Il Congresso di Vienna riassunto

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il congresso di vienna

Il Congresso di Vienna si svolse tra il 1° novembre 1814 e il 9 giugno 1815. Vi parteciparono: le potenze che avevano vinto Napoleone Bonaparte (Austria, Prussia, Russia e Gran Bretagna); gli altri Stati scesi in guerra contro Napoleone (Spagna, Portogallo, Svezia, Danimarca, Svizzera, Stato pontificio e decine di piccoli staterelli tedeschi); infine, la Francia, la grande sconfitta.

Il Congresso di Vienna inaugurò la fase storica della Restaurazione, perché il suo scopo era quello di riportare sul trono (restaurare) i “sovrani legittimi” che l’imperatore Napoleone aveva spodestato. Obiettivo comune però era anche quello di bilanciare le rispettive sfere di influenza in modo da evitare nuovi conflitti.

 

I princìpi del Congresso di Vienna

Le decisioni del Congresso di Vienna si basarono sui seguenti princìpi:

Principio di legittimità

In base al principio di legittimità i vecchi sovrani dovevano tornare sui loro troni, ignorando le aspirazioni dei popoli. Ma un ritorno al passato non era più possibile perché ormai gli ideali della Rivoluzione francese si erano radicati nella cultura europea e avevano trovato sostegno soprattutto nella borghesia. In Europa scoppiarono quindi presto i moti rivoluzionari.

Principio della sicurezza generale anche detto principio dell’equilibrio

In base al principio della sicurezza generale si istituirono “Stati-cuscinetto” per permettere alle grandi potenze una migliore difesa nel caso di una eventuale nuova aggressione da parte della Francia, la “nazione infida” che aveva partorito la Rivoluzione francese e Napoleone. Fu così che:

  • il Regno di Sardegna venne ingrandito e rafforzato, aggiungendo al Piemonte e alla Sardegna la Liguria e la Savoia;
  • il Belgio, possedimento austriaco, venne unito all’Olanda per dare vita al nuovo regno dei Paesi Bassi;
  • la Germania, che era un insieme di ben 39 Stati quasi tutti indipendenti, fu trasformata in una confederazione, cioè nell’unione politica di più Stati, sotto la presidenza austriaca.

Principio di intervento

Sulla base del principio di intervento, Austria, Russia e Prussia si unirono in un’alleanza militare (la Santa Alleanza) per reprimere ogni possibile moto rivoluzionario.

 

I cento giorni di Napoleone e il Congresso di Vienna

Proprio mentre si svolgeva il Congresso, Napoleone, esiliato sull’isola d’Elba, fuggì nel marzo del 1815 e sbarcò in Francia, accolto con entusiasmo dalla popolazione di Parigi. Luigi XVIII (Luigi diciottesimo) fu costretto a fuggire e il Congresso di Vienna dovette interrompersi. In soli 100 giorni Napoleone armò un esercito e si preparò alla battaglia decisiva, la battaglia di Waterloo, in Belgio, il 18 giugno del 1815, in cui fu sconfitto.

Napoleone, dopo aver tentato invano di fuggire in America, si consegnò agli inglesi, che lo deportarono nell’isola di Sant’Elena, in mezzo all’Oceano Atlantico, dove morì il 5 maggio 1821.

Nel frattempo il 9 giugno, il Congresso era giunto alla sua conclusione ridisegnando una nuova carta dell’Europa. Oltre ai già citati “Stati-cuscinetto”: la Svezia ottenne la Norvegia; l’Inghilterra s’impadronì delle colonie e basi navali come Ceylon (nell’Oceano indiano), Malta e le isole Ionie nel Mediterraneo; la Russia, che pure aveva sconfitto Napoleone, si dovette accontentare della Finlandia e di parte della Polonia; all’Austria si riconobbe un ruolo dominante sull’intera penisola italiana (per un approfondimento leggi Dominazione austriaca in Italia).

Del grande impero di Napoleone non restò nulla. Sopravvisse il Regno di Francia, ristretto nei suoi vecchi confini e occupato dagli eserciti vincitori.

 

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