scolastica

Con il termine Scolastica si indica l’insieme della filosofia medioevale. Questa denominazione ha origine dal fatto che tra il VI e il XIV secolo i maggiori centri culturali furono le scuole, legate a monasteri e a cattedrali, e le università, sorte successivamente.

La filosofia scolastica

La filosofia scolastica si presenta come un complesso tutt’altro che unitario, all’interno del quale spiccano individualità e indirizzi di pensiero ben distinti gli uni dagli altri. Una delle sue linee portanti è la discussione del rapporto tra le verità rivelate della religione cristiana e la conoscenza intesa in senso strettamente razionale: con indirizzi differenti, la Scolastica si impegnò per dare dei fondamenti filosofici alla rivelazione, indagando la relazione tra scienza e teologia, fede e ragione.

Le tre fasi nella storia della Scolastica

Tradizionalmente si distinguono tre fasi nella storia della Scolastica. La prima ha inizio nel IX secolo, nell’ambito del movimento di rinascita culturale dell’età carolingia, e prosegue fino al XII secolo. Le personalità principali di questo primo periodo di fioritura sono Anselmo d’Aosta (1033-1109) e Pietro Abelardo (1079-1142), che per primi affrontano con gli strumenti della logica questioni teologiche. È nel XII secolo che si diffondono i testi di autori greci (Aristotele, Tolomeo) e arabi (Avicenna), che costituiranno i principali punti di partenza della riflessione teologica e filosofica del secolo successivo.

La seconda fase si ha nel XIII secolo: in Occidente vengono tradotti e studiati i fondamentali commenti ad Aristotele del filosofo arabo Averroè (1126-1198), che contribuiscono a far sì che l’aristotelismo si affermi come la principale corrente filosofica. Averroè non intendeva conciliare conoscenza razionale e verità della fede: coloro che si ispirarono a lui, gli averroisti, proclamavano perciò la subordinazione della fede alla ragione; tra loro va ricordato Sigieri di Brabante (1235-1282).
Altre interpretazioni di Aristotele, invece, miravano a integrare teologia e filosofia. È questa la premessa fondamentale della filosofia del domenicano Tommaso d’Aquino (1225-1274), poi proclamato santo e dottore della Chiesa. Altre figure essenziali di questo indirizzo di pensiero sono Alberto Magno (1205-1280), autore di fondamentali Commentari alle opere di Aristotele, e Ruggero Bacone (1214-1292).
Duns Scoto (1265-1308), invece, reinterpretò Aristotele distinguendosi dalle posizioni di Tommaso e di tutta la scuola domenicana.
Alla corrente aristotelica si oppose un filone di pensiero di derivazione platonica, che faceva riferimento soprattuttto all’opera di Agostino, e che riteneva impossibile la conciliazione tra il pensiero aristotelico e le verità della fede. Il principale oppositore dell’aristotelismo fu il francescano Bonaventura da Bagnoregio (1217-1274).

La terza e ultima fase della Scolastica inizia con il XIV secolo e si spinge fino all’età rinascimentale; si caratterizza per il tentativo di separare nettamente gli ambiti di teologia, filosofia e scienza.