L’Impero romano d’Oriente è chiamato anche Impero bizantino in riferimento all’antico nome pre-romano di Costantinopoli, cioè Bisanzio (l’attuale Istanbul, in Turchia), una colonia greca fondata nel VII secolo a.C.
Tuttavia, il termine “Bizantino” fu introdotto dagli studiosi soltanto a partire dal XVIII secolo, quando l’impero omonimo era già caduto da diverso tempo (1453). I Bizantini, infatti, si definivano Romáioi, cioè “Romani”. Con questo termine essi sottolineavano il legame con l’Impero romano, di cui si sentivano gli unici eredi. La legislazione e le istituzioni dello Stato ad esempio si ispiravano alla cultura giuridica romana. Col passare del tempo, l’Impero d’Oriente finì però per perdere le sue caratteristiche di origine romana e per assumere tratti sempre più greci e orientali. Il greco finì per sostituire il latino come lingua ufficiale, al punto che lo stesso imperatore finì per essere chiamato col nome greco basileus.
Quanto tempo è durato l’Impero Bizantino?
La storia dell’Impero Romano d’Oriente o Impero Bizantino iniziò nel 395 quando, morto Teodosio I, l’Impero romano si divise definitivamente in Impero Romano d’Occidente e Impero Romano d’Oriente tra i suoi due figli: ad Arcadio l’Oriente, a Onorio l’Occidente. L’impero rimase diviso e non fu mai più unificato.
La storia dell’Impero Romano d’Oriente o Impero Bizantino proseguì fino al 1453, quando Costantinopoli venne conquistata dai Turchi. L’Impero Romano d’Occidente, invece, cadde nel 476, con la deposizione di Romolo Augustolo da parte di Odoacre, re dei Goti. Nei suoi territori si formarono i Regni romano-germanici.
Quali erano i territori inclusi nell’Impero Bizantino?
Il territorio dell’Impero Bizantino o Impero Romano d’Oriente variò nel corso dei secoli, a seconda del periodo, arrivando a comprendere la Penisola anatolica, le coste del Mediterraneo orientale e parte della Penisola balcanica (compresa la Grecia), ma anche alcuni territori occidentali riconquistati dall’imperatore Giustiniano I nel VI secolo. Tra questi vi erano alcune aree della Penisola italica, la Sicilia, la Sardegna e la Corsica.
Perché l’Impero Bizantino durò oltre mille anni?
L’Impero Bizantino riuscì a sopravvivere ancora più di mille anni rispetto a quello d’Occidente per diversi motivi concomitanti:
- Le incursioni in Oriente furono meno numerose e devastanti di quelle avvenute in Occidente; di conseguenza l’economia orientale continuò a prosperare, fornendo agli imperatori i mezzi economici per finanziare gli eserciti e pagare eventuali tributi ai capi barbari.
- Un altro espediente di successo fu quello di indurre le popolazioni germaniche a spostarsi in Occidente in cambio del diritto di governare quei territori in nome dell’imperatore.
- I terreni erano fertili e garantivano ricchi raccolti, continuando a fornire abbondanti derrate agricole a tutte le città dell’Impero.
- le grandi vie di comunicazione dell’Impero, per mare e per terra, non furono interrotte dalle invasioni barbariche, pertanto i commerci continuarono ad assicurare prosperità e ricchezza. La vitalità dei commerci mantenne vivo l’uso della moneta, mentre in molte zone dell’Occidente si tornava a un’economia basata sul baratto.
- In Oriente le città non si spopolarono come avvenne in Occidente in conseguenza delle incursioni dei barbari, che prendevano di mira soprattutto i centri urbani.
- Lo Stato continuò a funzionare perché era amministrato da funzionari fedeli all’imperatore e l’esercito non riuscì mai a prendere il sopravvento sul potere civile né ad avere un ruolo determinante nella scelta degli imperatori, come era avvenuto in Occidente.
L’ordinamento politico dell’Impero Bizantino
Al vertice dello Stato centralizzato c’era l’imperatore, la cui autorità non fu mai messa in discussione. Il suo potere era assoluto, anche perché si credeva derivasse direttamente da Dio. Era considerata una figura sacra e inviolabile, perché si vedeva in lui il vicario di Cristo, cioè il rappresentante di Dio sulla Terra, con il compito di guidare e vegliare, di portare – e se necessario imporre – la fede cristiana a tutti i popoli. Si affermò così il principio del cesaropapismo, caratteristico del mondo bizantino: l’imperatore era la maggiore autorità non solo in campo politico, ma anche in quello religioso.
Il regno di Giustiniano segnò l’apice dell’Impero bizantino
Giustiniano (527-565 d.C.) fu il più importante imperatore d’Oriente. Egli è ricordato in particolare per la raccolta completa e ragionata delle leggi romane, chiamata Corpus Iuris civilis. Promosse inoltre una serie di spedizioni militari con lo scopo di riportare l’Impero Romano agli antichi confini. Sconfisse i Vandali, riconquistando il controllo dell’Africa del Nord. Poi avviò la riconquista dell’Italia con una guerra che fu detta guerra greco-gotica. Dopo diciotto anni di duro conflitto i Bizantini ebbero la meglio e riuscirono a ricacciare gli Ostrogoti oltre le Alpi. Nel 568 però una feroce popolazione barbarica di origine germanica, i Longobardi, irruppe in Italia, strappando ai Bizantini gran parte dei loro territori e dividendo in due la penisola. Ai Bizantini rimasero Ravenna, le Marche, la Liguria, Roma, Napoli, Puglia, Calabria, le isole, mentre il resto del territorio passò sotto il dominio longobardo.
Il declino dell’Impero bizantino
Il declino dell’Impero bizantino ebbe inizio con la quarta crociata del 1204, che causò la caduta e il saccheggio di Costantinopoli. Fu un colpo durissimo, dal quale non si riprese mai completamente, indebolendolo a tal punto che i Turchi ottomani conquistarono Costantinopoli nel 1453, ponendo fine all’Impero bizantino.
Eredità bizantina
L’eredità bizantina è evidente nella sua architettura, arte, codificazione del diritto romano e nella diffusione del cristianesimo ortodosso.

