barocco
Annibale Carracci, Trionfo di Bacco e Arianna, 1598, affresco della volta della Galleria Farnese, Roma

Derivato probabilmente dalla fusione di baroco – termine medievale che indicava un modo di ragionare particolarmente artificioso ed eccentrico – con il portoghese barroco o lo spagnolo barueco – che designava un tipo di perla dalla forma irregolare e bizzarra – il termine Barocco indica le trasformazioni di gusto e stile che caratterizzarono l’arte e la letteratura del Seicento.

Sinonimo di effetti bizzarri e stravaganti, a partire dal XVIII secolo e fino ai primi decenni del XX, il termine Barocco assunse un significato spregiativo: ovvero «enfatico», «pesante» o «eccessivamente fastoso». Esso infatti, soprattutto nelle sue espressioni architettoniche e letterarie, fu giudicato come una degenerazione del gusto classico e rinascimentale. Caratteristiche proprie del Barocco sono la prevalenza della massa e del movimento; i forti contrasti di luci e ombre, l’instabilità, la ricchezza degli ornamenti.

Come per altri stili artistici e letterari, anche il termine Barocco, nato nell’ambito della storia dell’arte, è stato presto esteso sia agli altri aspetti della produzione culturale del secondo ‘500 e del ‘600, sia ad ogni aspetto della vita sociale: tutto appare ora dominato dal gusto per la forma, per lo spettacolo, per l’ornamento, per la decorazione fino all’eccesso, al fine di suscitare stupore e meraviglia.

Di recente il termine Barocco è stato recepito anche in ambito storiografico, presso il quale è accettato l’uso di parlare di «età barocca» per indicare il periodo storico compreso tra la seconda metà del XVI e il XVII secolo caratterizzato da una serie di contrasti: vi si combatte l’ultima guerra di religione, la guerra dei Trent’anni; la fine della guerra dei Trent’anni segna in Francia il trionfo dell’assolutismo, che si realizza in pieno con Luigi XIV, detto il «re Sole»; inizia la moderna ricerca scientifica, grazie a Galileo Galilei; le grandi potenze europee iniziano a sfruttare i territori americani scoperti un secolo prima e si sviluppa una ricca economia; Olandesi, Francesi e Inglesi iniziano a percorrere gli oceani come mercanti e pirati, arricchendosi enormemente; l’Italia, colpita da epidemie di peste e carestie, è divisa in molti stati sottoposti al dominio spagnolo (solo pochi di essi riescono a salvaguardare una certa indipendenza, come Venezia, Genova e il Ducato di Savoia, oltre allo Stato della Chiesa).

Centro di irradiazione dello stile Barocco in Europa è l’Italia. Pur versando in una situazione di debolezza politica ed economica rispetto agli altri paesi europei, l’Italia del Seicento riafferma il proprio primato culturale e artistico, rilanciando al di là delle Alpi il prestigio dei suoi intellettuali e artisti. Risultati spettacolari vengono raggiunti soprattutto nel campo dell’architettura: le opere degli artisti italiani, infatti, diventano una sorta di modello per gli artisti degli altri paesi. Gli stessi architetti italiani sono chiamati a lavorare in molti capitali europee, contribuendo a rinnovarne l’aspetto.

Tra la fine del ‘500 e i primi decenni del ‘600, papi e congregazioni religiose sono, insieme con la nobiltà, i principali committenti di opere d’arte. Il loro scopo è quello di celebrare sia la grandezza di Roma e della Chiesa cristiana nel mondo contro le altre dottrine religiose, in particolare quella protestante, sia il prestigio raggiunto dalla propria famiglia. Inoltre con i suoi effetti illusionistici, le sue forme fantasiose e stravaganti, l’arte barocca mira a educare i fedeli alle più complesse verità di fede attraverso l’immaginazione e la partecipazione emotiva. Gli artisti più importanti fanno a gara per realizzare imprese grandiose costruendo strade, palazzi, chiese, monumenti e fontane con scenografici giochi d’acqua. I principali architetti del Barocco sono Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini. A Roma opera anche Pietro Berrettini, detto Pietro da Cortona, architetto e pittore. A Torino lavora Guarino Guarini, architetto, teologo, filosofo, matematico. A Venezia emerge la figura di Baldassarre Longhena.

Riguardo la pittura, il nuovo stile barocco segna lo sviluppo di una pittura dai colori brillanti e dagli accesi contrasti chiaroscurali, ricca di effetti teatrali. Questa pittura si prestava anche a celebrare, nei ritratti e nelle decorazioni, il fasto e l’importanza della grande aristocrazia romana ed europea. C’è una ricerca costante di giochi scenografici fantasiosi e mirabolanti; i pittori barocchi creano spazi illusori aperti verso il cielo infinito, in cui architetture, nuvole e figure si mescolano come su di un palcoscenico, suscitando la meraviglia dello spettatore.
Importanti interpreti sono i fratelli Agostino e Annibale Carracci e il cugino Ludovico. Essi fondano nel 1585, a Ologna, L’Accademia degli Incamminati, prima moderna scuola d’arte sorta in Europa. Annibale, in particolare sa misurarsi con ambiti pittorici diversi, da quello detto di genere, che descrive momenti di vita quotidiana, al recupero di temi mitologici, il cui massimo esempio è la decorazione ad affresco della volta della Galleria Farnese, a Roma (vedi immagine in alto).
Fra gli artisti dell’epoca ricordiamo anche Michelangelo Merisi detto Caravaggio

Nel Seicento europeo si assiste a una straordinaria fioritura del teatro, a una proliferazione di autori e di testi che eserciteranno un’influenza ancora oggi viva, non solo per la qualità letteraria delle opere ma anche per la modernità sul piano delle strutture teatrali e spettacolari: l’Inghilterra elisabettiana con William Shakespeare, la Spagna con Lope de Vega e Pedro Caldéron de la Barca, la Francia con Pierre Corneille, Jean Racine e Molière, offrono una straordinaria gamma di proposte sia nel campo del teatro comico sia in quello del teatro tragico.
In Italia comparvero due nuove forme di spettacolo teatrale:
– il melodramma, che alla recitazione univa scene cantate e coreografie; esso rimase molto in voga fino all’Ottocento, dapprima presso i ceti nobiliari e poi soprattutto tra i borghesi e il popolo;
– la Commedia dell’Arte, cioè il teatro delle maschere tradizionali, care al gusto regionale popolare (Arlecchino, Pulcinella, Colombina ecc.).

Il Barocco in letteratura si manifesta con un grande ricorso a metafore e similitudini strane e inconsuete, e a giochi di parole elaborati e complessi, con lo scopo di meravigliare il lettore a tutti i costi. Ne sono esempio i componimenti di Giovan Battista Marino, il maggior rappresentante della poesia lirica del Barocco. Egli afferma: «È del poeta il fin la meraviglia: / parlo dell’eccellente e non del goffo; / chi non sa far stupir, vada alla striglia!».
Diffusione assai significativa ha, nell’Europa del Seicento, il romanzo. In particolare segnaliamo il capostipite del romanzo moderno europeo, il Don Chisciotte di Miguel de Cervantes (1547-1616), che racconta la lucida follia e le peripezie di un anziano hidalgo, che rifiuta la volgarità del presente e reinterpreta la realtà alla luce degli ideali e del mondo fantastico dei romanzi cavallereschi medievali (per un approfondimento leggi Don Chisciotte di Cervantes riassunto e analisi clicca qui).

Nell’ambito musicale il termine Barocco indica il periodo compreso fra il 1600 e il 1750 circa, in riferimento a due grandi avvenimenti: la nascita del melodramma (detto anche comunemente «opera») e la morte di due grandi musicisti tedeschi: Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Haendel.
L’Italia è la nazione guida in campo musicale del periodo barocco: Venezia, Napoli, Roma sono, musicalmente, le città più attive e importanti.
Anche in Germania, terra di grandissimi musicisti, lo stile italiano è un riferimento costante.
Nel periodo barocco si suona ovunque (nelle chiese, nelle scuole, nelle case e nei palazzi, nelle piazze e nei giardini), ma il luogo più tipico dove si esegue e si ascolta musica è la corte. La giornata di re e principi è accompagnata dalla musica: dal risveglio alla toilette, dalla vestizione al saluto dei cortigiani, dal pranzo alla visita di qualche illustre ospite, non mancano mai i musicisti che accompagnano i vari momenti della vita a corte.
La nascita del melodramma fa sì che si costruiscano nuovi edifici destinati alla musica: i teatri d’opera. Verso la metà del Seicento molte città italiane possiedono almeno un teatro pubblico.
Nel periodo barocco gli strumenti musicali vengono perfezionati, tra tutti il violino è lo strumento principe della musica barocca. Al suo successo contribuiscono anche i grandi liutai italiani, soprattutto Stradivari.
In Italia operano grandissimi violinisti, fra cui Arcangelo Corelli e Antonio Vivaldi, che hanno successo in tutta Europa.