Testo narrativo schema, struttura e caratteristiche

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Come scrivere un testo narrativo

Il testo narrativo è un testo che racconta una storia, reale o immaginaria, incentrata su uno o più personaggi; la storia si svolge in un certo tempo e in uno o più luoghi, e si sviluppa in una o più vicende.

Come scrivere un buon testo narrativo?

Per sapere come scrivere un buon testo narrativo continua a leggere, perché ti spiegheremo come si articola la struttura narrativa e qual è lo schema da seguire.

Struttura narrativa

La struttura del testo narrativo è di solito articolata in:

situazione iniziale (circostanze del racconto);

esordio (evento che mette in moto la vicenda);

sviluppo (eventi, peripezie, complicazioni);

conclusione (finale della storia).

Testo narrativo schema

Quali sono le caratteristiche di un testo narrativo?

Personaggi e ruoli svolti

I personaggi. Possono svolgere ruoli primari (protagonista e antagonista), secondari (aiutanti, oppositori o oggetti del desiderio) e di comparse.

Tempo e spazio

Il tempo e lo spazio possono essere realistici o fantastici, determinati o indeterminati.

Il narratore

Il narratore può essere interno (partecipa alla storia) o esterno (non ne fa parte).

La focalizzazione

La focalizzazione, cioè il punto di vista dal quale sono presentati gli eventi, può essere zero (narratore onnisciente), esterna (il narratore non assume punti di vista e riferisce i fatti oggettivamente), interna (la storia è presentata dal punto di vista di un personaggio).

Leggi anche Focalizzazione o punto di vista del narratore.

Tipologie di sequenze

Il testo narrativo è composto da una serie di sequenze. Le sequenze possono essere narrative e dialogiche, riflessive e descrittive.

Vuoi sapere come dividere un testo in sequenze e conoscere il significato delle diverse tipologie? Leggi Divisione in sequenze e tipologie di sequenze.

L’ordine della narrazione: fabula e intreccio

La fabula è la storia narrata seguendo la successione dei fatti in ordine cronologico, cioè uno dopo l’altro, così come sono accaduti.

L’intreccio è il racconto dei fatti così come ci viene proposto dall’autore, che può scegliere di non rispettare l’ordine cronologico utilizzando particolari tecniche.

Per alterare l’ordine naturale della narrazione si usano due tecniche di variazione: la prolessi e il flashback.

La prolessi consiste nell’anticipare al lettore fatti non ancora accaduti. Il flashback consiste nel tornare indietro a episodi accaduti precedentemente rispetto al momento della narrazione in cui si trova il lettore.

I discorsi

I discorsi possono essere diretti, indiretti, indiretti liberi e monologhi interiori.

Nel discorso diretto le parole pronunciate dai personaggi vengono riportate direttamente, segnalandole con virgolette o trattini e introducendole con verbi dichiarativi: disse, rispose, pensò ecc. Nei dialoghi il verbo dichiarativo può mancare e l’alternarsi delle battute dei personaggi viene segnalato dall’andata a capo.

Nel discorso indiretto il narratore racconta in terza persona le parole e i pensieri dei personaggi, utilizzando i verbi dichiarativi seguiti da una congiunzione: disse che, raccontò come, chiese se ecc.

Discorso indiretto libero: il narratore racconta in terza persona le parole e i pensieri dei personaggi senza utilizzare i verbi dichiarativi.

Monologo interiore: il narratore riporta i pensieri del personaggio in prima persona, come se il personaggio dialogasse con se stesso. Serve al narratore per far conoscere meglio al lettore il personaggio. Se il monologo non rispetta le normali regole di coesione, sintassi e punteggiatura, si parla di flusso di coscienza.

Il tempo

Il tempo reale di una storia può coincidere o non coincidere con il tempo della narrazione.

Può succedere così che un racconto che si svolge in un lungo arco di tempo venga ridotto a poche pagine, mentre, al contrario, un piccolo fatto che nella realtà dura pochi istanti possa occuparne parecchie.

Registro linguistico

Il registro linguistico adottato può essere alto, medio o basso.

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