Odissea struttura e trama riassunto
Clément-Louis-Marie-Anne Belle (Parigi, 1722-1806), Ulisse riconosciuto dalla sua nutrice, olio su tela, 56x44 cm. Bayonne, Museo Bonnat

L’Odissea come l’Iliade è un poema epico scritto probabilmente da Omero.

La struttura dell’Odissea

L’Odissea è un poema in 24 canti, costituito complessivamente da 12.011 versi. Il canto più lungo è il IV (847 versi), il più breve il VI (331 versi).

L’Odissea prende il nome dal suo protagonista, Odisseo (Ulisse per i Latini) che, dopo la guerra di Troia, affronta un difficile e avventuroso viaggio di ritorno in patria (Itaca, presso le coste occidentali della Grecia). I primi quattro libri però vedono come figura prevalente quella del giovane figlio Telemaco (la cosiddetta Telemachia).

L’azione copre 40 giorni, ma ne sono descritti 16 con 8 notti. In effetti l’Odissea dà l’impressione di abbracciare un periodo molto più lungo, perché in esso è compresa anche la narrazione che lo stesso protagonista fa delle sue precedenti avventure (dal IX al XII libro) e perché la descrizione dei fatti avvenuti negli ultimi cinque giorni occupa ben 11 dei 24 libri (dal XIII al XXIV).

La trama

L’Odissea può essere suddivisa in tre nuclei narrativi principali:

I nucleo: i viaggi di Telemaco alla ricerca del padre Odisseo.

Libri I, II, III, IV.

I primi quattro libri sono noti come Telemachia, dal nome del loro protagonista (Telemaco). Hanno la funzione di collegare l’Odissea alle storie del ciclo troiano (sulla guerra di Troia furono composti molti poemi), in particolare all’Iliade.

La guerra di Troia è ormai finita da dieci anni. Odisseo però non è ancora tornato in patria. Nella reggia di Itaca i Proci spadroneggiano e insistono perché Penelope, la moglie di Odisseo, scelga uno di loro come sposo. Telemaco decide allora di partire alla ricerca del padre. Si reca a Pilo da Nestore e a Sparta da Menelao. Da quest’ultimo apprende che Odisseo è vivo, trattenuto nell’isola di Ogigia dalla ninfa Calipso. Telemaco ritorna a Itaca dove sfugge, grazie all’aiuto della dea Atena, a un agguato tesogli dai Proci.

II nucleo: il viaggio e l’avventura di Odisseo

Libri V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII

Ermes, su ordine di Zeus, ordina a Calipso di lasciar partire Odisseo dall’isola di Ogigia. Odisseo si costruisce una zattera e parte. Dopo diciassette giorni di navigazione, Poseidone gli scatena contro una terribile tempesta e lo fa naufragare sulle coste di Scheria, la terra dei Feaci.

Qui, per volere di Atena, viene trovato da Nausicaa, che lo porta alla reggia di suo padre, il re Alcinoo. In suo onore viene allestito un banchetto, durante il quale, sentendo un aedo cantare le vicende della guerra di Troia, Odisseo si commuove. Il re lo invita allora a rivelare la sua identità. L’eroe inizia così a raccontare le sue straordinarie avventure. A questo punto l’ordine cronologico della narrazione, rispetto al momento della storia in cui viene inserito, viene interrotto e inizia un lungo flashback, ossia un “salto all’indietro”.

Tra le sue avventure, Odisseo ricorda l’incontro con i Ciconi; l’approdo nel paese dei Lotofagi; l’arrivo nella terra dei Ciclopi; e ancora: l’arrivo nella terra dei Lestrigoni; l’incontro con la maga Circe; la discesa nell’Ade, per conoscere le vicende del suo ritorno; l’incontro con le Sirene; l’insidia dei due mostri, Scilla e Cariddi; l’approdo all’isola del dio Sole, dove i compagni mangiano le mucche sacre al dio e per questo puniti con la morte durante una tempesta. Solo Odisseo si salva e approda all’isola di Ogigia, accolto dalla ninfa Calipso.

Qui si interrompe il racconto di Odisseo alla corte di Alcinoo e sempre qui termina il flashback e la narrazione del ritorno di Odisseo a Itaca procede in ordine cronologico.

III nucleo: il ritorno a Itaca di Odisseo e la vendetta

Libri XIII, XIV, XV, XVI, XVII, XVIII, XIX, XX, XXI, XXII, XXIII, XXIV

Ascoltata la narrazione, Alcinoo fa accompagnare Odisseo a Itaca. Qui l’eroe, consigliato da Atena, si traveste da mendicante per non farsi riconoscere. Si reca da Eumeo, il fedele guardiano dei porci, che non lo riconosce.

Telemaco, consigliato da Atena, giunge presso la capanna di Eumeo, abbraccia felice il padre e insieme preparano la vendetta contro i Proci.

Odisseo ed Eumeo si recano alla reggia, dove il vecchio cane Argo riconosce ancora il suo padrone, quindi muore sfinito per la vecchiaia. Penelope, che invece non lo riconosce, lo ospita e gli confida di aver ingannato i pretendenti, promettendo che avrebbe sposato uno di essi dopo aver finito di tessere una lunga tela, che poi, di notte, ella disfaceva segretamente. La vecchia nutrice Euriclea riconosce Odisseo da una cicatrice, ma lui le impone di tacere.

L’indomani la regina propone la gara dell’arco: sarà suo sposo chi saprà tendere il pesante arco appartenuto a suo marito e far passare la freccia attraverso gli anelli di dodici scuri infisse nel terreno. Nessuno dei Proci riesce a tenderlo; soltanto il falso mendicante, tra lo stupore generale, è capace dell’impresa.

Esplode la vendetta: Odisseo, aiutato da Telemaco e da fedeli servitori, fa strage dei Proci e di tutti quelli che durante la sua assenza gli sono stati infedeli.

Penelope è ancora incerta, vuole una prova decisiva prima di riconoscere il marito. Odisseo le ricorda allora come aveva costruito il letto nuziale da un grande tronco: si tratta di un segreto noto solo a lui, alla moglie e a una delle ancelle. Penelope, commossa, lo abbraccia.
All’alba, l’eroe va a trovare l’anziano padre Laerte che si era ritirato in campagna.

L’Odissea si conclude con Odisseo che si riconcilia con il suo popolo, dopo aver represso una rivolta scatenata dai parenti dei Proci.

Questo articolo è tratto dall’ebook “Odissea, riassunto, personaggi, luoghi e fatti dell’opera di Omero” in vendita in versione Kindle su Amazon

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