poi l’usanza di rappresentare la nascita di Gesù, dal vivo o con delle staute, si diffuse in Italia e nel mondo.

Il primo presepe in marmo della storia

Qualche decennio più tardi, nel 1291, papa Niccolò IV (1288-1292), primo pontefice francescano, commissionò ad Arnolfo di Cambio il primo presepe in marmo nella storia, per la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, dove si trova tutt’oggi.

Il suo proposito era quello di celebrare il presepe ideato da San Francesco a Greccio.

Come aveva desiderato papa Niccolò IV, l’opera è molto sobria; le figure presenti sono quelle della Sacra Famiglia: Gesù, Giuseppe e Maria, i re Magi, che portano i loro doni a Gesù Bambino, il bue e l’asino.

Da allora la costruzione dei presepi si diffuse un pò ovunque in Italia e entrò nelle case delle famiglie. Nel Regno di Napoli, tra il 1600 e il 1700, furono introdotti nella scena della Natività anche altri personaggi, raffigurati mentre svolgono la loro attività.