Home » Riassunti » Storia » Rerum Novarum di papa Leone XIII: i concetti chiave

Rerum Novarum di papa Leone XIII: i concetti chiave

Rerum Novarum è il titolo dell’enciclica – ossia una lettera pastorale emanata dal papa – pubblicata il 15 maggio 1891 da papa Leone XIII, al secolo Gioacchino Pecci (1810-1903), successore dell’intransigente papa Pio IX, come risposta cristiana alla questione operaia. Nell’enciclica Rerum Novarum si tracciavano le linee del comportamento cristiano nella società industriale. La Rerum novarum costituì un momento di vera svolta nella storia della Chiesa cattolica.

Leone XIII e la dottrina sociale della Chiesa cattolica

Nel contesto della prima Rivoluzione industriale, caratterizzata da profonde disuguaglianze sociali e sfruttamento industriale, la Rerum Novarum (letteralmente “Cose nuove”) di Leone XIII gettò le basi della dottrina sociale della Chiesa cattolica, cioè quell’insieme di interventi e dottrine con cui i pontefici, da allora in avanti, prendono posizioni su questioni di natura economica e sociale.

L’originalità dell’enciclica risiede nella sua mediazione: il papa Leone XIII, ponendosi esattamente a metà strada fra le parti, ammonì i lavoratori a non ricorrere alla lotta di classe, ossia ad azioni rivoluzionarie contro i detentori della ricchezza; al contempo richiese ai datori di lavoro di mostrare maggiore sensibilità verso le rivendicazioni operaie, riconoscendo i diritti sindacali e l’aspirazione a salari più equi e a un livello di vita più dignitoso. Il papa invitò le parti sociali a cooperare in armonia e accordo, auspicando la creazione di associazioni sia di soli operai sia miste di operai e datori di lavoro. Invitò, infine, gli operai cristiani a costituire proprie società piuttosto che aderire a un’organizzazione contraria allo spirito cristiano e al bene pubblico.

La Rerum novarum, dedicata alla «condizione operaia», all’epoca destò molto scalpore, perché in precedenza la Chiesa cattolica aveva sostenuto posizioni conservatrici, e quindi ostili ai lavoratori, mentre il testo di Leone XIII partiva da una ben diversa impostazione. Pur condannando il socialismo, il sindacalismo e l’idea marxista della lotta tra le classi sociali, il papa raccomandava ai «padroni», i proprietari delle fabbriche, il dovere morale di una paga equa. Riconosceva inoltre la piena legittimità delle organizzazioni operaie e incoraggiava l’intervento dello Stato a tutela dei lavoratori (riposo festivo, limitazioni dell’orario di lavoro ecc.).

Il contenuto dell’enciclica Rerum Novarum può essere riassunto in quattro punti:

  • è ribadito il diritto naturale della proprietà privata, ma si sottolinea la sua funzione sociale;
  • è contestato l’assenteismo dello Stato liberale, ricordando e ribadendo che è compito dello Stato promuovere il benessere pubblico e privato;
  • agli operai si ricordano i doveri che hanno nei confronti degli impenditori, ma è altresì affermato che è loro dovuto un giusto salario, contestando la concezione puramente economica del lavoro;
  • è condannata la teoria della lotta di classe, ma è riconosciuto agli operai il diritto di associarsi per difendere i loro diritti.

 

 

Ultimi articoli

Giochi

Sullo stesso tema