il giuramento di pontida
Francesco Diotti, Il giuramento di Pontida, 1837. Sala Consiliare, Palazzo del Municipio, Casalmaggiore (Cremona)

7 aprile 1167 – Il giuramento di Pontida e la Lega lombarda. Riassunto di Storia

Il 7 aprile 1167 nell’Abbazia di Pontida, nell’attuale provincia di Bergamo, le città di Cremona, Brescia, Bergamo e Mantova strinsero un patto giurato di alleanza militare per fronteggiare l’avanzata in Italia dell’esercito dell’imperatore Federico I Barbarossa e costituirono la Lega lombarda.

Da alcuni anni il Barbarossa era tornato a farsi minaccioso, rivendicando con forza i propri diritti feudali usurpati dai comuni italiani nel secolo precedente. I Comuni, infatti, avevano approfittato della debolezza dell’Impero germanico per rendersi autonomi. Federico I non era disposto a tollerare quella situazione. Così nel 1162, dopo un lungo assedio, le truppe imperiali erano entrate a Milano e l’avevano rasa al suolo.

Milano era una delle città più grandi del tempo e la sua caduta provocò paura, ansia, risentimento in tutto il Nord d’Italia. Federico aveva saputo sfruttare a suo vantaggio i rancori e le gelosie di alcune città rivali dei milanesi. I più violenti tra i suoi alleati furono proprio i cittadini di Lodi, Cremona, Como e Pavia i quali, una volta entrati a Milano, si abbandonarono al saccheggio e alle devastazioni e appiccarono il fuoco che avrebbe bruciato per giorni la città. Molti milanesi fatti prigionieri furono liberati solo dopo il pagamento di un riscatto. L’imperatore biasimò formalmente queste violenze ma, nella sostanza, le tollerò: sapeva che la divisione dei suoi avversari avrebbe favorito il ripristino della sua autorità.

Si diffuse rapidamente l’idea che per fronteggiare il potente esercito imperiale fosse necessaria una comune strategia militare e politica.

Per prime si allearono le città di Verona, Padova, Vicenza e Treviso che nel 1164 costituirono la Lega veronese. Tre anni più tardi, nel 1167,  fu la volta delle città lombarde (Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova) le quali con il giuramento di Pontida, fondarono la Lega lombarda in cui, nel dicembre 1167, confluì anche quella veronese. Aderirono poi Venezia, Ferrara, Lodi, Piacenza, Parma, Modena e Bologna e alcune altre città. Non si trattò di una vera e propria federazione; ogni città continuò a esercitare in piena autonomia le proprie libertà giuridiche e fiscali. Questo patto, però, rappresentò un momento chiave per la lotta delle città italiane contro l’Impero e la definitiva affermazione dell’autonomia delle istituzioni comunali dell’Italia padana.

L’alleanza di Pontida ricevette anche il sostegno di papa Alessandro III, interessato a indebolire definitivamente gli interessi dell’Impero in Italia. Dopo molte battaglie e la fondazione di una nuova città chiamata Alessandria in onore del papa, la vittoria più importante delle città italiane sull’esercito imperiale arrivò il 29 maggio 1176 a Legnano.

Con la vittoria di Legnano le città della Lega lombarda imposero all’imperatore Federico I la pace di Costanza (1183) in base alla quale Federico I riconosceva ai comuni la loro autonomia, la possibilità di amministrare la giustizia con propri magistrati e quella di costruire mura difensive.

Il giuramento di Pontida fu sciolto immediatamente dopo e i comuni tornarono a perseguire ciascuno i propri interessi politici, fiscali, economici e militari. Il patto fu rinnovato nel 1226, dopo la convocazione della dieta di Cremona da parte dell’imperatore Federico II di Svevia. Anche in questo caso i comuni, nuovamente riuniti nella Lega lombarda, riuscirono a sconfiggerlo, riaffermando l’indipendenza raggiunta dalle città italiane, affrancate dal vincolo feudale che le aveva legate all’imperatore e ormai diventate protagoniste del Medioevo europeo.

La Lega lombarda si dissolse nel 1250 alla morte dell’imperatore Federico II di Svevia.

Questo argomento è tratto da Riassunti di Storia – Volume 3 di Studia Rapido