Amos Cassioli (1832-1891), La Battaglia di Legnano, presso la Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, Firenze
Amos Cassioli (1832-1891), "La battaglia di Legnano", presso la Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, Firenze.

29 maggio 1176 – La Battaglia di Legnano: per conoscere e memorizzare rapidamente.

Tra i Comuni medievali, quelli lombardi avevano ottenuto dai feudatari molte libertà ma erano rimasti sudditi dell’Impero germanico, che considerava la Lombardia parte del Regno d’Italia. Da molto tempo, tuttavia, gli imperatori germanici non si occupavano del Regno, impegnati com’erano a lottare contro i feudatari tedeschi e contro il papa [Lotta per le investiture].

I Comuni erano molto solerti nel manifestare a parole la loro devozione all’imperatore, però battevano moneta per conto proprio, imponevano tasse e si facevano la guerra come e quando volevano. Tutto questò durò finché nel 1152 salì sul trono il duca di Svevia Federico di Hohenstaufen (1152-1190), che in Italia sarà detto “Barbarossa”.

Federico I di Svevia era un uomo energico che si era prefisso la missione di far rispettare nei suoi territori l’autorità imperiale. Così, quando nel corso di una Dieta i rappresentanti di Lodi gli espressero le loro lagnanze per la prepotenza della città di Milano (la accusavano di soffocare con la violenza i commerci di tutti i Comuni vicini), Federico ne approfittò e inviò a Milano un suo ambasciatore, ingiungendo il Comune di prestargli obbedienza. I Milanesi risposero stracciando le lettere imperiali e costrinsero l’inviato a una fuga precipitosa.

La posta in gioco era molto alta, perché le libertà comunali avevano reso Milano una città ricchissima, lanciata alla conquista di mercati in Germania e nelle altre città padane.

Come risposta, nell’autunno del 1158 l’imperatore scese in Italia e convocò la Dieta di Roncaglia. In essa l’imperatore Barbarossa riaffermò la propria esclusiva competenza sulle regalìe (i diritti di imporre tasse, battere moneta, stipulare contratti ecc.) e dispose che in ogni città si insediasse un governatore di nomina imperiale, proibendo qualsiasi altra forma di organizzazione politica.
Papa Alessandro III (1159-1181), ostile al Barbarossa, si schierò con i Comuni. L’imperatore reagì nominando un antipapa e, dopo un lungo assedio, rase al suolo Crema (1159) e distrusse Milano (1162).

Dopo questi episodi alcuni comuni veneti e lombardi strinsero un patto giurato di alleanza militare (il giuramento di Pontida) e costituirono la Lega Lombarda, cui aderì anche il pontefice Alessandro III.

Lo scontro decisivo con Barbarossa avvenne il 29 maggio 1176 nella battaglia di Legnano (nell’attuale Lombardia): le truppe imperiali vennero duramente sconfitte e lo stesso imperatore rischiò di morire nella mischia.

Dopo la celebre Battaglia di Legnano, trascorsero altri sette anni di ostilità prima che Federico I di Svevia, detto Barbarossa, si decidesse a firmare un accordo di compromesso con i Comuni: con la pace di Costanza (25 giugno 1183), questi riconobbero formalmente la sovranità dell’imperatore, pur mantenendo una larghissima autonomia.

Nel 1190 Federico I morì annegato mentre tentava di attraversaare un fiume in Asia Minore; era alla testa della terza crociata. Poco tempo prima, nel 1186, era riuscito, per via diplomatica e non con la forza delle armi, a ottenere l’unico risultato duraturo del suo programma italiano: il matrimonio tra Costanza d’Altavilla, erede del re normanno Guglielmo II (1166-1189) e suo figlio Enrico.

Ogni anno gli abitanti di Legnano ricordano la storica battaglia di Legnano con il Palio di Legnano che si svolge, normalmente, l’ultima domenica di maggio.