Poemi omerici caratteristiche, lingua e stile

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poemi omerici

I poemi omerici Iliade e Odissea, entrambi attribuiti a Omero, sono i più antichi testi della cultura occidentale. Iliade e Odissea infatti sono le prime opere in lingua greca che siano state messe per iscritto. Questo evento segna l’inizio, in Occidente, della letteratura.

Non dimentichiamo poi che i poemi omerici diventarono un modello anche per i Romani. A essi, infatti, s’ispirò nel I secolo a.C. il poeta latino Virgilio nella composizione dell’Eneide, che racconta le peregrinazioni dell’eroe troiano Enea, scampato alla distruzione della sua città da parte degli Achei, e la nascita della civiltà latino-romana. La nostra storia culturale affonda quindi le sue radici nella cultura greca delle origini.

L’argomento dei poemi omerici

L’Iliade narra le vicende del decimo anno della guerra di Troia tra i Greci e la città di Troia, in Asia Minore, e celebra l’eroismo in battaglia, il duello, la pietà funebre.

L’Odissea racconta le avventure di Odisseo, re di Itaca, nel viaggio di ritorno in patria dopo la guerra di Troia e celebra l’amore per la famiglia e per la patria, l’ospitalità, la giusta punizione per la colpa.

I personaggi eroici

Il protagonista è un individuo eccezionale, dotato di forza fisica, virtù guerriera, spiccatissimo senso dell’onore. Costituisce un esempio da seguire, perché è forte, coraggioso, intelligente al di sopra degli altri, anche se ha, come tutti gli appartenenti al genere umano, difetti e debolezze. Le sue gesta creano il filo conduttore del racconto, pur intrecciandosi con altre narrazioni secondarie e con vicende di altri personaggi eroici e nobili.

Lo stile formulare

Caratteristica dei poemi omerici è il cosiddetto “stile formulare”, che testimonia il confluire della tradizione orale nella stesura scritta dei componimenti. Il cantore utilizza espressioni ricorrenti collocate in una sede fissa del racconto (all’inzio, alla fine, nel passaggio tra un episodio e l’altro) o epiteti (attributi, apposizioni, patronimici) ripetuti nel corso della narrazione per persone o cose. Si tratta di richiami mnemonici utili per comunicare efficacemente con il pubblico di ascoltatori che, sentendo la stessa definizione, associavano più facilmente le caratteristiche fisiche o le qualità morali al nome del personaggio e ricordavano meglio la trama, i luoghi e gli oggetti.

Anche la sintassi risente dello stile orale: è semplice e generalmente paratattica, cioè costituita prevalentemente da frasi principali coordinate dalle congiunzioni.

Numerosissime similitudini conferiscono immediatezza al racconto, accostando le azioni dei personaggi a immagini che hanno con esse un rapporto di somiglianza. Per esempiio l’eroe che si avvia a combattere è simile al leone che vuole avventarsi sulla preda; gli eserciti che si danno battaglia sono come stormi di uccelli.

Validità e attualità dei poemi omerici

La validità e l’attualità dei poemi omerici consistono nell’aver saputo raccontare con immagini straordinarie e profonda partecipazione tutti gli aspetti della vita umana: l’amore e l’odio; la gioia e il dolore; la crudeltà e la pietà; l’ansia di conoscere e la nostalgia; la guerra e la pace.

 

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