museo-la sua origine
Museo Egizio di Torino, interno.

Il museo, è noto a tutti, è un luogo in cui sono raccolti ed esposti al pubblico collezioni di opere d’arte, oggetti e testimonianze di carattere storico e scientifico.

Il nome “museo” in greco significa “luogo sacro alle Muse”.
Le Muse erano le nove dee greche protettrici delle arti e delle scienze, figlie di Zeus e Mnemosine: Calliope musa della poesia epica, Clio della storia, Euterpe della musica, Tersicore della danza e della poesia lirica, Erato della lirica e degli inni, Melpomene della tragedia, Talia della commedia, Polinnia dell’arte mimica e Urania dell’astronomia.

Ma qual è l’origine di questa parola?

In realtà Museo era il nome proprio di un ampio edificio che si trovava ad Alessandria d’Egitto e che venne fatto costruire nel III secolo a. C. dal sovrano Tolomeo Filadelfo.
Il Museo diventò la sede della più grande comunità letteraria e scientifica del tempo.

Il Museo era un centro di ricerca esteso alle più diverse branche del sapere: matematica, geometria, meccanica, musica, medicina, zoologia, botanica, retorica, politica, astronomia, economia. Gli studiosi del Museo, ospitati e compensati, disponevano di osservatori astronomici, laboratori di anatomia, un giardino zoologico, un orto botanico: erano quindi in condizione di approfondire e verificare sperimentalmente le loro teorie. Tra questi studiosi grandi nomi: Euclide, che ordinò in sistema tutto il sapere geometrico del suo tempo, oppure Archimede, il fondatore della meccanica razionale e dell’idrostatica. Veri e propri geni dell’astronomia furono Eratostene di Cirene, che riuscì a calcolare, con sorprendente approsimazione, la circonferenza terrestre; Aristarco di Samo, che determinò le dimensioni del Sole e della Luna e la loro distanza dalla Terra, e afferrmò che il Sole è immobile e la Terra gira intorno a esso; Ipparco di Nicea, che calcolò la durata dell’anno solare in 365 giorni, 5 ore e 55 minuti, con un eccesso di appena sette minuti rispetto al computo moderno.

Annessa al Museo era la famosissima biblioteca, nella quale era conservato il patrimonio culturale del mondo ellenistico, che andò distrutto in un terribile incendio.
Nel momento del suo massimo sviluppo, la biblioteca annessa al Museo arrivò a ospitare da 500 mila a 700 mila rotoli di papiro: si trattava di un patrimonio culturale di dimensioni straordinarie.
Appositi funzionari coordinavano il lavoro di raccolta dei manoscritti, inviando in ogni angolo del mondo i loro “agenti” per acquistare migliaia e migliaia di opere. Fu dunque effettuata una grande classificazione del sapere e fu anche realizzata una radicale opera di catalogazione dei testi della letteratura greca, dai poemi di Omero, alla lirica, dalle tragedie e dalle commedie alle opere storiche, oratorie e scientifiche.