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Napoleone Bonaparte nacque il 15 agosto 1769 ad Ajaccio, in Corsica, a poco più di un anno dal trattato con cui la Repubblica di Genova aveva ceduto l’isola alla Francia. La sua famiglia era agiata e di origine toscana. All’età di nove anni arrivò in Francia e a 15 anni iniziò gli studi militari. Si distinse come esperto artigliere nella Rivoluzione francese. In poco tempo, bruciò le tappe della carriera militare e nel 1793, a soli 24 anni, venne nominato generale.
Napoleone Bonaparte – la campagna d’Italia
Nel 1796 sposò Giuseppina Beauharnais, una ricca e influente vedova in buoni rapporti con Paul Barras, uno dei membri del Direttorio (l’organo di governo che resse il potere legislativo in Francia dopo la caduta di Robespierre). Fu proprio grazie a questa eccellente amicizia che Napoleone, allora solo ventisettenne, ottenne il comando dell’Armata d’Italia nella Campagna d’Italia.
Bonaparte sconfisse più volte piemontesi e austriaci, costrinse il re di Sardegna a cedere Nizza e la Savoia e nel 1796 entrò trionfalmente a Milano, capoluogo della Lombardia austriaca. Poi invase il territorio della Repubblica di Venezia, che invano si era proclamata neutrale, infine puntò su Vienna. Nell’ottobre 1797 Francia e Austria firmarono il trattato di Campoformio: l’Austria cedette alla Francia la Lombardia e il Belgio; la Francia consegnò all’Austria il Veneto con l’Istria e la Dalmazia. Cessava di esistere così, dopo mille anni, la Repubblica di Venezia.
Le “repubbliche sorelle”
Fra il 1796 e il 1799, nei territori italiani conquistati sorsero numerose repubbliche, chiamate “repubbliche sorelle”, di fatto sottoposte alla Francia: la Repubblica Cispadana, la Repubblica Ligure, la Repubblica Cisalpina e infine Repubblica Romana. Le “repubbliche sorelle” ebbero vita breve. Per un approfondimento sull’argomento leggi Repubbliche sorelle: quali erano e perché erano chiamate così.
Napoleone Bonaparte – la campagna in Egitto
Sconfitta l’Austria, restava da battere l’Inghilterra e allora, nel 1798, il Direttorio affidò a Napoleone il comando della campagna in Egitto per colpire e contrastare l’espansione coloniale degli inglesi (l’Egitto era il paese attraverso il quale la Gran Bretagna commerciava con l’Oriente).
Il 21 luglio 1798 Bonaparte riportò presso le piramidi (battaglia delle Piramidi) un’importante vittoria sull’esercito del sultano d’Egitto. Pochi giorni dopo, però, l’ammiraglio inglese Horatio Nelson distrusse con le sue navi la flotta francese nel golfo di Abukir, sul Nilo (1° agosto 1798).
Il colpo di stato del 18 Brumaio
Nel frattempo, in Francia era in corso una grave crisi politica, Napoleone allora rientrò in Francia dall’Egitto e il 18 Brumaio dell’anno VIII (secondo il nuovo calendario repubblicano), cioè il 9 novembre 1799, con un colpo di stato, abbatté il Direttorio e instaurò il Consolato, divenendo Primo console.
Napoleone Bonaparte: da console a imperatore
Preso il potere, Napoleone ricominciò le sue vittoriose campagne militari. Nel giugno 1800 sconfisse gli austriaci nella battaglia di Marengo (nell’odierna provincia di Alessandria, in Piemonte) ripristinando il dominio francese in Italia (di cui fu re dal 1805 al 1814).
La sua popolarità era immensa, tanto che il 2 agosto 1802 la Francia, con un plebiscito popolare, proclamò Napoleone Console a vita.
Napoleone si impadronì sia del potere legislativo che del potere esecutivo. Mise in atto diverse riforme: riorganizzò la finanza, la giustizia; creò i licei, la Legion d’onore, la Banca di Francia; fece promulgare un codice civile (Codice napoleonico), una raccolta di leggi che vennero estese a tutti i Paesi occupati da Napoleone; firmò un concordato con papa Pio VII, con il quale la Chiesa si mise a servizio del regime.
Il consolato terminò il 18 maggio 1804 quando il senato proclamò Napoleone imperatore dei francesi. La cerimonia d’incoronazione si tenne il 2 dicembre 1804, nella cattedrale di Nôtre Dame: papa Pio VII incoronò Napoleone imperatore dei francesi (o meglio, fu Napoleone che da solo si pose la Corona ferrea sul capo). Da quel momento diede inizio a tutta una serie di guerre.
Guerre napoleoniche per il dominio dell’Europa
Il periodo che va dal 1805 al 1814 fu quello delle cosiddette guerre napoleoniche, che vide la Francia in costante conflitto con le potenze europee Austria, Russia, Prussia e Inghilterra riunite in successive coalizioni (sette in tutto).
L’ammiraglio Nelson il 21 ottobre 1805 distrusse la flotta napoleonica a Trafalgar, nei pressi di Gibilterra, rimanendo ucciso in battaglia.
Il 2 dicembre 1805 Napoleone sbaragliò austriaci e russi nella battaglia di Austerlitz. Quindi, in cambio della pace, tolse all’Austria il Veneto. Subito dopo i suoi generali dilagarono in Italia e nel 1806 rientrarono trionfalmente a Napoli, costringendo i Borbone a rifugiarsi per la seconda volta in Sicilia.
Il blocco continentale contro l’Inghilterra
L’unico nemico ancora da vincere era l’Inghilterra, che anche se prostrata dalle spese militari, restava in armi contro la Francia. Inutilmente Napoleone tentò di affamarla proclamando il Blocco continentale (1806): nessuna nave inglese poteva attraccare e scaricare i suoi prodotti nei porti europei controllati dalla Francia. In realtà il blocco era aggirato con un intenso contrabbando.
Invasione del Portogallo e della Spagna
Napoleone nel 1807 invase Portogallo e Spagna, che continuavano a commerciare con l’Inghilterra nonostante il blocco. Il re Carlo IV di Spagna fu deposto e sostituito con un fratello di Napoleone, Giuseppe, che si trasferì a Madrid da Napoli. Gli spagnoli si ribellarono, appoggiati dagli inglesi. I francesi risposero con massacri, rappressaglie e torture, finché nel 1813 gli spagnoli riuscirono a cacciare i francesi dalla Spagna.
Napoleone ripudia Giuseppina Beauharnais e sposa Maria Luisa d’Asburgo
Per rafforzare la pace con l’Austria, ma anche per generare un erede, Napoleone ripudiò la prima moglie Giuseppina Beauharnais, dalla quale non aveva avuto figli, e sposò nel 1810 Maria Luisa d’Asburgo-Lorena, figlia dell’imperatore austriaco Francesco I. Da lei, nel 1811, ebbe il tanto desiderato figlio, Francesco Napoleone (morì di tisi a soli 21 anni, nel 1832).
La campagna di Russia, la sconfitta a Lipsia e l’esilio sull’isola d’Elba
Nel 1812, quando lo zar di Russia Alessandro I decise di riprendere il commercio con l’Inghilterra, Napoleone, contro il parere dei suoi generali, diede inizio alla Campagna di Russia. I francesi vinsero la battaglia di Borodino, ma vennero accerchiati e annientati dai russi sul fiume Beresina. Fu l’inizio del declino di Napoleone.
Quando tornò in Francia, fu attaccato anche da Inghilterra, Austria, Russia, Prussia e Svezia che lo sconfissero a Lipsia (1813). Nella primavera del 1814 Parigi fu occupata e Napoleone abdicò. Sul trono di Francia salì Luigi XVIII di Borbone, fratello di Luigi XVI, il re ghigliottinato, e Napoleone fu mandato in esilio nell’isola d’Elba (1814), in Toscana. E lì si trovava quando il 1° novembre 1814 si aprì il Congresso di Vienna, in cui le potenze vincitrici discutevano i nuovi assetti da dare all’Europa.
I cento giorni di Napoleone
Nel febbraio 1815 Napoleone fuggì dall’Elba e rientrò in Francia. Seguirono i “cento giorni” di Napoleone, durante i quali riprese il potere mentre gli avversari (Inghilterra, Prussia, Russia, Austria) formavano una settima coalizione.
Waterloo e l’esilio a Sant’Elena
Il 18 giugno 1815 a Waterloo, in Belgio, Napoleone affrontò la sua ultima battaglia contro la settima coalizione: gli eserciti inglese e prussiano lo sconfissero definitivamente.
Dopo la sconfitta, Napoleone si consegnò agli inglesi, che lo confinarono sull’isola di Sant’Elena, in pieno Oceano Atlantico. Qui trascorse gli ultimi anni della sua vita, circondato da un pugno di fedeli; morì per un tumore allo stomaco il 5 maggio 1821, all’età di 52 anni. Appresa la notizia della morte di Napoleone, Alessandro Manzoni compose l’ode Il cinque maggio, dedicata al generale Bonaparte, con i versi: Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza.

