Le Crociate
Goffredo di Buglione e alcuni cavalieri della prima crociata.

Per crociate si intendono le spedizioni militari condotte nei secoli XI-XIII dall’Europa cristiana contro i musulmani, per liberare i luoghi santi, in particolare il Santo Sepolcro.

Il termine crociata nacque dall’espressione cruce signati, cioè “segnati dalla croce”, quindi “crociati”: questi individui portavano una croce di stoffa cucita sull’abito, sulla bisaccia, sugli scudi o su altri elementi del loro abbigliamento.

La prima crociata

Nel corso del primo millennio il pellegrinaggio a Gerusalemme era stato praticato dalla Cristianità occidentale senza grossi problemi, sia quando la Palestina si trovava sotto il controllo dei bizantini, sia quando fu conquistata dagli arabi musulmani. La situazione mutò intorno all’anno Mille, in conseguenza dell’occupazione di Gerusalemme da parte dei turchi selgiuchidi. Essi imposero il pagamento di esosi pedaggi ai pellegrini in visita ai luoghi santi. Questo, unitamente alle richieste di soccorso lanciate all’Occidente dall’imperatore bizantino preoccupato dell’avanzata turca, spinse papa Urbano II a bandire la prima crociata: era il 27 novembre 1095, il giorno prima della fine dei lavori del Concilio di Clermont, nella Francia meridionale.

Urbano II lanciò il suo messaggio: da troppo tempo, ormai, i cristiani si dilaniavano tra loro in guerre fraticide, mentre i nemici di Cristo prosperavano e occupavano in modo sacrilego i luoghi santi che avevano visto la nascita, la predicazione e la morte di Gesù, i luoghi dove si trovavano il Santo Sepolcro e un’infinità di preziosissime reliquie. Combattere i miscredenti e rioccupare la Palestina era il dovere prioritario di ogni vero cristiano, che in tal modo espiava anche i propri peccati. Da buon politico, poi, il papa non mancò una chiara allusione ai vantaggi di carattere economico che i soldati avrebbero tratto dalle loro spedizioni in Oriente.

La prima crociata ufficiale fu preceduta da una prima spedizione, detta crociata popolare. Questa raccolse spontaneamente nel 1096 una moltitudine di contadini e di avventurieri, di nobili impoveriti e di semplici fanatici. Già in Renania, poco dopo la partenza, questa massa inferocita compì massacri di «infedeli» ebrei e si abbandonò a saccheggi indiscriminati. Questi primi crociati non andarono molto lontano: in Ungheria furono attaccati e dispersi dalle popolazioni locali, esasperate dalle violenze e dalle rapine; il resto della spedizione fu sterminato dai turchi in Asia Minore.

La prima crociata ufficiale partì poco tempo dopo, alla fine del 1096. Radunò guerrieri di tutti i paesi europei, disciplinati e divisi per gruppi. Li comandavano signori come Goffredo di Buglione, Boemondo di Taranto, Tancredi di Altavilla, Roberto di Fiandra, conti e duchi della più alta nobiltà francese, tedesca, normanna.

Giunti in Oriente, i crociati furono costretti a una dura trattativa con Bisanzio. L’imperatore bizantino, Alessio I Comneno, accordò il suo appoggio solo a patto del riconoscimento della sua suprema autorità della spedizione. Sperava di trarre da questo atto formale delle acquisizioni territoriali.

Raggiunto l’accordo, i crociati proseguirono per il Vicino Oriente e assediarono Gerusalemme che conquistarono nel 1099, sterminando tutti gli “infedeli”, sia saraceni sia ebrei. Gi accordi con Bisanzio non furono però rispettati. Nei territori strappati ai musulmani i crociati costituirono infatti numerosi principati di tipo feudale:

  • in Cilicia, dove era presente una forte componente armena, Boemondo di Taranto costituì il Principato della Piccola Armenia;
  • Baldovino di Boulogne si stabilì in Mesopotamia, fondando il Principato di Edessa;
  • Goffredo di Buglione fu a capo del Regno di Gerusalemme, con il titolo di advocatus (difensore) del Santo Sepolcro.
  • il conte Raimondo di Tolosa fondò la contea di Tripoli sulle coste del Libano.

Le altre crociate

Alla prima crociata (1096-1099) ne seguirono altre sette. Dal punto di vista militare furono un fallimento, perché non portarono a una occupazione stabile dei territori palestinesi da parte cristiana. Anzi, furono caratterizzate da obiettivi puramente difensivi, mentre sempre più chiaramente acquistarono peso motivazioni di interesse economico soprattutto da parte delle principali città marinare italiane. Queste ultime incoraggiarono il succedersi delle spedizioni in Oriente poiché, oltre a trarre considerevoli vantaggi dall’attività di trasporto delle truppe e dalla gestione dei rifornimenti, si procurarono importanti postazioni e privilegi commerciali nell’Impero bizantino e nelle aree strappate ai musulmani.

La seconda crociata

La seconda crociata (1147-49) fu promossa da Luigi VIII di Francia e dall’imperatore Corrado di Svevia per la riconquista della contea di Edessa, perduta dai cristiani nel 1144. La spedizione, dopo una clamorosa sconfitta presso Damasco, si sciolse senza aver concluso alcunché.

La terza crociata

La terza crociata (1189-92), condotta dall’imperatore Federico Barbarossa (che vi perse la vita), e poi da Filippo II Augusto, re di Francia, e Riccardo Cuor di Leone, re di Inghilterra, fu organizzata perché nel 1187 Gerusalemme era stata ripresa dai turchi sotto la guida del grande sultano Saladino (1177-93), che aveva riunificato i territori islamici d’Egitto e Siria. Nonostante i successi cristiani, la terza crociata ebbe come unico risultato la creazione del Regno di Cipro, poiché i contrasti tra il re francese e il re inglese impedirono l’attuazione di un piano d’azione unitario.

La quarta crociata

La quarta crociata fu bandita da papa Innocenzo III nel 1202. Lo scopo era, come per la terza, quello di riconquistare Gerusalemme. Il progetto prese però una piega imprevista: il doge veneziano Enrico Dandolo, politico di grande astuzia e abilità, colse al volo l’occasione e cercò di sfruttare la spedizione a vantaggio della sua città. Egli mise a disposizione per il trasporto dei crociati la sua grande flotta, ma chiese in cambio la conquista di Zara, una città chiave dell’Adriatico, allora in possesso del re di Ungheria. I crociati espugnarono Zara, ma non raggiunsero mai la Terrasanta. Si lasciarono infatti trascinare dai veneziani nelle contese dinastiche che in quel momento laceravano l’Impero bizantino. Nel sostenere uno degli aspiranti al trono, i crociati posero l’assedio a Costantinopoli. I vescovi e i chierici dell’esercito si riunirono per discutere sull’opportunità dell’assalto e la loro conclusione fu che attaccare Bisanzio non era un peccato, ma «una grande opera di zelo». I bizantini, infatti, non obbedivano più alla Chiesa di Roma e dunque «ucciderli non era un male». La città cadde nel 1204 e a Costantinopoli fu insediato un debole Impero latino d’Oriente, legato a Roma dal punto di vista religioso, mentre i feudatari si spartirono le varie province bizantine. I mercanti veneziani invece dilagarono in tutti i porti ottenendo il controllo delle principali vie di traffico. L’Impero latino d’Oriente non durò a lungo e già nel 1261 fu ristabilita la vecchia ortodossia greca, scissa da Roma.

La quinta e la sesta crociata

La quinta crociata (1217-21) fu inconcludente e sanguinosa, mentre durante la sesta crociata (1228-29) l’imperatore Federico II di Svevia ottenne la liberazione dei luoghi santi per un decennio.

La settima e l’ottava crociata

Disastrose furono le ultime due crociate promossse dal re di Francia Luigi IX, detto il Santo. Nella settima (1248-54) egli fu sconfitto, con grandissima strage dei cristiani, e catturato. Nell’ottava (1270) morì di peste appena sbarcato in Africa settentrionale.

Di crociate si continuerà a progettarne fino ai primi decenni del Cinquecento.
L’ultima piazzaforte cristiana, San Giovanni d’Acri, cadde nel 1291.

Durante le crociate si formarono ordini religiosi, erano i cosiddetti Ordini cavallereschi: i monaci erano dei guerrieri che conciliavano l’ideale ascetico con quello cavalleresco.

Questi argomenti sono tratti da Riassunti di storia-volume 3 di Studia Rapido.