impero persiano

L’impero persiano: nascita, espansione, decadenza. Riassunto di Storia

Nascita ed espansione della Persia

Fino al 1935 l’Iran si chiamava Persia. Il nome Persia deriva da Persiani.

I Persiani erano una popolazione indoeuropea che abitava fin dal II millennio a.C. l’altopiano iranico, cioè l’ampia regione a est della Mesopotamia, al di là dei monti Zagros. Oltre ai Persiani vivevano lì i Medi, anch’essi di origine indoeuropea, i quali insieme ai Babilonesi avevano abbattuto l’Impero assiro.

Le comunità iraniche erano dominate da un ristretto gruppo di famiglie aristocratiche, dalle cui fila veniva il re. Nel VII secolo a.C. emersero i sovrani della famiglia persiana degli Achemenidi. Essi conquistarono il predominio sull’intera regione unificandola in un unico regno, che comprendeva anche i Medi.

Più tardi, Ciro il Grande (559-530 a.C.), succeduto al padre Cambise, sconfisse i Medi (553-550 a.C.) e intraprese l’espansione verso il Mediterraneo, soggiogando l’Anatolia e la Lidia (547 a.C.). Si volse poi alla Mesopotamia e occupò Babilonia (539 a.C), quindi la Fenicia, la Siria e la Palestina. È con Ciro il Grande che lo Zoroastrismo divenne (fino alla conquista da parte degli Arabi) la religione ufficiale dell’Impero.
Il figlio di Ciro il Grande, Cambise II, (530-522 a.C.) conquistò l’Egitto.

Dario I (521-485 a.C.), il successore di Cambise II, portò l’impero alla massima estensione scontrandosi con gli Sciti e i Greci, occupando la Tracia e la Macedonia.
Divise l’Impero in venti province, le satrapìe, ognuna affidata a un persiano di alto rango, il satrapo. I satrapi a loro volta erano controllati da funzionari imperiali e da un apposito corpo di ispettori viaggianti chiamati «le orecchie del re».
Avviò la costruzione di una rete stradale comprendente arterie lunghe oltre 2500 km, dotata di presìdi militari e stazioni per il cambio dei cavalli, che permetteva spostamenti rapidi e sicuri di uomini, eserciti, messaggeri, merci. Solo il sistema viario romano sarà superiore a quello della Persia.

Dario I fu duramente sconfitto dai Greci nella battaglia di Maratona nel 490 a.C.

Decadenza della Persia

Dopo la conquista di Alessandro Magno, nel 332 a.C. l’Impero persiano perse la propria indipendenza politica. Cominciò allora la fusione culturale con il mondo greco. La dinastia dei Sassanidi, al potere dal 226 d.C., portò a un periodo di rinascita. Dal 636 d.C. la Persia fu terra di conquista degli Arabi che ne iniziarono l’islamizzazione.

Sotto il dominio arabo l’intera area persiana divenne una delle zone più fiorenti, per arte e scienza, dell’Alto Medioevo, rispetto all’Asia e all’Europa.

Dal XII secolo in poi la Persia fu invasa dai Turchi e, in seguito, dai Mongoli, ma non perse la propria identità, forte di una cultura antichissima.

A partire dal XVIII secolo la Gran Bretagna cercò di estendere il proprio dominio coloniale sulla regione ricchissima di petrolio, muovendo dall’Iraq e dall’India.

Fino agli anni Settanta del XX secolo, prevalse un regime autoritario filoamericano che permise alle compagnie petrolifere USA di sfruttare i giacimenti iraniani.

La rivoluzione di Khomeini in Iran

Nel 1979 una rivoluzione guidata dal clero sciita e dall’ayatollah Khomeini rovesciò lo scià Reza Pahlavi. Questi, infatti, sostenuto dagli Stati Uniti, aveva dato inizio a un processo di occidentalizzazione del paese. Venne così proclamata la repubblica islamica.

Nel 1980 il dittatore iracheno Saddam Hussein, convinto della profonda debolezza del regime islamico instaurato l’anno prima dall’ayatollah Khomeini, appoggiato dagli USA, scagliò le sue truppe all’attacco dell’Iran. La sua aspirazione era la conquista dei territori del Khuzistan, ricchi di giacimenti petroliferi, e più in generale l’egemonia politica nella regione del Golfo.

L’attacco, concepito come una guerra lampo, si trasformò invece in una logorante e lunghissima guerra di posizione durata otto anni e si risolse in una inutile carneficina.