La Battaglia di Waterloo, in Belgio, fu combattuta il 18 giugno 1815 tra le truppe francesi guidate da Napoleone Bonaparte e la coalizione dell’esercito prussiano e di quello inglese guidata dal duca Arthur Wellington e dal generale Gebhard Leberecht von Blücher. Rappresenta l’ultima battaglia di Napoleone, quella che determinò la caduta di Napoleone Bonaparte. Inviato in esilio nell’isola di Sant’Elena, vi morì il 5 maggio 1821.
Il contesto – come si arrivò a questo scontro finale (i cento giorni di Napoleone)
Il 26 febbraio 1815 Napoleone Bonaparte, a bordo di un piccolo veliero, abbandonò l’isola d’Elba, dove era sbarcato il 4 maggio 1814, esiliato in seguito alla disfatta nella battaglia di Lipsia (1813) e al trattato di Fontainebleau (11 aprile 1814). Ad accompagnarlo, su altre piccole imbarcazioni, un manipolo di ufficiali e i 1050 soldati della scorta, che avevano condiviso con lui i dieci mesi di esilio.
Tre giorni dopo, il 1° marzo, la piccola flotta sbarcò sulla costa meridionale della Francia e in marcia trionfale si diresse a Parigi, nel frattempo abbandonata da Luigi XVIII (fratello di Luigi XVI, il re ghigliottinato durante la Rivoluzione francese), mentre tanti tra i soldati borbonici disertavano per confluire nell’esercito napoleonico. Napoleone si insediò al governo del Paese e rapidamente ricostruì l’esercito: richiamò i veterani, indisse nuove leve, fornì di armi i soldati, ma la sua ultima avventura durò solo cento giorni (marzo-giugno 1815).
Il ritorno di Napoleone, infatti, ebbe luogo mentre si svolgeva il Congresso di Vienna, che si affrettò il 13 marzo a dichiararlo “fuorilegge”. Gran Bretagna, Prussia, Russia, Austria, Svezia, Regno di Spagna, Regno di Portogallo, Paesi Bassi, Stati italiani e Stati tedeschi si riunirono nella Settima coalizione, impegnandosi militarmente a sconfiggere una volta per tutte Napoleone.
La fine di Napoleone nella Battaglia di Waterloo – i protagonisti e le forze in campo
Il 18 giugno 1815 nelle campagne di Waterloo, in Belgio, durante la prima fase dello scontro, i francesi si batterono contro l’esercito inglese, comandato dal duca Arthur Wellington. Per tutto il pomeriggio, i francesi attaccarono furiosamente lo schieramento nemico (che comprendeva anche contingenti olandesi e tedeschi). Verso sera, tuttavia, un contingente di almeno 25 000 prussiani guidati dal generale Gebhard Leberecht von Blücher riuscì a raggiungere gli inglesi e a capovolgere la sorte finale dello scontro.
La battaglia di Waterloo si risolse in una carneficina e si concluse con la sconfitta dei francesi. La battaglia di Waterloo fu l’ultima battaglia di Napoleone.
Perché Napoleone fu sconfitto nella battaglia di Waterloo?
Sul campo di battaglia, la notte precedente era caduta una fitta pioggia, che aveva inzuppato il terreno del campo di battaglia. Pertanto, all’alba Napoleone non poté attaccare subito a causa del fango, che impediva alle palle di cannone di rimbalzare e ai cavalli di galoppare. La battaglia ebbe inizio a mezzogiorno e il ritardo permise all’esercito prussiano guidato da Blücher di arrivare in soccorso del duca di Wellington, mentre l’esercito del generale Grouchy non riuscì né a intercettare i tedeschi né a intervenire a sostegno delle truppe napoleoniche.
La storia sarebbe potuta cambiare se non fosse piovuto, se Napoleone avesse richiamato Grouchy disponendo così di maggiori riserve, o se i prussiani fossero stati intercettati da quest’ultimo.
Cosa accadde a Napoleone dopo la sconfitta di Waterloo?
Sconfitto e deluso, Napoleone, che sperava in un salvacondotto (non concessogli) per riparare in America, il 15 luglio si consegnò agli inglesi. Lo confinarono in una remota isola dell’Atlantico, Sant’Elena, di fronte alle coste dell’Africa, dove morì sei anni dopo, all’età di 51 anni, il 5 maggio 1821, probabilmente a causa di un tumore allo stomaco.
Nel suo testamento aveva chiesto di essere sepolto in Francia, ma gli inglesi ordinarono che fosse sepolto a Sant’Elena. Nel 1840 i resti di Napoleone furono riportati in Francia e oggi sono conservati in un grande sarcofago nel palazzo de Les Invalides, a Parigi.

