Omero: leggenda o realtà
Ritratto di Omero, copia romana del II secolo d.C. di un'opera greca del II secolo a.C. Parigi, Museo del Louvre

Nella Grecia antica alcuni sostenevano che Omero fosse figlio di una ninfa, altri lo dicevano discendente di Orfeo, il mitico poeta della Tracia che rendeva mansuete le belve con il suo canto. Altri ancora lo descrivevano come un aedo cieco che errava da una città a un’altra: secondo la cultura greca arcaica, infatti, la cecità contraddistingueva coloro che erano ispirati dalle Muse, i poeti appunto.

La tradizione riteneva Omero originario della Ionia, la regione della penisola anatolica (odierna Turchia) che si affaccia sul mare Egeo, nativo forse delle città di Smirne, Chio, Colofone, ma altre città della Grecia continentale, come Pilo, Argo e Atene, si attribuivano il vanto di avergli dato i natali.

Le notizie biografiche non concordano neppure sul tempo nel quale Omero sarebbe vissuto: alcuni lo consideravano contemporaneo alla guerra di Troia (tra il 1220 e il 1200 a.C.), altri lo collocavano in un’epoca posteriore di poche decenni o addirittura di secoli: lo storico Erodoto, per esempio, lo collocava intorno all’850 a.C.

Nonostante la contradditorietà delle notizie che riguardano questa figura, i Greci antichi non ebbero il minimo dubbio sulla sua esistenza, anzi ne fecero il poeta per eccellenza, autore dell’Iliade e dell’Odissea, i testi nei quali erano contenute la memoria e la storia del loro popolo.

Ma per gli studiosi dei poemi omerici, mentre l’Iliade e l’Odissea sono una realtà inconfutabile, Omero, l’uomo che dovrebbe averle concepite, rimane un’ipotesi, una congettura.

Gli omeristi di tutti i tempi si chiedono: Omero è veramente esistito? Omero è il vero e unico autore dei due poemi che gli vengono attribuiti?

Nel formulare risposte sono stati versati fiumi di inchiostro, originando tra l’altro quella che va sotto il nome di questione omerica, la più antica questione letteraria di ogni tempo, dal momento che essa conta oltre duemila anni di vita.