Inquisizione: storia breve e completa

Con il temine Inquisizione si vuole indicare l’insieme di tribunali ecclesiastici istituiti per combattere le eresie diffusesi a partire dall’XI secolo in tutta Europa, ma soprattutto in Francia e in Italia centro-settentrionale.

L’eresia è una dottrina che si oppone all’ortodossia cioè alla retta e vera dottrina rivelata da Dio e annunciata dalla Chiesa cattolica (per un approfondimento leggi Le eresie medievali, riassunto).

Fu papa Innocenzo III (papa dal 1198 al 1216) a scegliere per primo degli “inquisitori” (“inquisire” significa “fare un’inchiesta”) tra i vescovi, che compivano indagini nei confronti dei sospettati. Nel 1233, invece, papa Gregorio IX istituì veri e propri tribunali, i Tribunali dell’Inquisizione, presieduti da due giudici nominati direttamente dal papa e superiori all’autorità dei vescovi.

La procedura inquisitoriale consisteva in varie fasi: dapprima si accordava un tempo di grazia per permettere ai colpevoli di confessare i loro errori (così da essere perdonati), poi veniva sistematicamente interrogata la popolazione, infine venivano esaminati i sospettati, costretti a confessare sotto tortura (per un approfondimento leggi Strumenti di tortura contro eretici e streghe).

Il ruolo di giudice inquisitore sottratto ai vescovi fu affidato in un primo momento ai monaci cistercensi e poi ai frati domenicani e francescani.

Il 15 maggio 1252 papa Innocenzo IV promulgò la bolla Ad extirpanda, che approvò la tortura come lecito strumento per ottenere la confessione del reo.

Chi furono le vittime dell’Inquisizione?

  • All’inizio gruppi che si allontanarono decisamente dalle posizioni della Chiesa cattolica, come i catari (o albigesi, così chiamati dalla loro roccaforte, la città di Alby in Francia), contro i quali il papato indisse anche una crociata (1209-1229), e i valdesi (dal loro fondatore, Pietro Valdo), l’unico gruppo di origini medievali che esiste ancora oggi come Chiesa organizzata.
  • Poi si passò agli ebrei che non intendevano convertirsi o che convertiti continuavano a coltivare la fede e le prescrizioni originari.
  • Infine, streghe e stregoni, cioè donne e uomini accusati di aver fatto un patto con Satana e di adorarlo in orge terrificanti chiamate “sabba”.

L’Inquisizione fu particolarmente attiva nei secoli XIII e XIV. Conobbe una fase di declino nel secolo XV, per poi riprendersi nei secoli XVI e XVII con l’istituzione di nuovi tribunali in Spagna e Portogallo. In entrambi i Paesi i tribunali, per concessione pontificia, dipendevano direttamente dalle rispettive corone. Furono aboliti nei primi decenni dell’Ottocento.

In Italia, i tribunali dell’Inquisizione furono sostituiti nel 1542 da papa Paolo III con l’istituzione della Congregazione per la Dottrina della Fede (o Sant’Uffizio), che interveniva in tutti i casi in cui si giudicava messa in pericolo la cattolicità della fede. Ad esso si aggiunse, a partire dal 1564, la Congregazione dell’Indice dei libri proibiti, con l’incarico di redigere un elenco di libri proibiti nei Paesi cattolici.

L’attività del Sant’Uffizio fu molto solerte. Nella sua fase iniziale si caratterizzò in particolare per l’azione antiereticale che spesso si concludeva con il rogo. Famoso quello del teologo Giordano Bruno condannato al rogo nel 1600. A partire dal XVII secolo, invece, l’attenzione del Sant’Uffizio fu rivolta verso il mondo filosofico e scientifico: particolarmente famoso il caso di Galileo Galilei, condannato nel 1633.

Nel 1965 papa Paolo VI operò una riforma del Santo Uffizio, partendo dal principio che «la fede si difende meglio promuovendo la dottrina» e cambiò il nome in quello di Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede. In questa logica, l’anno successivo abolì, dopo quattro secoli, l’Indice dei Libri proibiti.