Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) è considerato uno dei massimi esponenti del Barocco italiano. Fu architetto, scultore, pittore, scenografo e autore di teatro, anche se la sua fama è legata principalmente alla scultura e all’architettura. Escluso un breve soggiorno a Parigi (1665) su invito del re Luigi XIV, lavorò sempre a Roma al servizio di papi, cardinali e delle più importanti famiglie nobiliari dell’epoca, ricevendone fama, onori e ricchezze e contribuendo a fare di Roma la capitale del Barocco.
La nascita e i primi anni
Gian Lorenzo Bernini nacque a Napoli il 7 dicembre 1598. Figlio dello scultore fiorentino Pietro Bernini (1562-1629), si formò seguendo il padre, affiancandolo al cantiere e dimostrando un insuperabile talento fin da giovanissimo. Nel 1606 la famiglia si spostò a Roma, dove il giovane Bernini strinse rapporti con due famiglie di spicco: i Borghese e i Barberini.
Bernini opere principali
Opere per Scipione Borghese
Bernini iniziò, poco più che ventenne, a realizzare per il suo primo committente, il cardinale Scipione Borghese, nipote del papa Paolo V, i gruppi scultorei di Enea e Anchise, Apollo e Dafne, Ratto di Proserpina, David che scaglia il sasso.
Enea e Anchise, ispirato all’Eneide di Virgilio, raffigura il momento in cui Enea, in fuga da Troia in fiamme, porta sulle spalle il vecchio padre Anchise ed è seguito dal figlioletto Ascanio.
Ratto di Proserpina: il re degli inferi Plutone rapisce la figlia di Giove e Cerere, mentre il cane Cerbero sorveglia l’azione. Per un approfondimento clicca qui
Apollo e Dafne. Dafne scappa disperata, con la bocca socchiusa in un grido, mentre Apollo l’ha quasi raggiunta. Per un approfondimento clicca qui
David che scaglia il sasso. Il giovane eroe è raffigurato mentre sta per roteare la fionda e lanciare il sasso che ucciderà Golia. Il volto concentrato, con le labbra serrate per lo sforzo, è un autoritratto dell’artista. Per un approfondimento clicca qui.
Le opere per San Pietro in Vaticano e le altre
Opere per papa Urbano VIII
La vera ascesa di Bernini arrivò però con l’elezione di papa Urbano VIII, della famiglia Barberini. L’artista nel 1624 iniziò la lunga serie di opere per San Pietro, in cui fu impegnato per più di quarant’anni.
Per Urbano VIII (1623-1644), Bernini realizzò il Baldacchino di San Pietro (per un approfondimento clicca qui).
e la tomba dello stesso papa, il Monumento funebre di Urbano VIII

Le opere per papa Innocenzo X
Il successore di Urbano VIII, Innocenzo X (1644-1655), malgrado la sua predilezione personale per il rivale Borromini, incaricò Bernini di costruire la Fontana dei Quattro Fiumi in Piazza Navona (per un approfondimento clicca qui).
Allo stesso periodo risale la Cappella Cornaro con l’Estasi di santa Teresa, all’interno della Chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma, dai vistosi effetti teatrali (per un approfondimento clicca qui).
Sotto papa Alessandro VII (1655-1667), Bernini tornò a lavorare in San Pietro, progettando:
Il colonnato di Piazza san Pietro, che incarna l’ideale di accoglienza della Chiesa (per un approfondimento clicca qui)
la Cattedra di San Pietro
La Scala Regia
Nel 1665 Bernini si recò in Francia (unico viaggio dell’artista all’estero) su invito del re Luigi XIV, detto Re Sole, per ridisegnare il Palazzo del Louvre. Purtroppo le incomprensioni e le idee erano molto divergenti e Bernini ripartì dopo cinque mesi, lasciando tuttavia la sua firma a Versailles, dove è ancora conservato il Busto di Luigi XIV (1665).
Gian Lorenzo Bernini morì a Roma, il 28 novembre 1680. Gli vennero tributati funerali degni di un sovrano. Riposa nella Basilica di Santa Maria Maggiore.
Gian Lorenzo Bernini – Tecnica e stile
La sua produzione artistica si distingue per la rappresentazione vivida del movimento e la capacità di catturare emozioni intense. Bernini ha rivoluzionato la tecnica scultorea, lavorando il marmo con una maestria tale da conferirgli l’aspetto di tessuti morbidi, capelli fluenti e altri elementi naturali.
Le sue sculture sono intrise di dinamismo, con figure immortalate in momenti di massima espressione emotiva e fisica, come se fossero congelate nel punto culminante di un’azione.
Nell’ambito dell’arte sacra, Bernini ha esercitato la sua genialità scenografica, trasformando gli spazi ecclesiastici in palcoscenici dove i santi sono ritratti in momenti di estasi divina. Queste rappresentazioni, ideali per la Chiesa della Controriforma del XVII secolo, erano intese a suscitare una partecipazione emotiva dei fedeli. Bernini utilizzava la luce come strumento drammaturgico, enfatizzando le espressioni e le posture delle figure. Nella Cappella Cornaro la luce celeste scende dall’alto per illuminare il gruppo scultoreo di Santa Teresa in estasi, mentre i membri della famiglia Cornaro assistono alla scena dai loro palchetti, in una disposizione che ricorda quella di un teatro.
Bernini ha influenzato generazioni di artisti e ha contribuito a definire l’estetica barocca, lasciando un’eredità che continua a influenzare l’arte e la cultura contemporanea.

