Napoleone Bonaparte
"L'imperatore Napoleone nel suo studio alle Tuileries" (1812) di Jacques-Louis David.

Chi fu Napoleone Bonaparte? Difficile dirlo, visto che il suo maggior biografo, lo storico francese Georges Lefebvre (1874-1959), sostiene che “sotto la sua divisa di soldato si celavano più uomini e il suo fascino derivava proprio da questa diversità”.

Partiamo dalle sue caratteristiche fisiche.

Non molto alto (1 metro e 68 cm), minuto, con le gambe un po’ troppo corte rispetto al busto e di colorito olivastro.
Nel 1800, quando era già primo console, un emissario dei monarchici venuto alle Tuileries a discutere con lui scambiò per un domestico quell’uomo piccolo, perfino un po’ goffo ed impacciato.
L’immagine col tempo cambiò sensibilmente. Nei ritratti dell’età imperiale egli appare assai diverso dall’ufficiale dall’aria malaticcia, magrissimo e trasandato, con i lunghi capelli fluenti sulle spalle: ora ci troviamo di fronte un uomo notevolmente ingrassato, con i capelli corti e diradati da una precoce calvizie, che già si intravede nel quadro di Jacques-Louis David “L’imperatore Napoleone nel suo studio alle Tuileries” (immagine sovrastante).

Napoleone aveva una grande resistenza alla fatica e al lavoro. Aveva l’abitudine di andare a letto alle nove e di alzarsi alle due di notte. Dopo un bagno bollente cominciava a lavorare e dettava ai segretari dieci o dodici lettere alla volta tutte insieme, a brani, contemporaneamente.

Ma ecco il rovescio della medaglia: il temperamento autoritario lo portava ad essere spesso collerico e a volte le contrarietà gli provocavano delle vere e proprie crisi di nervi. E manifestò sempre una certa ruvida schiettezza di modi.

Soffriva in modo particolare il freddo, e fu sempre tormentato dalla difficoltà di orinare (disuria), che cercò di combattere con lunghi bagni caldi anche nel cuore della notte.

Napoleone tese sempre ad allontanare gli uomini di maggiore personalità, dei quali non si fidava e messi da parte li sostituiva con veri e propri “impiegati”, pronti alla volontà del padrone.

Un posto fondamentale nella vita e nella vicenda politica di Napoleone ebbe la famiglia, ai cui membri distribuì molti dei territori conquistati.

La famiglia di Napoleone Bonaparte

Dei fratelli di Napoleone 3 su 4 ebbero una corona.

Giuseppe, il primogenito (1768-1844), fu nel 1806 re di Napoli e poi, a partire dal 1808, passò sul trono di Spagna.

Luigi (1778-1846), costretto dal fratello a sposare la figlia di Giuseppina, Ortensia di Beauharnais, che non amava e dalla quale si separò ben presto, fu re di Olanda dal 1806 al 1810.

Girolamo (1784-1860), riconciliatosi con il fratello nel 1805, dopo una lite provocata dal suo matrimonio con una ricca americana, miss Patterson, sposò in seconde nozze nel 1807 la figlia del re del Württemberg e divenne nello stesso anno re di Westfalia.

Per ciò che concerne l’altro figlio di Giuseppina, Eugenio di Beauharnais, Napoleone lo designò nel 1805 alla carica di viceré del Regno d’Italia e l’anno seguente lo adottò come figlio.

Anche le sorelle di Napoleone ebbero la loro parte:

  • Elisa (1777-1810), moglie di un ufficiale corso, Felice Bacocchi, fatto senatore, fu principessa di Lucca e Piombino, e poi granduchessa di Toscana;
  • Carolina (1782-1839), maritata al generale di cavalleria Gioacchino Murat, fu dapprima granduchessa di Berg e quindi, nel 1808, regina di Napoli.
  • La sola a non avere responsabilità politiche fu la bella e volubile Paolina (1780-1825) la quale, morto il primo marito il generale Leclerc, si risposò nel 1803 con il principe Camillo Borghese.

Ma Napoleone restrinse entro limiti assai rigorosi il potere dei suoi familiari, i quali d’altra parte, quali principi francesi, restavano interamente soggetti alle leggi dell’impero, e soprattutto alla sua autorità.

La famiglia angustiò continuamente Napoleone con interminabili liti dovute a meschine gelosie e rivalità e con un’insaziabile avidità mai soddisfatta dagli innumerevoli benefici ricevuti.

Gli amori di Napoleone Bonaparte

Lasciando da parte le numerose avventure occasionali, si può dire che poche donne hanno contato qualcosa nella sua vita.

Del resto è diventata ormai proverbiale la scarsa considerazione di Napoleone per le donne, che è stata giudicata spesso una vera e propria misoginia.

Si  ricorda un curioso episodio, risalente al 1797, riferito da Madame de Staël nelle sue memorie: Lo vidi un giorno avvicinarsi ad una francese nota per la sua bellezza, il suo spirito e la vivacità delle sue opinioni: egli le si piantò dritto davanti come il più rigido dei  generali tedeschi, e le disse: «Signora, a me non piace che le donne s’impiccino di politica». «Voi avete ragione, gli rispose lei, ma in un paese in cui si taglia loro la testa, è naturale che esse abbiano il desiderio di saperne il perché».

Questo atteggiamento deriva certamente dalla concezione tradizionale della famiglia che Napoleone ricevette dalla società corsa. Non a caso la sola parte del Codice Civile che reca la diretta impronta di Napoleone è quella che, riconoscendo la funzione sociale della famiglia, rafforza all’interno di questa l’autorità del padre e del marito.

Fu questo un motivo non secondario del contrasto con Madame de Staël: le figure femminili dei suoi romanzi, Delfina e Corinne, ponendo sotto accusa i pregiudizi sociali e la subordinazione della donna all’autorità maschile, urtavano la mentalità tradizionale di Napoleone.

Napoleone ebbe due mogli.

Il 9 marzo 1796 sposò Giuseppina de Beauharnais, l’affascinante creola sudamericana. All’inizio fu lei, potentissima negli ambienti politici parigini, che gli spianò la carriera e Napoleone la ricompensò nel 1804 incoronandola imperatrice.

Divorziò da Giuseppina per sposare nel 1810 Maria Luisa d’Asburgo, figlia dell’imperatore d’Austria Francesco I e nipote di Maria Antonietta, la regina di Francia ghigliottinata 17 anni prima.

Maria Luisa portò Napoleone al sommo della felicità quando gli diede il figlio tanto desiderato, Francesco Napoleone. Troviamo allora un Napoleone marito premuroso e a suo modo affettuoso, padre felice. Ci sono lettere che egli inviò dall’isola d’Elba a Maria Luisa per scongiurarla di raggiungerlo. Ma ella, che a Parma aveva già trovato un’amante nel ministro Neipperg, non solo non si curò di rispondere ma tornò insieme al figlio alla corte di Vienna.

Napoleone ebbe una relazione con Maria Walewska (gli fece visita tra l’altro all’Elba). Da questa relazione nacque un figlio naturale, Alessandro Walewski, che divenne poi ufficiale francese e ministro degli esteri di Napoleone III.

Un altro figlio naturale di Napoleone, Léon (1806-1881), era nato da una relazione con Eleonora Denuelle de la Plaigne.

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