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Cercavo te nelle stelle – poesia di Primo Levi

11 febbraio 1946Cercavo te nelle stelle poesia di Primo Levi, una delle più belle liriche d’amore della poesia italiana moderna. Questa poesia fa parte della raccolta Ad ora incerta, pubblicata da Garzanti nel 1984.

Cercavo te nelle stelle fu scritta l’11 febbraio 1946 quando l’esperienza di Auschwitz era per Primo Levi un ricordo ancora recente, una ferita aperta che purtroppo non si sarebbe mai più rimarginata.

La poesia è dedicata all’amata Lucia Morpurgo, la donna che Levi sposò l’anno dopo, nel 1947, dopo la terrificante esperienza nel lager nazista di Auschwitz. Fu proprio il pensiero di lei, di Lucia, a salvarlo dall’inferno del lager e a mantenerlo, nonostante l’orrore, attaccato alla vita (“Sono tornato perché c’eri tu”).

Una poesia senza tempo, una dichiarazione d’amore, di tono celebrativo e tutta incentrata sulla necessità inesorabile della sopravvivenza.

11 febbraio 1946 – Cercavo te nelle stelle

Cercavo te nelle stelle
quando le interrogavo bambino.
Ho chiesto te alle montagne,
ma non mi diedero che poche volte
solitudine e breve pace.

Perché mancavi, nelle lunghe sere
meditai la bestemmia insensata
che il mondo era uno sbaglio di Dio,
io uno sbaglio del mondo.

E quando, davanti alla morte,
ho gridato di no da ogni fibra,
che non avevo ancora finito,
che troppo ancora dovevo fare,
era perché mi stavi davanti,
tu con me accanto, come oggi avviene,
un uomo una donna sotto il sole.
Sono tornato perché c’eri tu.

Cercavo te nelle stelle Parafrasi

Cercavo te quando da bambino scrutavo le stelle. Ho chiesto di te alle montagne, ma solo poche volte mi hanno dato riparo dagli uomini e tranquillità. Ho pensato, blasfemo e sciocco, che il mondo fosse un errore di Dio e io un errore del mondo, durante certe lunghe sere. E l’ho fatto perché non c’eri tu.
Ma quando ho detto di no alla morte con tutto il mio corpo, quando le ho detto che dovevo ancora vivere, che dovevo ancora agire, l’ho fatto perché la tua immagine era davanti a me, perché vedevo te con me accanto, come succede anche oggi: siamo un uomo e una donna sotto il sole. Sono tornato perché c’eri tu.

 

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