Decameron Giovanni Boccaccio. Riassunto

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Il Decameron di Giovanni Boccaccio riassunto
I giovani protagonisti del Decameron in un dipinto di John William Waterhouse, "A tale from Decameron", 1916, Lady Lever Art Gallery, Liverpool.

Decameron o Decamerone è il capolavoro di Giovanni Boccaccio.

Qui il riassunto del Decameron di Boccaccio. Vi tornerà certamente utile per verifiche scritte e interrogazioni.

Daremo, in particolare, risposta alle seguenti domande: Che cos’è il Decameron? Per chi è stato scritto il Decameron? Di che cosa parla il Decameron? Dove si rifugiano i 10 ragazzi? A quale attività si dedicano i giovani narratori del Decamerone? Chi sono i personaggi? Quali sono i temi principali? Qual è il messaggio del Decameron?

Che cos’è il Decameron?

Il Decameron o Decamerone (in greco “dieci giornate”) è una raccolta di cento novelle scritte in lingua volgare tra il 1348 e il 1353 e racchiuse in un ulteriore racconto, definito “cornice” dell’opera.

Per chi è stata scritto il Decameron?

Il libro inizia con un Proemio, nel quale Boccaccio scrive che quest’opera è dedicata alle donne della classe borghese perché, sostiene l’autore, esse sono in grado più di chiunque di comprendere il messaggio dell’opera.

Qual è il messaggio del Decamerone?

Il messaggio che con il Decameron Boccaccio vuole comunicare è la scoperta della forza dell’amore e dell’ingegno umani attraverso la narrazione delle 100 novelle da parte dei 10 ragazzi della brigata.

Di che cosa parla il Decameron di Boccaccio?

Nella “cornice” Boccaccio racconta che una «allegra brigata», formata da sette ragazze e tre ragazzi, per sfuggire alla peste del 1348, si trasferisce in una tenuta di campagna, poco fuori città.

Qui le sette fanciulle e i tre ragazzi decidono di passare il tempo passeggiando, scherzando e raccontando novelle.

I giovani restano fuori città per due settimane, ma di questi quattordici giorni solo dieci sono impegnati nelle novelle, perché il novellare viene interrotto il venerdì e il sabato di ciascuna settimana.

La brigata decide di eleggere ogni giorno un re o una regina che avrà il compito di decidere l’organizzazione della giornata e l’argomento delle novelle. Così i dieci giovani trascorrono dieci giorni, per un totale di cento novelle.

Personaggi del Decameron

La narrazione è calata in un contesto storico e sociale ben definito, quello della Firenze del XIV secolo.
A quel tempo il mondo dei cavalieri stava ormai tramontando; la vecchia classe aristocratica delle corti perdeva gradualmente importanza di fronte al nuovo ceto borghese, più vitale e intraprendente, occupato in attività mercantili e finanziarie.

Nelle novelle del Decameron troviamo quindi accanto a sovrani e signori (rappresentanti del vecchio ordine) anche il gruppo, ben più folto, di coloro che popolano la società urbana: banchieri, notai, artigiani, popolani e contadini.

D’altronde, la stessa esaltazione dell’intelligenza e della scaltrezza, che percorre l’intera opera, non fa che rispecchiare l’affermazione di nuovi valori, legati alla concretezza e all’intraprendenza della borghesia in ascesa.

Quali sono i temi principali del Decamerone?

Il Decameron ci offre una folla variopinta di personaggi e una rete fittissima di eventi.
Protagonista dei racconti è la vita stessa nei suoi aspetti comici, tragici, grotteschi, eroici, dovuti al caso e alla natura degli uomini.

Dalla mescolanza di queste componenti si sviluppano l’avventura, l’intrigo, la beffa, gli equivoci, in cui restano coinvolti personaggi indimenticabili: signori e sudditi; ricchi mercanti e popolani; mariti egoisti e mogli astute; fanciulle virtuose e donne volgari. E ancora imbroglioni, sciocchi, religiosi ipocriti ma anche figure dall’animo nobile e delicato.

A differenza di molti letterati del suo tempo, Giovanni Boccaccio sceglie dunque di rappresentare l’uomo con i suoi vizi e le sue virtù, con i suoi istinti e le sue passioni, tra le quali prevale la passione d’amore.

La fortuna del Decameron

Fin dal suo apparire, il Decameron ebbe una grande fortuna e fu imitato da parecchi autori già nel Trecento.

Anche nei secoli successivi quest’opera ha condizionato la tradizione della novellistica italiana. Si pensi alla cultura dell’Umanesimo e del Rinascimento, che auspicava un’esistenza dedicata al piacere e al culto del vivere sereno (questo ideale è ben sintetizzato ed espresso nel celebre Trionfo di Bacco e Arianna di Lorenzo de’ Medici).

Nota: Il Decameron di Giovanni Boccaccio fu inserito nell’Indice dei libri proibiti.