William Shakespeare vita e opere riassunto
Ritratto di William Shakespeare (cosiddetto "ritratto Cobbe"), 1610 ca, olio su tavola, Newbridge (Dublino), collezione privata.

William Shakespeare: vita e opere riassunto

William Shakespeare nacque a Stratford-upon-Avon il 23 aprile del 1564. I primi studi li compì alla locale grammar school (scuola di grammatica), l’istituzione scolastica introdotta dalla riforma di Elisabetta I, dove apprese il latino, i rudimenti del greco e la matematica.

Le difficoltà economiche della famiglia lo costrinsero presto ad affiancare il padre, commerciante di pellami, nella sua attività.

A 18 anni sposò Anne Hathaway, di otto anni più anziana, che gli diede presto una figlia, Susan (1583). Nel 1585 nacquero due gemelli, Judith e Hamnet (il secondo morto nel 1596).

Le fonti indicano che nel 1592 William Shakespeare era a Londra e qui risultava già attore affermato e assiduo scrittore di teatro. Fanno parte di questo periodo (1592-1594) alcune tragedie storiche d’ambientazione romana (Tito Andronico) e inglese (Enrico VI e Riccardo III); le commedie “eufuistiche”, tra le quali: La bisbetica domata e La commedia degli equivoci; il celebre dramma “lirico” Romeo e Giulietta.

Nel 1592 un’epidemia di peste scoppiata a Londra costrinse le autorità a chiudere i teatri per quasi due anni. Shakespeare ne approfittò per dedicarsi anche alla poesia. Di questa produzione fanno parte, oltre ad alcuni poemi narrativi di materia classica, 154 Sonetti pubblicati nel 1609.

Nel 1594 riaprirono i teatri e William Shakespeare si unì alla compagnia teatrale The Chamberlain’s Men  (“Compagnia del Lord Ciambellano”, cioè Henry Carey Lord Hudson, la cui famiglia di notabili londinesi ne assicurò il patronato dal 1594 fino al 1603).
A questo periodo risalgono le commedie “romanzesche”, come Sogno di una notte di mezz’estate e Il mercante di Venezia. In esse si preannuncia il distacco dal genere comico in senso stretto e l’approdo al genere ibrido della “tragicommedia”.
Un pessimismo di fondo, riconducibile ai difficili anni della successione ad Elisabetta I (1601-1603), penetra nei “drammi dialettici”, tra cui Amleto.

Nel 1603 la compagnia dei Lord Chamberlain’s Men passa sotto la tutela del nuovo re Giacomo I, prendendo il nome di The King’s Men (“Gli uomini del re”). Tra il 1604 e il 1606, William Shakespeare compone tragedie come Otello, Re Lear, Macbeth.

Nel 1608 divenne comproprietario del teatro Blackfriars, raggiungendo insieme successo e ricchezza.

Si apre l’ultima fase della produzione shakesperiana, segnata dall’approdo definitivo al “dramma romanzesco“, nel quale confluiscono elementi tragici e comici. In queste ultime opere, tra cui La tempesta (1611) e il dramma storico Enrico VIII (1613), appare sensibilmente mutata la visione della vita, segnata ora da un atteggiamento più equilibrato, fiducioso nella possibilità dell’uomo di accettare serenamente una realtà per molti versi incomprensibile.

Nel 1613 William Shakespeare acquistò una proprietà immobiliare a Stratford, dove si era ritirato nel 1610, senza interrompere però la collaborazione con la sua compagnia.

Il 23 aprile 1616, a cinquantadue anni, William Shakespeare morì. Fu sepolto nella chiesa della sua città natale.

Sulla sua lapide si legge:«Buon amico, per amor di Cristo, non cavar fuori la polvere qui racchiusa! Benedetto chi rispetta queste pietre e maledetto colui che rimuove le mie ossa».