Napoleone III nacque a Parigi il 20 aprile 1808. Era il nipote di Napoleone I Bonaparte (figlio di suo fratello Luigi) e fu imperatore dei Francesi da 1852 al 1870. La sua più grande ambizione era fare della Francia la potenza dominante del continente, ma le sue enormi ambizioni furono stroncate dalla clamorosa sconfitta nella battaglia di Sedan (2 settembre 1870) da parte della Prussia. L’imperatore fu imprigionato. Dopo una breve detenzione nel castello di Wilhelmshöhe, nel 1871 Napoleone III di Francia si ritirò in Inghilterra, a Chislehurst, dove morì il 9 gennaio 1873.
Napoleone III imperatore dei francesi
Origini e ascesa
Carlo Luigi Napoleone Bonaparte nacque a Parigi il 20 aprile 1808. Era il figlio terzogenito di Luigi Bonaparte (re di Olanda e fratello dell’imperatore Napoleone Bonaparte) e di Ortensia di Beauharnais (la figlia della prima moglie di Napoleone Bonaparte Giuseppina di Beauharnais).
Caduto il re Luigi Filippo d’Orlèans, il 24 febbraio 1848 venne proclamata la Seconda Repubblica francese (la prima era stata instaurata nel 1792 durante la Rivoluzione francese, dopo la deposizione di Luigi XVI). Nel dicembre 1848 si tennero le elezioni per eleggere il presidente della Seconda Repubblica francese. Le elezioni furono vinte a grande maggioranza da Carlo Luigi Napoleone Bonaparte, nipote del grande imperatore Napoleone Bonaparte. Si era candidato con un programma all’insegna del tradizionalismo, dell’ordine, dell’obbedienza alla legalità.
Dal colpo di Stato a imperatore dei francesi
Quando giunse quasi al termine del suo mandato, cercò di modificare la Costituzione, che non gli avrebbe consentito di essere eletto per una seconda volta. Il Parlamento però si oppose e Luigi Napoleone il 2 dicembre 1851 procedette a un colpo di Stato. Ordinò all’esercito che lo sosteneva di occupare la sede del Parlamento, che dichiarò decaduto.
La data del 2 dicembre non era stata scelta a caso: era l’anniversario sia dell’incoronazione del 1804 di Napoleone I sia della vittoria nella battaglia di Austerlitz delle truppe francesi contro l’esercito prussiano (2 dicembre 1805).
Poi, dopo aver reintrodotto il suffragio universale maschile, indisse un plebiscito (21-22 dicembre 1851) in cui chiedeva ai francesi di poter rimanere al potere e di poter fare una nuova Costituzione. Il plebiscito fu un successo. Luigi Napoleone vinse con 7,5 milioni di voti a favore e appena 640 000 contrari. Napoleone scrisse una nuova Costituzione che concentrava nelle sue mani il potere esecutivo, il potere legislativo e la guida delle forze armate, e soprattutto gli attribuiva il titolo di imperatore. Anche la nuova Costituzione venne sottoposta a plebiscito e fu approvata dal 95% dei votanti. Luigi Napoleone Bonaparte venne così incoronato imperatore dei francesi e prese il nome di Napoleone III (il secondo era stato il giovanissimo e unico figlio di Napoleone Bonaparte, che era stato proclamato imperatore il 22 giugno 1815, tre giorni dopo la disastrosa battaglia di Waterloo).
Iniziava il cosiddetto Secondo Impero francese (il secondo dopo quello di Napoleone I, zio dell’attuale regnante), che resistette fino al 1870, quando fu travolto dalla Guerra franco prussiana.
Napoleone III e il bonapartismo: la ricerca del consenso e la crescita economica
Napoleone III era consapevole che per rimanere al potere era necessario mantenere il consenso del popolo. Quindi attuò politiche e riforme che garantissero una buona crescita economica, ma seguendo sempre uno stile autoritario e accentratore. La stampa era soggetta a censura, mentre il Parlamento, anche se eletto a suffragio universale, non poteva prendere alcuna iniziativa, visto che le leggi erano tutte proposte dal governo e approvate dall’imperatore. Il bonapartismo, come fu chiamato dagli storici, fu un regime autoritario, ma benvoluto: ad atteggiamenti autoritari e repressivi, si accompagnò un ampio riformismo sociale.
In quest’ottica, Napoleone III, per favorire la crescita economica, aprì due banche statali, che garantivano finanziamenti a chi voleva aprire nuove fabbriche o costruire ferrovie. Contemporaneamente lo Stato si occupò di finanziare le industrie e attuò un imponente programma di opere pubbliche, come la ristrutturazione di Parigi: la città fu modernizzata con la costruzione di ampi viali alberati (boulevard), parchi pubblici, e l’ampliamento delle infrastrutture essenziali come l’acquedotto e le fognature; la costruzione del Traforo del Frejus attraverso le Alpi (in accordo con il Regno di Sardegna), che creava un rapido collegamento con il Piemonte, oppure quella del Canale di Suez, che metteva in collegamento il Mar Mediterraneo e il Mar Rosso. Grazie a tutte queste iniziative, la Francia ebbe in questo periodo una grande crescita economica.
La politica estera di Napoleone III
Napoleone III aveva bisogno di costruire una propaganda di regime che presentasse la Francia come una potenza militare attiva e pericolosa. Quindi cominciò una serie di campagne di conquista, che ebbero però esiti diversi: in Indocina, Siria e Cina le truppe francesi riuscirono a ottenere successi, mentre la spedizione in Messico fu un tragico fallimento.
In Europa, per rafforzare il suo ruolo nel continente, nel 1854 intervenne nella Guerra di Crimea insieme all’Inghilterra, in appoggio all’Impero Ottomano, contro l’espansionismo russo.
Nel 1859 con gli Accordi di Plombiéres si alleò con il Regno di Sardegna nella Seconda guerra d’indipendenza italiana contro l’Austria, in cambio della cessione di Nizza e della Savoia; Napoleone III sperava di veder nascere in Italia un regno “vassallo”, le cui scelte politiche sarebbero state condizionate dalla Francia. Ma dopo le due battaglia di Solferino e San Martino (24 giugno), senza consultare il Presidente del Consiglio del Regno di Sardegna Camillo Benso conte di Cavour, l’11 luglio 1859, firmò l’Armistizio di Villafranca con l’Austria, ponendo fine alla Seconda guerra d’indipendenza italiana.
Il declino e la fine
La politica estera aggressiva di Napoleone III si scontrò con l’ascesa della Prussia del cancelliere tedesco Otto von Bismarck. Il 19 luglio 1870 iniziò allora la guerra franco-prussiana. L’imperatore Napoleone III venne sconfitto e catturato nella battaglia di Sedan (2 settembre 1870). A Parigi venne proclamata la Terza Repubblica (4 settembre 1870). La sconfitta francese a Sedan diede alle truppe piemontesi la possibilità di occupare Roma. Ora che non c’era più Napoleone III a difendere il papa, infatti, poterono facilmente prendere Roma e annettere lo Stato della Chiesa, attraverso la storica Breccia di Porta Pia.
Morte
Dopo una breve detenzione nel castello di Wilhelmshöhe, nel 1871 Napoleone III di Francia si ritirò in Inghilterra, a Chislehurst, dove morì il 9 gennaio 1873.

