Pio IX, erroneamente detto il “Papa liberale”

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Papa Pio IX, erroneamente detto il

Pio IX, al secolo conte Giovanni Maria Mastai Ferretti, nacque in Senigallia il 13 maggio 1792. Fu nominato papa il 16 giugno 1846.

Il suo pontificato di quasi 32 anni rimane il più lungo della storia della Chiesa Cattolica, dopo quello di san Pietro.

Fu erroneamente detto il “papa liberale” per le sue presunte – ma presto smentite – aperture al liberalismo.

Come vescovo, infatti era noto per i suoi atteggiamenti liberali e una volta eletto papa concesse una serie di riforme. Tra esse: una moderata libertà di stampa; l’istituzione della Consulta di Stato e della Guardia Civica. Firmò poi con Carlo Alberto di Savoia e il Granduca di Toscana, Leopoldo II, i preliminari per l’istituzione di una Lega doganale tra Stato della Chiesa, Regno Sabaudo e Granducato di Toscana (3 novembre 1847).

Il 14 marzo 1848 Pio IX concesse la Costituzione, seguendo l’esempio del re Ferdinando II delle Due Sicilie (29 gennaio 1848), Leopoldo II di Toscana (15 febbraio) e Carlo Alberto di Savoia (il 4 marzo il re aveva concesso lo Statuto albertino) e questo procurò grandi speranze nei liberali.

In realtà papa Pio IX era estraneo al movimento nazionale e, dopo lo scoppio della Prima guerra d’indipendenza e il radicalizzarsi della situazione politica, fuggì a Gaeta (1848).

Dopo il suo ritorno a Roma nel 1850, grazie alla protezione delle truppe francesi di Napoleone III, assunse un atteggiamento di chiusura totale.

L’8 dicembre 1854 proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione con la bolla Ineffabilis Deus.

Favorì le tendenze ultramontaniste (il primato del papa sulle Chiese nazionali), con un’attenta politica di nomina dei vescovi, e lasciò che i Gesuiti, per il loro attivismo, la loro cultura e la ferrea disciplina, diventassero uno dei pilastri della Chiesa.

Nel 1850 fondò la rivista “Civiltà Cattolica” destinata a diffondersi enormemente tra i credenti. Nel 1864, in appendice all’enciclica Quanta Cura, pubblicò il Sillabo, cioè un elenco di proposizioni condannate dalla Chiesa. Tra queste, rilevanti le voci inerenti alla libertà religiosa, al liberalismo e al socialismo.

La progressiva formazione dell’Unità d’Italia tolse al suo potere la Romagna, l’Umbria e le Marche (1859-1860).

Il 8 dicembre 1869 aprì il Concilio Vaticano I, che proclamò il dogma del’infallibilità del pontefice (1870). Il Concilio proseguì fino al 18 luglio 1870 quando venne sospeso a causa della guerra franco-prussiana.

Il 20 settembre 1870, aperta la breccia di Porta Pia, gli italiani occuparono Roma (per un approfondimento leggi La presa di Roma), ponendo fine al potere temporale dei papi. I rapporti con la Chiesa vennero regolati dal Regno d’Italia con la Legge delle Guarentigie (13 maggio 1871) che Pio IX non riconobbe e si dichiarò prigioniero in Vaticano. Si aprì un triste periodo di opposizione tra Chiesa e Stato che perdurò fino ai Patti Lateranensi (1929).

In seguitò, papa Pio IX con il famoso Non expedit (1874) vietò ai fedeli di partecipare alla vita politica del Regno d’Italia, perché nato da un violento atto contro lo Stato della Chiesa (il divieto fu abrogato ufficialmente da papa Benedetto XV nel 1919).

Papa Pio IX morì a Roma il 7 febbraio 1878.

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