Il fu Mattia Pascal romanzo di Luigi Pirandello che oscilla tra umorismo e tragedia, venne pubblicato a puntate sulla rivista Nuova Antologia fra l’aprile e il giugno 1904 e poi, in volume, nello stesso anno. Il romanzo fu poi ripubblicato altre volte, con ritocchi e modifiche, nel 1910 e nel 1912 e poi nel 1921. È considerato uno dei capisaldi della letteratura italiana del Novecento e presenta i temi più tipici dello scrittore, premio Nobel per la letteratura nel 1934.
Perché Pirandello scrive Il fu Mattia Pascal?
Il fu Mattia Pascal fu scritto dopo la grave crisi che colpì Luigi Pirandello e la sua famiglia nel 1903. Nel 1903, a causa di un allagamento della miniera di zolfo in cui il padre aveva investito, avvenne il dissesto economico della famiglia di Pirandello. A questa notizia la moglie Maria Antonietta Portulano ebbe una crisi che sprofondò in follia e Pirandello si mise all’opera per guadagnare con la scrittura, nelle notti di veglia accanto all’inferma.
Il fu Mattia Pascal riassunto dettagliato
Il romanzo Il fu Mattia Pascal è strutturato in 18 capitoli e la narrazione comincia a vicenda conclusa.
Premesse (capp. I e II)
Prima di narrare la propria storia, Mattia Pascal fa due Premesse che costituiscono i primi due capitoli del romanzo. In essi il protagonista e narratore Mattia Pascal annuncia che ha deciso di mettere per iscritto la sua strana vicenda per poi lasciare il manoscritto nella biblioteca in cui lavora, con l’obbligo di aprirlo solo cinquant’anni dopo la sua terza, ultima, definitiva morte. Il consiglio di mettere per iscritto il suo caso gli è stato dato dal suo amico bibliotecario, don Eligio.
Segue il racconto della vicenda che lo vede protagonista.
Da Mattia Pascal ad Adriano Meis (capp. III-VI)
Mattia, il protagonista, abita a Miragno, il piccolo e immaginario paese ligure dove è nato. La famiglia Pascal ha beni e case; alla morte del padre di Mattia e di suo fratello Roberto, le proprietà di famiglia sono affidate al disonesto e astuto amministratore Batta Malagna, che riesce ad appropriarsi dell’intero patrimonio.
Per vendicarsi di lui, Pascal seduce Romilda Pescatore, da cui il vecchio amministratore vorrebbe un figlio; contemporaneamente però ingravida anche la moglie di Batta Malagna, Oliva, fino allora creduta sterile. A questo punto, mentre Malagna riconosce come proprio il figlio di Oliva, Pascal deve accettare come moglie Romilda, che invece puntava a farsi sposare dal ricco amministratore.
Mattia, entrato in contrasto con la moglie Romilda e con la suocera Marianna Dondi, vive anni tristi e dolenti. Fa il bibliotecario senza autentica passione presso la biblioteca Boccamazza; muoiono le due figlie gemelle: una dopo pochi giorni, l’altra un anno dopo, contemporaneamente alla madre di Mattia; si intensificano le critiche e le lamentele della suocera.
Niente più lo lega al suo paese e pertanto fugge. Pensa di rifarsi una vita, in qualche modo, magari all’estero. Il caso lo aiuta: di passaggio a Montecarlo, vince al gioco una ingente somma, che gli fa assaporare una nuova vita. Per di più sulla via del ritorno a casa, apprende casualmente dal giornale la notizia del suo presunto suicidio. Dopo la sua scomparsa, infatti, in paese è stato ritrovato il cadavere di un uomo che tutti, moglie e suocera in testa, identificano come quello di Mattia Pascal. L’uomo, dopo l’iniziale sdegno, decide di approfittare di questa fortuita e fortunata circostanza, per diventare qualcun altro – Adriano Meis – lasciando per sempre la triste vita di un tempo.
Il trasferimento a Roma (capp. VII-XVI)
Dopo un soggiorno a Milano e l’esperienza della modernità in questa metropoli industriale, Adriano Meis si trasferisce a Roma, prendendo una stanza in affitto nella casa di un bizzarro personaggio, Anselmo Paleari, teologo ed esperto di spiritismo. Si innamora della figlia di questi, Adriana, che il cognato Terenzio Papiano (vedovo di un’altra figlia del Paleari) insidia. I timori che venga scoperta la sua vera identità e l’impossibilità di avere uno stato civile che renda possibile il suo matrimonio con Adriana lo angosciano di continuo. Per non farsi riconoscere, si fa operare all’occhio strabico. Per non essere scoperto, deve rinunciare a denunciare un furto che, durante una seduta spiritica, subisce a opera di Papiano. Per allontare Adriana da sé, corteggia la fidanzata di un pittore spagnolo, Bernaldez, ed è da questi sfidato a duello; privo di identità (perché per la legge lui non esiste né come Mattia né come Adriano), non trova i padrini necessari per battersi.
Il secondo suicidio (capp. XVII-XVIII)
A questo punto decide di fingere il suicidio nel Tevere: “ucciderà” Adriano Meis per far rinascere Mattia Pascal. La morte gli appare di nuovo come l’occasione privilegiata per rientrare nella vita. Lasciato bastone e cappello su un ponte del Tevere, fa ritorno al paese, Miragno, deciso a farsi riconoscere da tutto il paese e con il preciso intento di vendicarsi della moglie e della suocera, verso le quali nutre un forte risentimento.
Qui scopre però di non poter riprendere la sua vera identità e la sua vera vita, perché, durante la sua morte, Romilda, la moglie, ha sposato il suo unico amico, Gerolamo Pomino, dal quale ha avuto una figlia.
Il Fu Mattia Pascal rinuncia allora a rientrare nel suo ruolo di marito legittimo; decide di restare a Miragno «come fuori dalla vita», in una condizione di estraneità e di distacco da ogni meccanismo sociale. Si rifugia nella biblioteca dove una volta lavorava e qui comincia a scrivere la storia di Mattia Pascal, recandosi di tanto in tanto a visitare la sua tomba, simbolo della perdita definitiva della sua identità. A chi gli chiede notizie sulla sua identità risponde «Io sono il fu Mattia Pascal», un uomo che non esiste per la società.
Chi è Mattia Pascal?
Mattia Pascal è un piccolo borghese, dall’esistenza piatta, grama e soffocante; desidera disperatamente vivere ed essere qualcuno. Questo desiderio sempre insoddisfatto, s’esaspera in gesti bizzarri, in allucinanti stravaganze, in una più o meno lucida follia: nel riconoscimento, comunque, dell’impossibilità di vivere e di ogni ribellione. Ed è in questa angoscia che Mattia Pascal scopre la dignità, che lo spinge a inchinarsi sulla sua pena con dolorosa pietà.
Il Fu Mattia Pascal analisi
I temi principali del romanzo
I temi principali del romanzo sono i temi ricorrenti nell’opera di Pirandello: la fragilità dell’identità umana, la costrizione delle convenzioni sociali, l’inettitudine, la difficoltà di comunicazione tra gli individui, l’inconsistenza delle maschere e dei ruoli imposti dalla società.
La struttura e lo stile
Il racconto è presentato in prima persona, rompendo con la tradizione del narratore onnisciente e affidabile.
In questo romanzo sono presenti tutti gli elementi del romanzo psicologico:
- la centralità dell’”io”, ovvero il mondo interiore;
- al narratore esterno, spesso onnisciente, si sostituisce il narratore interno, che parla in prima persona e in molti casi si tratta del protagonista stesso;
- i personaggi non sono più “forti e assoluti”, come l’eroe tradizionale, ma fragili, in balìa delle proprie emozioni e condizionati dal mondo esterno; riflettono la crisi, le insicurezze e le ansie dell’uomo contemporaneo.
Gli avvenimenti non si succedono più secondo un ordine logico e predeterminato, ma la trama si sviluppa in modo discontinuo, con frequenti proiezioni nel passato (flashback), nel futuro (prolessi) o nell’interiorità (flusso di coscienza). Il tempo reale, scandito dal susseguirsi di ore-giorni-mesi-anni, è spesso stravolto dal tempo “individuale”, segnato dalla successione e dalla sovrapposizione temporale degli elementi consci e inconsci che agiscono in ognuno di noi.
Ne Il fu Mattia Pascal c’è il ricorso a nuove tecniche narrative:
- il discorso indiretto libero (non c’è l’inserimento di virgolette e la presenza del verbo introduttivo reggente);
- il monologo interiore (il personaggio rivela i suoi pensieri, anche quelli più nascosti, senza rivolgersi ad un destinatario né reale né immaginario);
- il flusso di coscienza (libero fluire di associazioni mentali, senza alcun segno di interpunzione e di apparente collegamento logico tra le idee).

