Galileo Galilei - vita e opere
Galileo Galilei ritratto dal pittore Justus Sustermans nel 1636.

Galileo Galilei nacque a Pisa il 15 febbraio 1564, da genitori della media borghesia. Nel 1574 la famiglia si trasferì a Firenze. Qui Galilei compì i primi studi di letteratura e logica.
Nel 1581 si iscrisse alla facoltà di medicina dell’Università di Pisa, per volontà del padre. Ma non mostrò alcun vero interesse e tornò a Firenze senza aver conseguito titoli accademici.

A Firenze si dedicò agli studi di matematica e cominciò a compiere osservazioni fisiche e a formulare alcuni teoremi di geometria e di meccanica, che rese noti solo più tardi.
Dallo studio di Archimede fu portato a progettare la bilancetta per determinare il peso specifico dei corpi.

Nel 1589 Galileo Galilei ottenne la cattedra di matematica all’Università di Pisa, dove vi rimase per tre anni, durante i quali formulò la legge della caduta dei gravi.

Galileo raffigurato nell'atto di dimostrare sperimentalmente la legge della caduta dei gravi mediante un piano inclinato a Giovanni de' Medici. L'affresco (1841) è di Giuseppe Bezzuoli, part., Firenze, Palazzo Torrigiani.
Galileo raffigurato nell’atto di dimostrare sperimentalmente la legge della caduta dei gravi mediante un piano inclinato a Giovanni de’ Medici. L’affresco (1841) è di Giuseppe Bezzuoli, part., Firenze, Palazzo Torrigiani.

Nel 1592 Galileo Galilei passò ad insegnare matematica all’Università di Padova, dove trascorse dieci anni.

Galileo Galilei – Il Sidereus nuncius

Nel 1609 avviò una serie di scoperte astronomiche, che espose nel Sidereus nuncius (1610), dedicato al granduca di Toscana, Cosimo II de’ Medici, suo allievo e futuro protettore.

Le sue scoperte furono riconosciute valide dalla comunità scientifica e dallo stesso Keplero. Allo stesso tempo però cominciarono i suoi problemi con gli aristotelici e con la Chiesa, perché Galileo Galilei appoggiava la teoria eliocentrica di Copernico, secondo la quale la Terra ruota attorno al Sole insieme ai pianeti del sistema solare.

Galileo Galilei – L’adesione alla teoria copernicana

Nel 1616 Galileo Galilei fu citato al Santo Uffizio per via delle Lettere copernicane, in cui abbraccia la teoria copernicana ed esprime la sua concezione della scienza e della fede.
Galileo Galilei infatti sollecitava la Chiesa ad astenersi dal pronunciarsi in modo ufficiale su un argomento scientifico come quello della teoria copernicana, da lui ritenuta compatibile con la Bibbia, se interpretata allegoricamente.

Galileo Galilei venne formalmente ammonito dal cardinale Bellarmino. Questi dichiarò l’inconciliabilità tra fede cattolica e teorie copernicane; ingiunse inoltre a Galilei di astenersi da studi su quell’argomento.

Galileo Galilei – Il saggiatore e Dialogo sopra i due massimi sistemi

Nel 1623 venne eletto papa Urbano VIII, uomo di cultura aperto alle problematiche scientifiche e amico di Galilei. Questi gli dedicò Il saggiatore (1623), un saggio sulle comete. Inoltre, confidando nella protezione papale, scrisse e pubblicò nel 1632 il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, tolemaico e copernicano. Scritto in volgare e in uno stile piano e lineare, che rendeva il testo accessibile anche al largo pubblico, l’opera proponeva il contrasto tra le opposte tesi cosmologiche tolemaica e copernicana.

Ma Urbano VIII premuto da circostanze politiche interne e internazionali (la Guerra dei Trent’anni, che vedeva contrapposti regnanti cattolici e protestanti, stava agitando tutta l’Europa) e indotto a usare particolare rigore contro ogni posizione sospettata di riuscire pericolosa per l’istituzione ecclesiastica, lasciò che i Gesuiti e l’Inquisizione condannassero le tesi esposte da Galilei.

Galileo Galilei – La condanna dell’Inquisizione

Galilei fu convocato a Roma e nel giugno del 1633 fu costretto ad abiurare la verità scientifica. Poi fu condannato al domicilio forzato prima a Siena e poi nella sua villa di Arcetri, sulla collina di Firenze. Le sue condizioni di salute andarono rapidamente peggiorando e nel 1637 divenne cieco. Nonostante ciò, continuò a studiare e riuscì a far pubblicare clandestinamente in Olanda i Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze attinenti alla meccanica ed i movimenti locali (1638).

Galilei morì ad Arcetri l’8 gennaio del 1642, aveva 78 anni.

Galileo Galilei – La riabilitazione da parte della Chiesa cattolica

Anche se morto, continuò la condanna di Galilei per “veemente sospetto di eresia”. La Chiesa si oppose alla realizzazione di un sepolcro monumentale e la salma fu tumulata provvisoriamente in una piccola tomba, nella stanzetta sottostante il campanile della chiesa di Santa Croce.

Solo dopo quasi un secolo, nel 1736, per iniziativa dell’ultimo dei granduchi medicei, Giangastone, i resti dello scienziato vennero traslati, insieme a quelli dell’amato allievo Viviani e della figlia Virginia, in una tomba monumentale all’interno della basilica.

Giovan Battista Foggini, Monumento funebre a Galileo Galilei, 1737, marmo, Firenze, Santa Croce.
Giovan Battista Foggini, Monumento funebre a Galileo Galilei, 1737, marmo, Firenze, Santa Croce.

Ai lati dell’urna si trovano la statua della Geometria, che celebra le ricerche galileiane sul piano inclinato e sulla caduta dei gravi, e quella dell’Astronomia, che mostra la scoperta galileiana delle macchie solari. Il sepolcro è sovrastato dal busto di Galileo Galilei con in mano il cannocchiale.

Il 31 ottobre del 1992, 359 anni dopo la morte dello scienziato pisano, papa Giovanni Paolo II ha ammesso gli errori compiuti dai teologi della Chiesa cattolica nel processo di Galileo Galileo “riabilitandone” la figura di scienziato.